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La Sicilia ha una tradizione millenaria nella pesca del tonno, legata alle tonnare, sistemi di pesca fissi che hanno segnato per secoli l'economia e la cultura delle comunità costiere dell'isola. Tra le tonnare più importanti della Sicilia orientale spicca quella di Marzamemi, frazione di Pachino situata a pochi chilometri da Pozzallo.
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Le tonnare furono introdotte in Sicilia dagli Arabi attorno all'anno Mille, quando i coloni arabi navigarono lungo la costa sud-orientale dell'isola e impiantarono un sistema di pesca basato su reti fisse ancorate ai fondali. Questo metodo permetteva di intercettare i branchi di tonni durante le loro migrazioni stagionali nel Mediterraneo.
Il nome Marzamemi deriva dall'arabo Marsa el Hamen, che significa "porto delle tortore". Il borgo nacque attorno all'approdo naturale, poi divenuto porto da pesca, e si sviluppò grazie a questa attività, dotandosi di una tonnara che divenne una delle più importanti della Sicilia.
La tonnara di Marzamemi risale al tempo della dominazione spagnola in Sicilia, nel 1600, sotto il regno di Filippo IV. Nel 1655 venne venduta al barone Simone Calascibetta di Piazza Armerina. Le prime notizie storiche documentate risalgono al 1648, anno in cui la tonnara era ingabellata al barone don Mariano Nicolaci.
Ai primi dell'Ottocento, la tonnara di Marzamemi era considerata la migliore tra quelle di ritorno del Regno. Si definiscono "di ritorno" le tonnare che intercettano i branchi di tonni che tornano verso sud dopo aver solcato i mari più a nord, come l'Adriatico. Marzamemi divenne così un importante centro logistico per lo smistamento e lo stoccaggio non solo del tonno, ma anche dei prodotti agroalimentari provenienti dai feudi vicini.
Nel 1912 fu costruito a Marzamemi uno stabilimento di lavorazione del tonno salato e in seguito del tonno sottolio. La pesca della tonnara fu abbondante fino al dopoguerra, con punte di 12-13 mila esemplari pescati ogni stagione, facendo di Marzamemi una delle tonnare più produttive della Sicilia orientale.
Per secoli, la tonnara fu il cuore economico e sociale del borgo, un vero e proprio microcosmo dove pescatori, tonnaroti e le loro famiglie vivevano e lavoravano seguendo i ritmi del mare e delle stagioni. Ogni primavera, con la tradizionale mattanza, l'intero villaggio si animava: uomini, donne e bambini partecipavano alla lavorazione e alla conservazione del tonno, esportato poi in tutta Europa.
La mattanza rappresentava il momento culminante della stagione di pesca. Si trattava di un rituale complesso che coinvolgeva decine di uomini specializzati, i tonnaroti, che lavoravano coordinati per portare a termine la pesca. La mattanza era accompagnata dalla cialoma, il canto tradizionale dei tonnari che scandiva i tempi del lavoro e dava ritmo alle operazioni.
Oltre a Marzamemi, lungo la costa tra Vendicari e Capo Passero erano presenti numerose altre tonnare, tutte legate alla stessa tradizione di pesca. La principale attività economica della zona ruotava attorno alla tonnara e alla mattanza, un binomio indissolubile legato alla modalità di pesca perfezionata grazie alla maestria degli arabi.
I principi Bonaccorsi gestirono la tonnara di Marzamemi fino al XX secolo, mantenendola come centro molto importante per la lavorazione del tonno in Sicilia orientale. Oggi la tonnara di Marzamemi è simbolo di cultura, tradizione e arte, e rappresenta una testimonianza tangibile di un'epoca in cui la pesca del tonno rosso era una delle attività più redditizie della zona.
Per chi soggiorna a Oasi del Sud, la tonnara di Marzamemi è facilmente raggiungibile e rappresenta un'opportunità per conoscere da vicino una delle tradizioni più antiche e caratteristiche della Sicilia. Il borgo conserva ancora l'atmosfera del passato, con edifici storici, il vecchio stabilimento di lavorazione e un porto da pesca che continua a essere attivo.
La tradizione delle tonnare siciliane racconta non solo una storia di pesca, ma anche di identità culturale, di comunità legate al mare e di saperi tramandati di generazione in generazione. Visitare Marzamemi significa entrare in contatto con questo patrimonio e comprendere il ruolo che il tonno ha avuto nell'economia e nella vita quotidiana delle comunità costiere della Sicilia sud-orientale.
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