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Alcune ferite non fanno rumore


Alcune ferite non fanno rumore
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Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività

Quando pensiamo a una ferita, immaginiamo qualcosa di evidente.

Un dolore chiaro.
Un evento forte.
Un momento che lascia un segno visibile.

Ma non tutte le ferite arrivano così.

Alcune non fanno rumore.

Non hanno una data precisa.
Non nascono sempre da un grande trauma.
A volte si formano lentamente, nel tempo.

In una parola mancata.
In un’assenza ripetuta.
In un bisogno che non ha trovato risposta.
In un modo costante di sentirsi poco visti, poco ascoltati, poco accolti.

Il problema è che ciò che non fa rumore spesso passa inosservato.

Anche a noi stessi.

Si continua ad andare avanti.
Si vive, si lavora, si parla, si sorride.

Eppure dentro resta qualcosa.

Una tensione difficile da spiegare.
Una fragilità che si attiva all’improvviso.
Una reazione sproporzionata che sembra nascere dal nulla.

Ma molto spesso non nasce dal nulla.

Nasce da qualcosa che è rimasto aperto.

Le ferite silenziose non sempre si presentano come dolore evidente.

A volte si presentano come bisogno di approvazione.
Come paura del rifiuto.
Come difficoltà a fidarsi.
Come tendenza a chiudersi, a compiacere, a difendersi troppo presto.

Non sembrano ferite.

Sembrano tratti del carattere.

Ed è proprio questo che le rende difficili da riconoscere.

Ci abituiamo a certe forme di sofferenza così tanto da chiamarle normalità.

“Sono fatto così.”
“Mi succede sempre.”
“Per me è difficile fidarmi.”
“Non riesco a non prendermela.”

Ma a volte dietro queste frasi non c’è soltanto il carattere.

C’è una parte di noi che ha imparato a proteggersi.

Comprendere questo non serve a vivere nel passato.

Serve a guardarsi con più verità.

Perché alcune ferite continuano a guidarci proprio finché restano senza nome.

E quando iniziamo a riconoscerle, qualcosa cambia.

Non spariscono subito.

Ma smettono lentamente di agire nell’ombra.

Esperimento mentale della settimana

Nei prossimi giorni, osserva una reazione emotiva che per te ritorna spesso.

Può essere un fastidio intenso.
Una chiusura improvvisa.
Una paura di essere messo da parte.
Un bisogno forte di sentirti confermato o rassicurato.

Quando accade, prova a non fermarti solo alla situazione presente.

Chiediti con calma:

“Quello che sento appartiene solo a questo momento… oppure tocca qualcosa di più antico?”

Non serve trovare subito l’origine esatta.

Serve iniziare a riconoscere che certe reazioni profonde non sono sempre e solo eccessi.

A volte sono segnali.

Perché alcune ferite non gridano.

Continuano semplicemente a parlare attraverso il modo in cui viviamo, sentiamo e ci difendiamo.

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