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La tiroide è una piccola ghiandola, ma svolge un ruolo importante nella regolazione del metabolismo, della temperatura corporea, dell’energia e di numerose funzioni dell’organismo. Quando la sua attività è alterata, possono comparire stanchezza, variazioni di peso, maggiore sensibilità al freddo o al caldo, cambiamenti dell’umore e difficoltà di concentrazione.
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Il primo passo non è scegliere un integratore, ma capire che cosa sta succedendo. In presenza di sintomi persistenti è importante rivolgersi al medico e valutare gli esami indicati, perché ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroidite autoimmune e altre condizioni richiedono diagnosi e gestione professionale. La naturopatia può accompagnare il benessere generale, ma non sostituisce la diagnosi né la terapia endocrinologica.
Lo iodio è indispensabile per la produzione degli ormoni tiroidei. Per gli adulti il fabbisogno indicato è generalmente di circa 150 microgrammi al giorno; il fabbisogno aumenta durante gravidanza e allattamento. Una delle strategie raccomandate per migliorare l’apporto nella popolazione è l’uso di sale iodato, senza però aumentare il consumo complessivo di sale.
Più iodio non significa automaticamente più salute. Un eccesso, soprattutto attraverso integratori o prodotti a base di alghe come kelp e sea moss, può interferire con la funzione tiroidea e, in alcune persone, favorire sia ipertiroidismo sia ipotiroidismo. Gli integratori di iodio non devono essere utilizzati per trattare autonomamente un disturbo della tiroide.
Anche il selenio contribuisce al normale metabolismo degli ormoni tiroidei. È possibile introdurlo attraverso alimenti come pesce, uova, carne, cereali e frutta secca, tenendo conto che la quantità presente negli alimenti può variare. La supplementazione non dovrebbe essere automatica: l’uso di selenio deve essere valutato con attenzione e non può essere considerato una soluzione universale per i disturbi tiroidei.
Un’alimentazione equilibrata sostiene il metabolismo più di qualunque “dieta per la tiroide”. È utile basare i pasti su verdura e frutta, alimenti ricchi di fibre, legumi, cereali, fonti adeguate di proteine, pesce e grassi insaturi. Non esiste un alimento capace di curare da solo una disfunzione tiroidea e, negli adulti, non è generalmente necessario eliminare soia o verdure della famiglia delle crucifere se consumate all’interno di un’alimentazione varia.
Chi assume levotiroxina deve prestare attenzione alla modalità di assunzione. Alcuni alimenti, integratori e medicinali possono interferire con l’assorbimento del farmaco; per questo è importante seguire le indicazioni del medico o del farmacista e non modificare autonomamente dose o orario. I prodotti a base di iodio non sostituiscono la levotiroxina e possono essere controproducenti.
Per sostenere il metabolismo è importante occuparsi anche dello stile di vita. Movimento regolare e compatibile con le proprie condizioni, sonno adeguato, alimentazione varia e gestione dello stress aiutano a prendersi cura dell’energia e dell’equilibrio generale. Se la tiroide è già in terapia, però, la stanchezza o le variazioni di peso non devono essere attribuite automaticamente alla tiroide: possono avere cause diverse e meritano una valutazione.
Nel mio approccio naturopatico considero la persona nella sua totalità: alimentazione, ritmo di vita, qualità del sonno, stress e ascolto dei segnali del corpo. Il percorso deve essere prudente e personalizzato, soprattutto quando sono presenti patologie tiroidee o terapie farmacologiche. Prendersi cura della tiroide significa prima di tutto rispettare la diagnosi, evitare il fai da te e sostenere l’organismo con abitudini equilibrate.
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