Tsutomu Yamaguchi, ingegnere giapponese, 6 agosto 1945.
È in viaggio di lavoro a Hiroshima. Alle 8:15, vede un aereo sganciare qualcosa. Si butta a terra, tappandosi occhi e orecchie. La prima bomba atomica della storia esplode a 3 km da lui. Sopravvive con ustioni gravissime. Il giorno dopo, prende un treno notturno per tornare a casa a Nagasaki.
Il 9 agosto, bendato e febbricitante, è in ufficio a spiegare al capo l'orrore di Hiroshima. Il capo non ci crede: "Impossibile, una bomba non può distruggere una città".
In quell'istante, la seconda bomba atomica esplode fuori dalla finestra, a 3 km di distanza. Yamaguchi sopravvive di nuovo. Vive altri 65 anni, muore a 93 anni di cancro allo stomaco. N
el 2009, il governo giapponese lo riconosce ufficialmente come unico sopravvissuto certificato di entrambi i bombardamenti atomici.
Probabilità? Astronomicamente impossibili.
Eppure, vero.

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