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Sindaci, istituzioni e imprese si confrontano sul futuro dell’Area Ovest torinese. Al centro del dibattito la proposta di una Zona Economica Speciale per attrarre investimenti, sostenere la manifattura e creare nuova occupazione qualificata.
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RIGENERARE L’INDUSTRIA, RIPENSARE IL TERRITORIO.
Una ZES per la transizione industriale dell’Area Ovest?
Quali strumenti servono oggi per accompagnare la trasformazione industriale e più in generale manifatturiera, di un territorio che per decenni ha rappresentato uno dei principali motori produttivi del Piemonte? Da questa domanda ha preso avvio il confronto promosso dai sindaci della Zona Ovest di Torino, che si è svolto oggi nella sala consiliare del comune di Collegno, dedicato alle prospettive industriali della zona ovest torinese e alle politiche necessarie per sostenerne la competitività e la capacità di innovazione.
La zona ovest di Torino, come gran parte del territorio metropolitano, sta attraversando una delle più profonde trasformazioni industriali della sua storia. La transizione del settore automotive, la crescente pressione competitiva internazionale, la riconversione ecologica e digitale dei processi produttivi e i cambiamenti geopolitici in atto stanno ridefinendo il ruolo e le prospettive del sistema manifatturiero locale.
In questo scenario, i Sindaci soci del Patto Territoriale hanno evidenziato la necessità di costruire nuovi strumenti di politica industriale capaci di sostenere investimenti, innovazione, occupazione qualificata e rigenerazione produttiva. L'obiettivo è accompagnare la trasformazione in corso, valorizzando le competenze industriali esistenti e creando le condizioni per attrarre nuove attività produttive ad alto valore aggiunto.
Tra le ipotesi emerse nel corso del confronto, particolare attenzione è stata dedicata al modello delle Zone Economiche Speciali (ZES), oggi applicato nelle regioni del Centro-Sud Italia come strumento straordinario di incentivazione degli investimenti. La discussione ha posto una domanda strategica per il futuro dell'area metropolitana torinese: può uno strumento pensato per sostenere lo sviluppo e la competitività industriale essere adattato anche a territori maturi, caratterizzati da una forte tradizione manifatturiera ma oggi impegnati in una complessa fase di transizione?
“La crisi dell'automotive e la lenta dismissione da parte di Stellantis ci impone di ripensare lo sviluppo economico dei nostri territori, - dichiara il Sindaco di Collegno Matteo Cavallone -che per decenni sia era mantenuto grazie alla presenza della produzione delle automobili. La Zona Economica Speciale può essere un aiuto ad attrarre imprese della manifattura e a competere con altri territori sia in Italia sia in altri luoghi d'Europa. Garantire e lavorare per mantenere ed ampliare l'occupazione sul territorio è un dovere per i Sindaci, perché è il primo fattore per una qualità della vita alta per i cittadini”.
Anche il Vice Sindaco e assessore al lavoro, Antonio Garruto, ritiene che l'incontro dedicato alla ZES rappresenti un’importante occasione di confronto sul futuro dello sviluppo economico del territorio della zona ovest, evidenziando la necessità di rafforzare strumenti capaci di attrarre investimenti, sostenere la crescita e creare occupazione di qualità.
“La discussione odierna ha messo in luce il valore di interventi orientati alla semplificazione burocratica e all’introduzione di agevolazioni fiscali efficaci, elementi fondamentali per rendere il sistema produttivo più competitivo e attrattivo. Auspico una nuova stagione di dialogo e collaborazione, fondata su un solido meccanismo di concertazione sociale e istituzionale a tutti i livelli. Solo attraverso un percorso condiviso sarà possibile costruire un modello di sviluppo innovativo, sostenibile e inclusivo, capace di valorizzare le potenzialità dei territori, ridurre le disuguaglianze e offrire opportunità occupazionali”, conclude Garruto.
L'incontro ha rappresentato un primo momento di confronto tra amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e delle parti sociali, con l'obiettivo di avviare un percorso condiviso di analisi e proposta.
“Siamo in transizione che non significa essere in crisi, commenta l’Assessore alle attività produttive, Andrea Tronzano. Il tessuto è solido. Dobbiamo trovare uno strumento adatto alla nostra economia e utile alle nostre imprese: ne stiamo discutendo con le associazioni, con i territori e con lo Stato”.
La sfida è costruire una nuova politica industriale territoriale capace di coniugare competitività, sostenibilità e coesione sociale, rafforzando il ruolo dell'Area Ovest e dell'intera Città Metropolitana di Torino nei processi di trasformazione dell'economia nazionale ed europea.
Soddisfatto anche il Presidente del Patto Territoriale, Roberto Montà che conclude: “Una mattinata di riflessione e condivisione tra rappresentanti dei mondi economici, sociali, accademici, politici e istituzionali sulle possibilità e modalità di rigenerazione della manifattura del territorio in un momento delicato di transizione. Il ruolo del Patto Territoriale è fare la sintesi delle proposte e delle manifestazioni di interesse di cui opera sul territorio per creare condizioni di maggiore attrattività. Realizzare un ecosistema favorevole all'investimento e chiedere la disponibilità di risorse aggiuntive e semplificazioni sul modello delle ZES e un impegno che è emerso con forza, cui dobbiamo lavorare in maniera sinergica e al di là delle appartenenze politiche”.
Il dibattito proseguirà nei prossimi mesi attraverso ulteriori occasioni di approfondimento e confronto, nella consapevolezza che il futuro industriale del territorio rappresenta una questione centrale per lo sviluppo economico, l'occupazione e la qualità della vita.
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