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L’autostima è il modo in cui guardiamo a noi stessi e al nostro valore personale. Non significa sentirsi superiori agli altri o pensare di non avere difetti: significa riconoscere di essere persone uniche, con risorse, bisogni, qualità e limiti.
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Quando l’autostima è fragile, può diventare difficile ascoltare ciò che proviamo e dare valore alle nostre necessità. Possiamo cercare continuamente l’approvazione degli altri, avere paura di deludere, accettare richieste che ci fanno stare male o sentirci in colpa ogni volta che proviamo a dire di no.
Che cosa sono i limiti personali
I limiti personali sono confini che aiutano a proteggere il nostro spazio fisico, emotivo e relazionale. Riguardano il tempo che possiamo dedicare agli altri, il modo in cui desideriamo essere trattati, le richieste che siamo in grado di accogliere e quelle che, invece, non possiamo o non vogliamo accettare.
Avere dei limiti non significa essere egoisti o distanti. Significa riconoscere che anche i propri bisogni hanno dignità e che una relazione sana dovrebbe lasciare spazio a entrambe le persone.
I confini possono riguardare diversi aspetti della vita:
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il bisogno di avere tempo per sé;
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la possibilità di esprimere un’opinione diversa;
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il diritto di non rispondere immediatamente a ogni richiesta;
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il rispetto del proprio corpo e della propria privacy;
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la scelta di interrompere una conversazione offensiva o aggressiva;
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la libertà di dire “no” senza dover fornire spiegazioni infinite.
Perché a volte è difficile dire di no
Molte persone faticano a stabilire limiti perché temono il rifiuto, il conflitto o l’abbandono. In alcuni casi hanno imparato a collegare il proprio valore alla capacità di rendersi utili, disponibili o indispensabili per gli altri.
Può così svilupparsi l’idea: “Se metto un limite, perderò l’affetto dell’altra persona”. Questa convinzione può portare a mettere da parte i propri bisogni, fino a provare stanchezza, risentimento, ansia o senso di svuotamento.
Dire di no, però, non è automaticamente una forma di rifiuto. Può essere un modo per prendersi cura di sé, rendere più chiara la relazione e prevenire un accumulo di emozioni che, nel tempo, potrebbe trasformarsi in chiusura o reazioni improvvise.
Autostima e assertività
Stabilire un limite richiede una comunicazione assertiva. Essere assertivi significa esprimere pensieri, emozioni, bisogni e diritti in modo chiaro e rispettoso, senza sottomettersi all’altro ma anche senza aggredirlo.
Una comunicazione assertiva può partire da frasi semplici:
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“In questo momento non riesco ad aiutarti.”
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“Ho bisogno di pensarci prima di darti una risposta.”
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“Non mi sento rispettata quando mi parli in questo modo.”
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“Preferisco non affrontare questo argomento adesso.”
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“Capisco la tua richiesta, ma questa volta devo dire di no.”
Non è necessario giustificarsi a lungo per rendere legittimo un proprio limite. Un confine può essere espresso con chiarezza, rispetto e coerenza.
Il mio approccio centrato sulla persona
Nel mio lavoro utilizzo l’approccio centrato sulla persona, fondato su empatia, autenticità e accettazione positiva incondizionata. Questo significa offrire uno spazio in cui la persona possa esplorare i propri vissuti senza sentirsi giudicata o costretta a cambiare secondo aspettative esterne.
In terapia possiamo osservare insieme le situazioni in cui diventa difficile affermarsi, le emozioni che compaiono quando si prova a dire di no e le convinzioni che ostacolano il riconoscimento del proprio valore.
Il mio obiettivo non è insegnarti a diventare una persona diversa, ma aiutarti a entrare maggiormente in contatto con ciò che senti, comprendere i tuoi bisogni e trovare modalità più autentiche per comunicarli.
Accettarsi non significa approvare ogni comportamento
L’accettazione di sé non significa pensare che tutto ciò che facciamo sia corretto o che non sia possibile cambiare. Significa riconoscere la propria esperienza senza negarla e senza trasformare ogni errore in una condanna personale.
Allo stesso modo, accettare un’altra persona non significa approvare ogni suo comportamento. È possibile comprendere ciò che l’altro prova e, nello stesso tempo, stabilire un limite davanti a parole o azioni che ci feriscono. Comprendere non significa permettere tutto.
Come iniziare a rafforzare l’autostima
Un primo passo consiste nell’osservare le situazioni in cui rinunciamo a noi stessi per evitare il giudizio o il dispiacere degli altri. Può essere utile chiedersi:
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Che cosa sto provando in questo momento?
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Quale bisogno sto mettendo da parte?
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Sto dicendo sì perché lo desidero o per paura delle conseguenze?
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Che cosa direi a una persona cara che si trovasse nella mia stessa situazione?
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Quale limite mi aiuterebbe a sentirmi più rispettata?
Anche piccoli cambiamenti possono essere significativi: chiedere una pausa, rimandare una risposta, esprimere un dissenso o dedicare tempo a un bisogno personale. La costruzione dell’autostima non avviene attraverso la perfezione, ma attraverso scelte ripetute di ascolto e rispetto verso sé stessi.
Quando chiedere un aiuto psicologico
Può essere utile intraprendere un percorso psicologico quando la difficoltà nel mettere limiti porta a sofferenza, ansia, sensi di colpa, relazioni sbilanciate o perdita di contatto con i propri bisogni.
Chiedere aiuto non significa essere deboli. Significa concedersi uno spazio in cui poter comprendere ciò che accade e ritrovare, con i propri tempi, una relazione più rispettosa con sé stessi e con gli altri.
Se senti di avere difficoltà a riconoscere il tuo valore o a stabilire confini nelle relazioni, puoi contattarmi per un colloquio presso il mio studio a Cerano oppure online.
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