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Una settimana tra memoria, legalità e identità collettiva: a Collegno il ricordo diventa impegno concreto e lo Smemorato torna protagonista, cento anni dopo.
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Dopo Domenica è Lunedì: una settimana di impegno
La rubrica Dopo Domenica è Lunedì questa settimana racconta una città che non si limita a osservare il presente, ma lo interpreta con coraggio e consapevolezza.
Il 18 febbraio 2026 è stato il giorno degli interventi chiari, netti, capaci di spiegare con competenza le ragioni di un “no” che non è chiusura, ma scelta ponderata. In un tempo in cui le parole rischiano spesso di essere superficiali, la lucidità è diventata un valore politico e civico. E proprio quella lucidità ha guidato il confronto, rendendo il dibattito uno spazio autentico di democrazia.
Legalità e impegno civile a Collegno
Il 21 febbraio 2026 è stato un momento di grande intensità istituzionale e umana. Moderare un appuntamento dedicato alla lotta contro mafia, estorsione e usura non è stato soltanto un ruolo formale, ma un onore profondo.
Sul palco, due prospettive diverse ma unite dalla stessa battaglia: difendere la legalità ogni giorno, senza tregua. La presenza dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia ha ricordato quanto sia incessante il lavoro dello Stato contro le infiltrazioni criminali.
Accanto a loro, l’impegno costante di Libera, che trasforma la memoria delle vittime in educazione e azione concreta. Nel frattempo, l’energia del Martedì delle donne e del Partito Democratico - Circolo di Collegno ha dimostrato che il territorio sa organizzarsi, partecipare, reagire.
La legalità, infatti, non è un concetto astratto: è una pratica quotidiana che si costruisce insieme.
Smemorato di Collegno: cento anni dopo
Il 22 febbraio ha aperto ufficialmente il conto alla rovescia.
Il 10 marzo inizierà l’anno dedicato allo Smemorato di Collegno, una figura che da un secolo intreccia medicina, diritto e cronaca. Esattamente cento anni fa, il 10 marzo 1926, un uomo privo di memoria varcava la soglia dell’allora Regio manicomio di Collegno. Era confuso, senza identità certa.
Da quel momento prese vita uno dei casi giudiziari e mediatici più discussi dell’Italia del Novecento. I giornali dell’epoca inseguirono la vicenda con passione, mentre medici e tribunali cercavano risposte. Chi era davvero quell’uomo? Una vittima della guerra, un impostore, un simbolo involontario di un Paese ferito?
Oggi, a distanza di cento anni, Collegno sceglie di non limitarsi al ricordo. Il luogo che un tempo era manicomio è diventato centro attivo di cultura, spazio di incontri, dibattiti, spettacoli. Inoltre, l’anno dello Smemorato di Collegno sarà un percorso diffuso, fatto di eventi, approfondimenti, iniziative capaci di trasformare una vicenda controversa in occasione di riflessione collettiva.
Tuttavia, non si tratta solo di celebrare un caso storico. Si tratta di interrogarsi sul tema dell’identità, della verità, della giustizia. Nel frattempo, la città si prepara ad accogliere cittadini, studiosi e curiosi che vorranno riscoprire una storia che ancora oggi affascina e divide.
Infine, questo anniversario diventa un modo per riaffermare che la memoria non è nostalgia: è consapevolezza.
La settimana appena trascorsa dimostra che Collegno sa unire passato e futuro, legalità e cultura, riflessione e azione concreta.
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