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Carla Cavicchini
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Venezia 83, Piera Detassis: il cinema verso il gran finale


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A Venezia il cinema entra nel finale: Piera Detassis racconta un Festival intenso, tra grandi film, emozioni, cinema italiano e attesa per i premi finali.

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Venezia 83, Piera Detassis: il cinema verso il gran finale

Il Festival del Cinema di Venezia è entrato nella sua fase decisiva. Sul Lido si respira quella particolare atmosfera che accompagna gli ultimi giorni della Mostra: le proiezioni si susseguono, i giudizi si fanno più netti e cresce l'attesa per conoscere i film destinati a lasciare davvero il segno.

A raccontare il bilancio di questa 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è Piera Detassis, intervistata da Carla Cavicchini per G-Channel Magazine TV di Torino.

Un’edizione che, secondo Detassis, si avvia verso una conclusione positiva, senza però lasciarsi travolgere da un eccesso di glamour. Il vero protagonista, ancora una volta, è stato il cinema.

Un Festival senza grandi delusioni

«Le previsioni sono buone», racconta Piera Detassis guardando agli ultimi giorni della manifestazione. Una chiusura che, nelle sue parole, potrebbe regalare ancora emozioni, tra il sorriso e la commozione.

Il bilancio complessivo è positivo. L’edizione, spiega, è andata bene, pur senza raggiungere particolari picchi sul fronte del glamour. Tuttavia, sul piano cinematografico, non sono mancate opere capaci di distinguersi.

E soprattutto, sottolinea Detassis, sono state poche le vere delusioni. Un elemento significativo per un Festival nel quale ogni anno arrivano a Venezia opere attese da pubblico, critica e addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo.

L’attesa per i premi e lo sguardo alle registe

Tra le speranze di Piera Detassis c’è anche quella che possa arrivare un riconoscimento per May el-Toukhy, regista di Woman Unknown, presentato in concorso alla Mostra.

Il film rappresenta un caso particolarmente significativo: è infatti l’unica opera diretta da una donna presente nel concorso principale di questa edizione. La pellicola, una coproduzione danese-svedese-lettone, è ambientata nel dopoguerra e porta sullo schermo una storia fatta di segreti, relazioni e scelte difficili.

Per Detassis sarebbe un riconoscimento importante per un film che, a suo giudizio, merita attenzione. Una speranza che assume un significato ancora più forte in un’edizione nella quale la presenza femminile alla regia del concorso è stata particolarmente ridotta.

Ma lo sguardo della critica italiana è rivolto anche al nostro cinema. Tra i desideri espressi da Detassis c’è infatti quello di vedere affermarsi un film italiano e, in particolare, Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis.

Presentato in concorso il 9 settembre, il film porta sullo schermo il romanzo omonimo di Antonio Franchini e mette al centro il rapporto complesso, doloroso e al tempo stesso profondamente umano tra una madre, interpretata da Vanessa Scalera, e il figlio Antonio, interpretato da Lino Musella.

Una storia familiare che oscilla tra tensione, ironia e commozione e che proprio per questo sembra racchiudere una delle anime più autentiche del cinema italiano contemporaneo.

Venezia tra cinema, industria e finanziamenti

Nel corso dell’intervista emerge anche il tema dei finanziamenti alla Mostra del Cinema di Venezia.

Detassis precisa di non occuparsi direttamente della questione e di non avere quindi elementi specifici per entrare nel dettaglio delle risorse destinate alla manifestazione. Tuttavia, riconosce quanto sia importante la partecipazione del sistema pubblico e privato attorno a un evento internazionale di questa portata.

Il tema apre anche una riflessione più ampia sul volto contemporaneo del Festival, sempre più attraversato da comunicazione, immagini, brand e iniziative collaterali.

È una Venezia nella quale il cinema resta il cuore della manifestazione, ma attorno allo schermo cresce una macchina comunicativa sempre più imponente.

Il cinema resta il vero protagonista

Ed è proprio qui che si concentra il senso delle parole di Piera Detassis.

Al di là del tappeto rosso, delle presenze internazionali, dei fotografi e dell’attenzione mediatica, ciò che rimane davvero è la qualità dei film. Sono le storie, gli interpreti, gli sguardi dei registi e quelle emozioni che continuano a vivere anche quando le luci della Mostra si spengono.

Nel frattempo, mentre Venezia si avvicina alla serata conclusiva, resta aperta la grande domanda: quali saranno i film capaci di conquistare la giuria e trasformare l’attesa in un premio?

La risposta arriverà soltanto alla fine. Ma una certezza, già adesso, sembra emergere: anche quest’anno il Festival di Venezia ha riportato il cinema al centro del racconto culturale internazionale.

E tra speranze, pronostici e giudizi ancora sospesi, il Lido continua a fare ciò che sa fare meglio: dividere, emozionare, sorprendere e soprattutto far parlare di cinema.

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