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Auto Sapiens: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la mobilità


Auto Sapiens: come l’intelligenza artificiale sta cambiando la mobilità
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Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività -

L’intelligenza artificiale sta trasformando l’automobile da semplice mezzo meccanico a sistema digitale capace di percepire, apprendere e assistere chi guida. Secondo lo studio “L’Automobile diventa Sapiens” dell’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School, entro il 2030 il 90% del mercato automobilistico mondiale potrebbe essere composto da veicoli sempre più definiti dal software.

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L’auto del futuro non sarà quindi soltanto elettrica o connessa. Sarà un veicolo in grado di raccogliere dati dall’ambiente, interpretarli, interagire con gli occupanti e intervenire in modo autonomo in determinate situazioni. Una trasformazione che coinvolge costruttori, aziende tecnologiche, infrastrutture urbane e utenti della strada.

Dall’auto meccanica all’auto intelligente

L’intelligenza artificiale non è un elemento completamente nuovo nel mondo dell’auto. Da tempo esistono sistemi elettronici che aiutano il conducente: ABS, controllo di stabilità, fari automatici, navigatore satellitare, telecamere di parcheggio e sensori per il monitoraggio della stanchezza.

La differenza è che i sistemi più moderni non si limitano a eseguire una singola funzione. Possono combinare le informazioni provenienti da telecamere, radar, sensori, mappe e connessioni online per costruire una lettura più completa della situazione.

Un’auto intelligente può riconoscere un veicolo che frena davanti, individuare un pedone, suggerire una pausa in caso di stanchezza, adattare la velocità alle condizioni del traffico e pianificare un percorso con le soste di ricarica più adatte.

L’automobile sta quindi passando da un insieme di dispositivi separati a una piattaforma capace di elaborare decisioni in modo integrato.

Il veicolo definito dal software

Il concetto di software-defined vehicle è centrale nella trasformazione dell’automotive. Significa che una parte sempre maggiore delle funzioni dell’auto dipende dal software, non soltanto dai componenti meccanici.

Un veicolo definito dal software può ricevere aggiornamenti over-the-air, cioè tramite connessione remota. Questo consente di migliorare l’infotainment, correggere problemi, aggiornare i sistemi di assistenza alla guida e introdurre nuove funzioni anche dopo l’acquisto.

La qualità di un’auto, quindi, non sarà valutata esclusivamente in base a potenza, consumi, comfort o design. Assumeranno un’importanza crescente la capacità di calcolo, la qualità dell’interfaccia digitale, l’affidabilità dei sistemi di sicurezza e la frequenza degli aggiornamenti software.

La sicurezza come priorità

Uno degli obiettivi principali dell’intelligenza artificiale applicata alla mobilità è la riduzione degli incidenti. Molti sinistri sono causati da distrazione, stanchezza, velocità eccessiva o errori di valutazione. I sistemi intelligenti possono rilevare situazioni pericolose più rapidamente di una persona e intervenire in supporto al conducente.

La frenata automatica d’emergenza, il mantenimento della corsia, il controllo adattivo della velocità e il monitoraggio dell’angolo cieco sono esempi di tecnologie già presenti su molti modelli. In futuro, queste funzioni saranno sempre più coordinate da sistemi di intelligenza artificiale.

È importante ricordare che, nella maggior parte delle auto attuali, l’IA assiste la guida ma non sostituisce completamente la persona. Il conducente deve rimanere attento, rispettare le regole e mantenere il controllo del veicolo quando richiesto.

Robotaxi e guida autonoma

La guida autonoma rappresenta una delle applicazioni più ambiziose dell’intelligenza artificiale. L’idea è quella di utilizzare veicoli capaci di spostare persone o merci senza un conducente umano attivo.

I robotaxi potrebbero prelevare un passeggero in un punto della città e portarlo a destinazione senza la necessità di cercare parcheggio. Una volta terminato il viaggio, il veicolo potrebbe raggiungere un’altra richiesta, ricaricarsi o tornare in un’area di sosta.

