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Nella mia pratica quotidiana di naturopata, il tema del “detox” ricorre spesso, ma è importante chiarire subito che, in ambito naturopatico, non si parla di “cura” o “terapia” del corpo, bensì di sostenere il naturale sistema di eliminazione attraverso le vie emuntorie.
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Il concetto centrale è quello delle emunctorie, ovvero gli organi e i sistemi che permettono al corpo di eliminare rifiuti e sostanze in eccesso provenienti sia dal metabolismo interno sia dall’ambiente esterno (alimenti, inquinanti, stress, farmaci). Tra le fonti scientifiche che descrivono questo approccio, si parla di emunctorologia come modello che integra la visione tradizionale della naturopatia con la fisiologia moderna, evidenziando il ruolo di fegato, reni, intestino, pelle e polmoni come principali vie di eliminazione.
In naturopatia, l’idea è che un buon “drenaggio” delle emunctorie aiuti il corpo a mantenere l’omeostasi, cioè l’equilibrio interno, riducendo la tendenza a sovraccaricare alcuni organi e favorendo il corretto smaltimento delle sostanze metaboliche e di quelle esogene. Non si tratta di rimuovere magicamente “tossine”, ma di supportare il corretto funzionamento fisiologico di questi organi e di ridurre i fattori di carico (alimentazione, stile di vita, esposizioni ambientali) che possono appesantirli.
Studi e linee guida della World Naturopathic Federation descrivono la teoria delle emunctorie come parte fondante della pratica naturopatica: secondo questo modello, la salubrità dell’organismo passa attraverso la liberazione e il sostegno delle vie di eliminazione, utilizzando ad esempio un’alimentazione adeguata, idratazione, erbe e tecniche naturali per favorire l’attività di fegato, reni, intestino, pelle e polmoni. Anche indagini su professionisti naturopatici mostrano che molte pratiche di detossinazione (d’intesa con il percorso medico, quando necessario) si basano su modifiche dietetiche, riduzione dell’esposizione agli inquinanti e uso di fitoterapia, proprio per sostenere gli organi emuntori e le funzioni escretorie.
Nel mio lavoro, il “detox” diventa quindi un percorso educativo e di sostegno: si parte da una valutazione del benessere generale, si osserva quanto gli stili di vita possano influire su fegato, intestino, pelle e reni e si propongono scelte concrete, come alimenti più leggeri, aumento dell’acqua, movimento e respirazione profonda, affiancati, quando indicato, da fitoterapici di sostegno per questi organi, sempre in ottica preventiva e complementare, non sostitutiva di una diagnosi medica.
In sintesi, quando parlo di detox e teorie emuntorie, intendo ricordare che la naturopatia non “disintossica” il corpo, ma aiuta il corpo ad esprimere più liberamente la sua capacità naturale di eliminare ciò che non gli serve più, attraverso le vie emuntorie e un approccio globale allo stile di vita.
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