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Stanotte Jannik Sinner ci ha mostrato qualcosa che va ben oltre il tennis.
Ci ha mostrato come si vince una partita quasi persa.
Siamo a Melbourne, agli Australian Open.
Lui, favorito.
Lui, tecnicamente più forte.
Eppure nulla funziona.
Il tennis non gira.
Il caldo è soffocante.
Arrivano i crampi.
Il corpo chiede tregua, la mente vacilla.
La partita sembra scivolare via.
Ed è proprio lì che entra in gioco la resilienza.
Cos’è davvero la resilienza (e cosa non è)
In psicologia, la resilienza non è forza bruta, né ottimismo forzato.
Non è “pensare positivo” quando tutto va male.
La resilienza è:
-
accettare ciò che sta accadendo
-
restare nel disagio senza fuggire
-
continuare anche quando non si riconosce più la propria versione migliore
È la capacità di dire:
“Non sto bene, ma resto.”
Accettare la versione sbiadita di sé
Sinner, in quella partita, ha fatto qualcosa di psicologicamente potentissimo:
ha accettato di non essere brillante.
Non ha lottato contro la frustrazione.
Non ha negato i limiti del momento.
Non ha cercato di forzare il gioco.
Ha fatto questo:
-
stare
-
sbagliare
-
stare
-
ricominciare
Dal punto di vista clinico, è una competenza chiave:
👉 tollerare la delusione quando nulla funziona.
Molte persone crollano non per la difficoltà, ma per l’idea di dover essere sempre al massimo.
La pausa, l’attesa, il momento giusto
La pausa per la regola del calore.
Il tetto che si chiude alla Rod Laver Arena.
Il ritmo che cambia.
Ma attenzione: la svolta non nasce lì.
La svolta nasce prima, quando Sinner non molla mentalmente, anche senza segnali immediati di miglioramento.
In psicologia si chiama:
👉 capacità di attendere il momento favorevole senza disintegrarsi prima
Non reagire impulsivamente.
Non scappare.
Non arrendersi interiormente.
Dalla fossa scura alla risalita
Sinner vince in quattro set:
4-6 6-3 6-4 6-4 contro Spizzirri, numero 71 del mondo.
È agli ottavi.
Ma il vero punto non è il punteggio.
È il percorso mentale.
👉 Accettare di essere in difficoltà
👉 Resistere senza pretendere subito il riscatto
👉 Ricostruire punto dopo punto
Questa è resilienza.
Una lezione che va oltre lo sport
Nella vita capita spesso di:
-
non sentirsi all’altezza
-
attraversare periodi “sbiaditi”
-
perdere fiducia nella propria efficacia
La resilienza non è brillare sempre.
È non abbandonarsi quando si smette di brillare.
Come Sinner, a volte l’unica cosa possibile è:
stare
respirare
sbagliare
restare
e ricominciare
Conclusione
Anche questa volta, Jannik Sinner non ci ha insegnato solo come si vince una partita.
Ci ha mostrato come si attraversa un momento difficile senza perdersi.
E questa, dentro e fuori dal campo, è una delle forme più alte di forza mentale.
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