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Mal di testa ogni settimana: e se la causa fosse nelle prime due vertebre?


Mal di testa ogni settimana: e se la causa fosse nelle prime due vertebre?
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Ogni settimana, quasi come un appuntamento fisso. Arriva la pressione alla nuca, poi sale verso la fronte, poi gli occhi iniziano a fare fatica. Prendi qualcosa, passa. Torna la settimana dopo.

Milioni di persone vivono così. E la risposta che ricevono è quasi sempre la stessa: 'è cervicale, è stress, è il lavoro'. Una risposta vaga per un problema che ha, invece, una spiegazione anatomica molto precisa.

Il 15-20% dei mal di testa cronici ha origine cervicale. Non neurologica. Non da tensione emotiva. Ha origine in strutture precise del collo, in particolare nella zona compresa tra la base del cranio e le prime due-tre vertebre cervicali.

Questa forma si chiama cefalea cervicogenica. Il meccanismo è il seguente: i nervi suboccipitali - piccoli nervi che emergono tra il cranio e C1, e tra C1 e C2 - condividono con i nervi che innervano il cuoio capelluto e la fronte un nucleo comune nel midollo spinale, chiamato nucleo trigeminocervicale.

In presenza di infiammazione, compressione o irritazione in questa zona, il cervello può 'confondere' la provenienza del dolore e localizzarlo al cranio invece che al collo. È un fenomeno chiamato dolore riferito, e spiega perché moltissimi mal di testa non rispondono bene agli analgesici tradizionali: stai trattando il sintomo (la testa) senza toccare la causa (il collo).

Come si riconosce la cefalea cervicogenica? Il mal di testa compare o peggiora con certi movimenti del collo, è spesso unilaterale (sempre o prevalentemente sullo stesso lato), parte dalla nuca e si propaga in avanti, si associa a rigidità cervicale, peggiora dopo ore alla scrivania o al volante.

Il trattamento, quando si identifica la causa cervicale, è radicalmente diverso da quello del mal di testa tensivo classico. E i risultati - nelle casistiche documentate - sono spesso molto più stabili nel lungo periodo. Il corpo parla con precisione. Ascoltarlo nel posto giusto fa tutta la differenza.

C'è un elemento che emerge con sempre maggiore chiarezza nella letteratura sulla cefalea cervicogenica: la relazione tra la posizione delle vertebre cervicali alte - in particolare l'Atlante, C1 - e la persistenza del quadro. I nervi suboccipitali che alimentano il meccanismo del dolore riferito al cranio emergono proprio in quella zona. Quando l'allineamento di C1 non è ottimale, la tensione muscolare e legamentosa che si crea diventa una fonte di irritazione continua che nessun analgesico può risolvere alla radice. Non si tratta di un'opzione estrema: è semplicemente valutare la struttura prima di continuare a trattare il sintomo.

Fonte: Headache Classification Committee, IHS 2024 | Bogduk N, Cephalalgia 2023 | Biondi DM, CMRO 2005 | Haas M et al., Spine J. 2018

 

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