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San Francesco, 800 anni di presenza: l’arte lo racconta
A 800 anni dalla morte di San Francesco, arte, fotografia e memoria raccontano una presenza ancora viva, capace di parlare al mondo oltre ogni fede.
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San Francesco, una presenza lunga otto secoli
Ci sono figure che appartengono alla storia. E poi ci sono figure che, nonostante il passare dei secoli, continuano a parlare al presente.
È questo il cuore dell’iniziativa “San Francesco, 800 anni di presenza”, nata davanti alla Chiesa di San Francesco e costruita intorno a una delle testimonianze più importanti dell’arte italiana: la Tavola di San Francesco di Bonaventura Berlinghieri, realizzata nel 1235.
Un’opera straordinaria, dipinta appena nove anni dopo la morte del Santo, che racconta non soltanto una pagina fondamentale della storia dell’arte, ma anche la forza con cui l'immagine di San Francesco è riuscita ad attraversare otto secoli.
Tuttavia, proprio questa importanza non sempre è stata accompagnata da una valorizzazione adeguata. La tavola, infatti, è uscita dalla chiesa soltanto in rare occasioni, una delle quali per una mostra in Germania. Eppure la sua immagine è entrata da tempo nei libri di storia dell’arte, diventando una delle rappresentazioni più significative della figura del Santo.
La Tavola di Berlinghieri, tra storia e conservazione
Dietro l'esposizione c'è anche un lavoro meticoloso di studio e documentazione.
I particolari della tavola sono stati fotografati centimetro per centimetro, permettendo di osservare lo stato di conservazione dell'opera e le tracce lasciate dal tempo. Il legno, infatti, porta inevitabilmente i segni dei secoli, compresi quelli derivanti da interventi umani non sempre felici.
Ed è proprio il tempo uno dei grandi protagonisti della mostra.
Non soltanto il tempo storico, ma quello che continua a trasformare la percezione di San Francesco e della sua immagine.
Dai cartoni di Romano Stefanelli alla fotografia contemporanea
Il percorso espositivo si sviluppa quindi su più livelli.
Grazie anche al contributo del dottor Francesco Bernacchi, presidente della Società Europea di Cultura, sono stati presentati i cartoni di Romano Stefanelli, legati alla realizzazione dell'ultimo grande ciclo di affreschi concepito e realizzato ad Assisi nel 2009.
Un'occasione preziosa per mostrare al pubblico il processo creativo che conduce alla realizzazione di un'opera monumentale e per comprendere come la figura di San Francesco continui a vivere nell'arte contemporanea.
Nel frattempo, quattro fotografi — Giovanni Savino, Serena Gallorini, Esther May e Alessandro Mariani — hanno cercato un'altra forma di presenza.
La richiesta era precisa: raccontare San Francesco attraverso pochi scatti, lasciandosi guidare non soltanto dalla sua immagine, ma da ciò che ancora oggi riesce a evocare.
Un saio. La cera. Un'atmosfera. Un profumo immaginato. Una traccia del tempo.
Quasi un ritorno sensoriale all'epoca del Santo.
Una figura che supera la religione
La mostra non vuole entrare direttamente nell'aspetto religioso, che appartiene a un ambito diverso da quello della Fondazione, pur nel pieno rispetto di ogni fede.
Eppure è impossibile raccontare San Francesco senza riconoscere la sua dimensione spirituale e il rapporto con i francescani, che hanno contribuito agli appuntamenti organizzati nel corso dell'iniziativa.
Tra gli eventi anche l'incontro con il professor emerito Franco Cardini, storico di fama internazionale, e un concerto con circa trenta musicisti, nato dalla collaborazione di due orchestre e diretto dal maestro Stefano Burbi.
La musica diventa così un ulteriore linguaggio per raccontare una figura che continua a generare cultura.
Quel volto del 1235 che sembra contemporaneo
Ma forse è proprio l'immagine della Tavola di Berlinghieri a sorprendere più di ogni altra cosa.
Un particolare del volto di San Francesco, ingrandito e reinterpretato nell'allestimento, appare incredibilmente moderno.
Siamo nel 1235, eppure quella fisionomia sembra quasi appartenere alla contemporaneità. C'è qualcosa di grafico, di essenziale, persino di futuristico.
È questa la forza dell'arte quando riesce a superare il proprio tempo: non ha bisogno di essere attualizzata. Ritorna attuale da sola.
Ed è qui che il significato dell'iniziativa diventa più ampio.
San Francesco non è soltanto una figura religiosa. È una presenza artistica, storica e culturale che ha attraversato otto secoli e continua a suscitare emozioni anche in chi non si riconosce in una fede.
Ottocento anni e non sentirli
“San Francesco, 800 anni di presenza” diventa così molto più di una celebrazione.
È un dialogo tra passato e presente, tra pittura e fotografia, tra memoria e contemporaneità. Un modo per chiedersi perché, dopo otto secoli, il volto e la storia di un uomo vissuto nel Medioevo riescano ancora a parlarci.
Forse perché alcune figure non appartengono davvero al passato.
Sono vive finché continuano a interrogarci.
E San Francesco, a 800 anni dalla sua morte, continua a farlo.
Paolo Trinci: «San Francesco è ancora presente»
A raccontare il significato dell'iniziativa è Paolo Trinci, volontario e presidente della Fondazione, protagonista dell'intervento da cui nasce questo racconto.
Le sue parole restituiscono il senso più profondo del progetto: raccontare una presenza che non si è mai interrotta e che, ancora oggi, riesce a superare confini, epoche e appartenenze.
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