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Antichi Casamenti della Tonnara di Capo Passero


Antichi Casamenti della Tonnara di Capo Passero
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Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività -

Se ami i luoghi autentici (quelli che raccontano davvero la vita del paese), ti consigliamo una tappa agli Antichi Casamenti della Tonnara di Capo Passero, un complesso che oggi si presenta come un affascinante esempio di archeologia industriale affacciato sul mare. Qui non trovi “solo un panorama”: trovi le tracce concrete di un’attività che per secoli ha sostenuto Portopalo e la sua economia.

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Cosa sono i “casamenti” e cosa vedrai sul posto
Con “casamenti” si intendono, in pratica, gli edifici della tonnara: loggiastabilimento di lavorazionegrande fornacemura e resti dei magazzini, oltre alla presenza di una chiesetta del XVII secolo citata dalle fonti locali. Visitando l’area (anche solo dall’esterno, se alcune zone non sono accessibili) puoi riconoscere l’impianto produttivo: spazi pensati per lavorare il tonno, conservare sale e botti e gestire la vita quotidiana di chi lavorava in tonnara.

Perché è un luogo così importante per Portopalo
Le fonti ricordano che la tonnara di Portopalo (come quella di Marzamemi) era una tonnara di “ritorno” e che l’origine del diritto di pesca risale al periodo medievale. Nel 1774 la proprietà passò al principe di Villadorata Corradino Nicolaci, che investì nell’ammodernamento dell’impianto e in nuove attrezzature. Dopo una fase di disattivazione nell’Ottocento, venne riarmata nel 1895 da don Pietro Bruno Belmonte e fu “calata” ogni anno fino al 1969, anno in cui l’attività cessò.​

Il consiglio che diamo sempre: guarda il luogo con gli occhi del lavoro, non solo della foto
Quando sei davanti ai casamenti, prova a immaginare l’operatività di una vera “fabbrica del mare”: la tonnara era descritta come un complesso con loggia e stabilimento, con fornace e magazzini che servivano alla lavorazione e alla conservazione. Non è un posto “da visitare di corsa”: prenditi tempo per osservare le strutture, capire dove si svolgevano le diverse fasi e perché tutto era organizzato così vicino all’acqua.

Quando andarci 
Noi suggeriamo due fasce orarie: prima mattina se vuoi luce morbida e silenzio, oppure tardo pomeriggio per un’atmosfera più suggestiva sul mare. In entrambi i casi, ti consigliamo scarpe comode e attenzione ai tratti rocciosi, perché parliamo di un’area costiera e di edifici storici (non sempre “turistificati”).​

Un’ultima nota pratica (importante)
Essendo un sito storico e in parte in stato di rovina, l’accessibilità può variare: il modo migliore è informarsi in loco e rispettare eventuali divieti o aree non praticabili, godendosi comunque il valore del luogo e del paesaggio.

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