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Qui al Mandorleto, quando parliamo di Avola, non pensiamo solo alla città esagonale sul mare o ai mandorleti che profumano in primavera. Pensiamo anche a Avola Antica, il cuore più antico del nostro territorio, quello che viveva sui monti Iblei molto prima che il terremoto del 1693 spingesse la città verso la costa. È un luogo dove la storia non è scritta solo nei libri, ma è incisa nella roccia.
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Un insediamento sul Monte Aquilone, abitato dall’Età del Bronzo
Avola Antica sorgeva sul Monte Aquilone, a sud di Cavagrande del Cassibile, in una posizione alta e scenografica, scelta per ragioni difensive. Il sito era abitato sin dall’Età del Bronzo, come dimostrano le numerose tombe a grotticella artificiale riscontrate nel Vallone Pisciarello e nella Cava Tirone, attribuite alle facies di Thapsos e Pantalica III. L’altopiano ibleo, comprendente l’area di Avola Antica, fu intensamente abitato a partire dalla Media Età del Bronzo (XV secolo a.C.), quando la Sicilia era ancora abitata dai Sicani.
Le necropoli: quaranta tombe a grotticella nel Cozzo Tirone
Uno dei tesori più importanti di Avola Antica sono le necropoli preistoriche e protostoriche. Nel Cozzo Tirone sono ancora visibili circa quaranta sepolcri scavati nella roccia, risalenti ai secoli X-VIII a.C., a ridosso della prima colonizzazione greca avvenuta intorno al 750 a.C.. Queste tombe a grotticella artificiale testimoniano la presenza di comunità indigene che vivevano e seppellivano i loro morti in questo luogo, ben prima dell’arrivo dei Greci. Nella parte collinare del territorio, in contrade come Ronchetto e Cozzo Tirone, sono state oggetto di ricerche anche 17 tombe di epoche diverse, confermando la continuità di frequentazione del sito.
Dalla necropoli al villaggio rupestre: l’epoca bizantina e medievale
Con l’arrivo dei Bizantini, tra il VI e il VII secolo d.C., gruppi di abitanti delle coste siciliane, forse minacciati da saccheggi o spinti dalla crisi, decisero di trasferirsi sui Monti Iblei. Qui ingrandirono le antiche tombe scavate nella roccia, trasformandole in villaggi rupestri con appartamenti e chiesette. Ad Avola Antica, nelle zone collinari come Cozzo Tirone, Cava Giordano e Cugno Agosta, si individuano abitazioni rupestri di età bizantina e medievale, insieme a sepolture e ipogei. Nel 1899, l’archeologo Orsi riscontrò una catacomba bizantina in contrada Casa Romano, e venne rinvenuta anche una chiesetta rupestre bizantina sul Cugno Agosta.
Il Castello e le strutture nella viva roccia
Sul vertice del Monte Aquilone sorgeva il Castello, attorno al quale si sviluppava l’antica Avola. Le strutture ad esso connesse erano ricavate nella viva roccia: carceri, magazzini, torri, stanze e una cappella. Questo dimostra come la roccia calcarea dei monti Iblei non fosse solo paesaggio, ma materiale da costruire e vivere, un elemento che caratterizza tutta la cultura rupestre della Sicilia sud-orientale.
Avola Antica e il terremoto del 1693: la fine di un’epoca
Prima del terremoto del 1693, l’antica città di Avola si trovava su questa alta collina dei Monti Iblei, in una posizione più elevata e scenografica. Il sisma distrusse l’abitato, e i sopravvissuti si trasferirono nella pianura sottostante, dando origine alla nuova Avola a pianta esagonale, progettata dall’architetto Angelo Italia. Avola Antica, così, divenne un sito archeologico, un luogo di memoria che racconta millenni di storia.
Un legame con la mitologia: la Ibla Maggiore
Secondo lo storico Francesco Di Maria, la città, prima di assumere il toponimo Abolla (da cui Avola), sarebbe stata la Ibla Maggiore (Hybla Major) descritta da poeti e geografi greci. Questa ipotesi, se confermata, collocherebbe Avola Antica in un contesto mitologico e letterario di grande importanza, legandola alle narrazioni classiche sulla Sicilia antica.
Come la viviamo noi al Mandorleto
Dal Mandorleto, Avola Antica è una delle mete che consigliamo a chi vuole toccare con mano le radici più profonde del nostro territorio. È un luogo dove la storia si legge nella pietra: necropoli, villaggi rupestri, chiese bizantine e resti di castelli raccontano un passato che va dall’Età del Bronzo al Medioevo. È un’esperienza che unisce archeologia, paesaggio e contemplazione, perfetta per chi cerca un’avventura culturale lontana dai percorsi più battuti. Se ami la storia antica e i luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, Avola Antica è una tappa obbligata.
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