C'è un sintomo ricorrente nelle aziende in cui qualcosa non funziona a livello strategico: la comunicazione occupa il centro di quasi tutte le riunioni. Viene trattata come la leva principale per risolvere problemi commerciali, organizzativi, a volte persino identitari. Si parla di comunicazione quando le vendite calano, quando i clienti non capiscono l'offerta, quando il team non sa come presentarsi.
Finché accade, la questione reale non è comunicativa.
Quando le decisioni vengono prese e rese operative quando l'azienda sa cosa è, cosa non è e cosa non è disposta a promettere la comunicazione smette di occupare quel centro. Non deve più sostenere identità fragili o compensare indecisioni che appartengono ad altri livelli. Diventa quello che dovrebbe essere: una funzione ordinaria. Strutturale, presente, ma non dominante.
Se la comunicazione continua a essere percepita come il problema principale, è probabile che il lavoro a monte non sia ancora stato completato. Perché quando la direzione è davvero chiara, la comunicazione non guida l'azienda. La rende leggibile. E rendere leggibile qualcosa di solido è un lavoro molto più semplice di quanto sembri.

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