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Uno strumento musicale nasce per essere suonato. Eppure, nel corso del tempo, alcuni strumenti hanno smesso di essere considerati soltanto oggetti destinati alla musica e sono diventati testimonianze artistiche, storiche e culturali da conservare.
Violini, chitarre, pianoforti, strumenti a fiato e antichi strumenti tradizionali possono oggi raggiungere valori importanti sul mercato del collezionismo. Ma che cosa rende uno strumento così speciale da trasformarlo da oggetto musicale a pezzo da collezione?
Quando la musica incontra l'artigianato
La prima risposta si trova nella qualità della costruzione.
Per secoli molti strumenti sono stati realizzati a mano da liutai e artigiani altamente specializzati. La scelta dei materiali, la lavorazione, le proporzioni e persino alcuni dettagli apparentemente secondari potevano influenzare non soltanto l'aspetto dello strumento, ma anche il suo suono.
Un violino antico, per esempio, può essere considerato contemporaneamente strumento musicale e manufatto artistico.
La sua superficie racconta il lavoro delle mani che lo hanno costruito, mentre il legno e le tecniche utilizzate appartengono a un determinato periodo della storia della liuteria.
Il nome dell'autore può cambiare tutto
Come accade per un dipinto o un'opera d'arte, anche nel mondo degli strumenti il nome di chi li ha realizzati può avere un peso enorme.
Alcuni liutai sono diventati celebri proprio grazie alla qualità e alla rarità delle loro produzioni. Nel caso dei grandi strumenti storici, l'attribuzione può incidere profondamente sul valore.
Non conta quindi soltanto l'età dello strumento, ma anche chi lo ha costruito, dove e in quale periodo.
La storia aggiunge valore
C'è poi un elemento che nessuna produzione moderna può replicare: la storia.
Uno strumento appartenuto a un musicista famoso, utilizzato durante concerti importanti o legato a un particolare momento storico può acquistare un valore completamente diverso.
La sua provenienza, chiamata anche provenance nel linguaggio del mercato dell'arte e del collezionismo, permette di ricostruire il percorso dell'oggetto.
In alcuni casi è proprio questa storia a rendere lo strumento interessante anche per chi non è un musicista.
Rarità e conservazione
Un altro fattore fondamentale è la rarità.
Alcuni strumenti sono sopravvissuti in pochissimi esemplari. Altri sono diventati rari perché appartenevano a produzioni limitate o perché nel tempo molti pezzi sono andati perduti.
Anche lo stato di conservazione è importante, ma non significa necessariamente che uno strumento debba apparire perfettamente nuovo.
Segni, restauri e tracce dell'utilizzo possono far parte della sua storia, purché siano documentati e valutati correttamente.
Uno strumento può avere una doppia vita
Il collezionismo musicale presenta una particolarità: alcuni strumenti continuano a essere utilizzati.
Un violino storico, una chitarra d'autore o un pianoforte particolarmente raro possono essere contemporaneamente oggetti da conservare e strumenti destinati alla musica.
Questo crea un rapporto particolare tra collezionista e oggetto.
Non si possiede semplicemente un bene prezioso: si possiede qualcosa che è stato progettato per produrre musica e che può continuare a farlo.
Non è soltanto una questione economica
Parlare di strumenti da collezione significa quindi parlare anche di memoria.
Conservare uno strumento significa mantenere viva una parte della storia della musica, dell'artigianato e della cultura che lo ha prodotto.
Per questo musei, collezionisti e fondazioni dedicano grande attenzione alla conservazione di strumenti antichi e di particolare valore.
Ogni pezzo può raccontare una storia diversa: quella di un artigiano, di un musicista, di un'epoca o di una tradizione.
Quando un oggetto diventa patrimonio
È questo il passaggio più interessante.
Uno strumento nasce con una funzione precisa: creare musica. Con il tempo, però, può acquisire altri significati. La qualità artigianale, la rarità, la provenienza e il legame con la storia possono trasformarlo in qualcosa di più.
Da strumento a testimonianza, da oggetto musicale a patrimonio culturale.
Ed è forse proprio questa doppia natura a rendere il collezionismo degli strumenti musicali così affascinante: sono oggetti che possono essere ammirati con gli occhi, studiati per la loro storia e, in alcuni casi, ancora ascoltati.
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