Questo modello potrebbe cambiare l’organizzazione delle città. Se diminuisse il numero di auto parcheggiate vicino a uffici, negozi e abitazioni, parte dello spazio oggi occupato dalle soste potrebbe essere destinato ad altri usi.

La diffusione reale dei robotaxi dipenderà però da molti fattori: affidabilità della tecnologia, norme, infrastrutture, costi, cybersecurity e accettazione da parte dei cittadini.

Investimenti e nuovo valore economico

La trasformazione dell’auto in piattaforma digitale sta aprendo un mercato molto rilevante. Le previsioni presentate dallo studio indicavano investimenti dei costruttori automobilistici nell’intelligenza artificiale pari a circa 70 miliardi entro il 2030.

L’IA potrebbe generare valore economico attraverso nuovi servizi: aggiornamenti software, assistenza alla guida, manutenzione predittiva, gestione delle flotte, assicurazioni personalizzate, infotainment e mobilità condivisa.

L’automobile non sarà più soltanto un prodotto venduto una volta. Potrà diventare un servizio in evoluzione, capace di offrire nuove funzionalità durante il proprio ciclo di vita.

Il costo energetico dell’IA

L’intelligenza artificiale offre opportunità importanti, ma richiede anche infrastrutture energivore. L’addestramento dei modelli, l’elaborazione dei dati e il funzionamento dei data center consumano elettricità.

Lo studio dell’Osservatorio richiamava l’attenzione sul possibile aumento del fabbisogno energetico legato all’IA. Nel 2027, il consumo annuo connesso all’intelligenza artificiale potrebbe raggiungere un livello paragonabile al 50% dell’attuale fabbisogno energetico italiano.

Questo dato evidenzia una contraddizione da affrontare: l’IA può rendere i veicoli più efficienti e contribuire a ridurre consumi e incidenti, ma le infrastrutture che la sostengono devono essere alimentate in modo sempre più efficiente e sostenibile.

La sostenibilità dell’intelligenza artificiale non dipende soltanto da ciò che migliora a bordo dell’auto, ma anche dall’energia necessaria per far funzionare le reti, i server e i modelli digitali.

Tecnologia, etica e fiducia

L’auto intelligente raccoglie una grande quantità di informazioni: posizione, abitudini di guida, itinerari, stato del veicolo e, in alcuni casi, dati relativi al comportamento del conducente.

La gestione di questi dati richiede regole chiare. Gli utenti devono sapere quali informazioni vengono raccolte, come vengono utilizzate, chi può accedervi e per quanto tempo vengono conservate.

Un altro tema riguarda la responsabilità. Se un sistema automatico prende una decisione errata, occorre stabilire il ruolo del conducente, del costruttore, dello sviluppatore del software e degli altri soggetti coinvolti.

La fiducia sarà quindi decisiva. Le persone accetteranno sistemi sempre più avanzati soltanto se li percepiranno come affidabili, trasparenti e realmente utili.

In sintesi

L’Auto Sapiens immaginata dall’Osservatorio Auto e Mobilità della Luiss Business School è un veicolo capace di interagire con l’utilizzatore e con l’ambiente, elaborando informazioni, apprendendo e agendo in modo sempre più autonomo.

Il futuro dell’automobile sarà legato al software, all’intelligenza artificiale, alla connettività e alla guida assistita. La tecnologia potrà migliorare sicurezza, comfort, efficienza e organizzazione della mobilità, ma dovrà affrontare anche temi complessi come consumo energetico, privacy, cybersecurity e responsabilità.

L’auto del futuro non sarà soltanto un mezzo per spostarsi: sarà un sistema intelligente inserito in una rete di servizi, dati e infrastrutture, con l’obiettivo di rendere la mobilità più sicura e adatta alle esigenze delle persone.

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