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Crisi Notturne nei Bambini


Crisi Notturne nei Bambini
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Le crisi notturne nei bambini possono spaventare moltissimo un genitore: urla, pianto improvviso, sudorazione, occhi aperti… e spesso la sensazione che il bambino “non ci sia”. In questi casi, la prima cosa che voglio dirti è questa: non sei sola/o e, soprattutto, è fondamentale capire che tipo di episodio stai osservando.

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Terrori notturni o incubi: non è la stessa cosa. I terrori notturni compaiono di solito nella prima parte della notte (spesso tra le 21:00 e le 23:00 circa), durante il sonno profondo, e il bambino può sembrare sveglio ma in realtà non è davvero cosciente e spesso non ricorda nulla al mattino. Gli incubi, invece, tendono a presentarsi nella seconda parte della notte, e il bambino è sveglio, riconosce il genitore e può raccontare la paura legata al sogno.​

Cosa fare durante una crisi (in particolare nei terrori notturni). Se tuo figlio urla e si agita ma sembra “non riconoscerti”, la cosa più utile è restare calmo, assicurarti che non si faccia male e mantenere una presenza stabile, senza scuoterlo e senza forzarlo a svegliarsi. Spesso l’episodio si esaurisce da solo e, anche se è impressionante, non significa automaticamente che ci sia un problema psicologico grave.​

Quando chiedere un parere medico. Se le crisi sono molto frequenti, se c’è rischio che il bambino si faccia male, oppure se tu senti che qualcosa non ti torna (anche solo “a pelle”), è corretto confrontarsi con il pediatra. In generale, i problemi di sonno nei bambini piccoli sono comuni e possono richiedere un inquadramento preciso, soprattutto quando diventano persistenti.

Nel mio lavoro di counselor olistico e naturopata, io mi prendo cura della persona nella sua globalità: corpo, mente ed emozioni. Quando un genitore mi porta un tema legato al sonno del bambino, il mio focus non è “curare” una diagnosi (questo spetta al medico), ma sostenere il benessere complessivo del nucleo familiare, aiutando a leggere ciò che sta accadendo e a riportare più equilibrio, sicurezza e calma.

Perché l’approccio olistico può essere utile anche qui. In molte famiglie, le notti difficili aumentano stress, stanchezza e senso di impotenza; e questo, inevitabilmente, crea un clima emotivo più teso. L’approccio olistico si basa su un’idea semplice: l’essere umano è un’unità e i segnali che emergono (anche di notte) meritano ascolto, non giudizio.

Come posso accompagnarti. Io lavoro con percorsi di counseling che favoriscono una visione d’insieme e una nuova ricontestualizzazione del problema, così che la famiglia trovi strategie più efficaci per attraversare il momento di crisi. Nel mio approccio integro strumenti come fiori di Bach, fitoterapia, massaggio e Reiki come supporto al riequilibrio emotivo ed energetico (sempre nel rispetto dei confini tra benessere olistico e medicina).

Se senti che questo tema sta diventando pesante e vuoi un supporto rispettoso, puoi contattarmi: ricevo a Milano e i riferimenti sono disponibili sul mio sito.

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