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Ci sono luoghi nei quali la storia non è qualcosa da leggere su una pagina.
È intorno a noi.
È nei ritratti appesi alle pareti, nei saloni, nei dettagli di un gioiello, nelle architetture che hanno attraversato i secoli. Al Castello di Agliè, domenica 4 ottobre, sarà proprio la storia sabauda a tornare protagonista attraverso una mattinata che unirà musica, arte e cultura.
L'occasione sarà la presentazione del volume Dal Collare alla Ss. Annunziata. L'Ordine Supremo dei Savoia, scritto da Ezia Bovo e pubblicato da Edizioni Pedrini. Ma il libro sarà soltanto il punto di partenza di un'esperienza più ampia, costruita dentro gli stessi ambienti che custodiscono una parte importante di quella storia.
Una storia raccontata nel luogo giusto
Il Castello di Agliè non è semplicemente lo scenario dell'evento.
È parte del racconto.
La residenza, appartenente al circuito delle Residenze Reali Sabaude, conserva più di trecento stanze e importanti collezioni d'arte, testimonianza delle diverse epoche che hanno trasformato il complesso fino al suo ingresso nella storia della Casa Savoia.
Parlare proprio qui dell'Ordine Supremo dei Savoia significa quindi mettere in relazione una pubblicazione storica con un luogo capace di restituire fisicamente le atmosfere di quella vicenda.
Il visitatore non ascolterà soltanto una storia.
Potrà quasi camminarci dentro.
Il Collare dell'Annunziata, tra simboli e potere
Il cuore dell'incontro sarà dedicato alla storia dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata, la massima onorificenza dinastica sabauda.
Il volume di Ezia Bovo ne ripercorre origini, evoluzione, protagonisti e significati, riportando l'attenzione anche sugli oggetti e sulle immagini attraverso i quali questa storia è arrivata fino a noi.
E proprio durante la mattinata sarà possibile osservare qualcosa di particolarmente raro: l'originale del Piccolo Collare dell'Annunziata, un prezioso gioiello composto da dodici maglie sulle quali compare il celebre motto FERT, inserito tra i nodi Savoia.
Un oggetto piccolo nelle dimensioni, ma enorme per ciò che rappresenta.
La Galleria alle Tribune riapre per un giorno
C'è poi un'altra ragione per cui questa mattinata assume un carattere speciale.
In occasione dell'evento sarà infatti aperta gratuitamente al pubblico la Galleria alle Tribune, uno degli ambienti più suggestivi del Castello.
Qui è conservata una raccolta di ritratti dei Cavalieri insigniti dell'Annunziata, realizzata tra il 1831 e il 1847 per volontà della regina Maria Cristina di Borbone, consorte di Carlo Felice. Molte delle opere sono attribuite al pittore Giovanni Pittatore.
Non si tratta semplicemente di una collezione di dipinti.
Guardare quei volti significa incontrare, attraverso l'arte, i protagonisti di una stagione politica e dinastica.
Quando un ritratto diventa documento
Un ritratto ufficiale racconta molto più della persona raffigurata.
Racconta l'epoca, il ruolo sociale, il gusto, il modo in cui il potere desiderava essere rappresentato.
Gli abiti, le decorazioni, le pose, gli oggetti e gli stessi elementi dello sfondo diventano dettagli attraverso i quali ricostruire una mentalità.
È questo uno degli aspetti più interessanti della Galleria alle Tribune: la pittura diventa una forma di memoria.
E osservare quei ritratti dopo aver ascoltato la storia dell'Ordine permette di leggerli con occhi diversi.
Il legame con Agliè
La storia dell'Annunziata non è poi estranea al territorio.
Tra le figure legate ad Agliè e al Canavese che ricevettero il prestigioso riconoscimento vengono ricordati Filippo San Martino e, in epoca successiva, Ludovico San Martino d'Agliè. Il rapporto tra il castello e la storia sabauda diventa così ancora più diretto.
Il luogo non è quindi un semplice contenitore della memoria.
È uno dei luoghi attraverso i quali quella memoria può essere raccontata.
Prima delle parole, la musica
La mattinata comincerà con un elemento capace di cambiare immediatamente l'atmosfera: la musica.
L'ouverture sarà affidata all'Istituto Musicale di Rivarolo, con un duo di violini formato da Erica Calcio-Gaudino e Francesco Acatrinei, allievi della professoressa Daniela Camoletto.
È una scelta che aggiunge una dimensione particolare all'appuntamento.
Prima ancora di parlare di libri, ordini cavallereschi e storia, saranno le note a introdurre il pubblico negli ambienti del castello.
Un modo quasi cinematografico per entrare nel racconto.
Un incontro tra voci diverse
La presentazione sarà moderata dal direttore editoriale Ennio Pedrini e vedrà dialogare l'autrice Ezia Bovo con Alessandra Gallo Orsi, direttrice del Castello di Agliè, Laura Gallo, responsabile delle collezioni, e lo storico Tomaso Ricardi di Netro.
Ne nasce un incontro nel quale il libro potrà essere osservato da prospettive differenti: quella dell'autrice, quella di chi custodisce il patrimonio del castello e quella dello storico.
Non soltanto una presentazione editoriale, dunque, ma un'occasione per approfondire il rapporto tra storia, arte e patrimonio.
E alla fine, la storia si apre davanti agli occhi
Dopo la presentazione, il pubblico potrà partecipare alla visita accompagnata della Galleria alle Tribune.
È forse questo il momento nel quale tutti gli elementi della mattinata troveranno il loro punto d'incontro.
Il libro avrà raccontato l'Ordine.
La musica avrà creato l'atmosfera.
Il Piccolo Collare avrà restituito concretezza a una storia lontana.
E i ritratti permetteranno finalmente di vedere i volti di quella storia.
Un appuntamento per chi ama il Piemonte che racconta
L'appuntamento è per domenica 4 ottobre alle 10.30, nella Sala Nuova del Castello di Agliè, in piazza Castello 1.
L'ingresso alla presentazione e l'apertura straordinaria della Galleria alle Tribune sono gratuiti, fino a esaurimento dei posti; per informazioni e prenotazioni è disponibile il numero 393 998 8875.
Ma più che una semplice presentazione di un libro, quella del 4 ottobre sarà un'occasione per fare qualcosa che i luoghi storici sanno fare particolarmente bene: mettere il passato davanti ai nostri occhi.
Perché a volte basta entrare in una sala, ascoltare qualche nota, osservare un ritratto e soffermarsi su un piccolo gioiello per scoprire che la storia non è poi così lontana.
È ancora lì.
Aspetta soltanto di essere guardata.
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