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Quando si parla di edilizia sostenibile si pensa spesso a isolamento termico, impianti efficienti e fonti rinnovabili. Ma la sostenibilità di un edificio passa anche da elementi che sembrano secondari: pitture, rivestimenti e finiture.
Anche questi materiali hanno infatti un ciclo di vita e possono contribuire a rendere più responsabile il modo in cui costruiamo, ristrutturiamo e manteniamo gli edifici.
Dalla costruzione al ciclo di vita
L'economia circolare parte da un principio semplice: utilizzare le risorse in modo più efficiente, riducendo sprechi e rifiuti e cercando di mantenere i materiali in uso il più a lungo possibile.
Nel settore edilizio questo significa considerare non soltanto la realizzazione di un edificio, ma anche la sua manutenzione, la durata dei materiali e ciò che accade quando devono essere sostituiti.
Le finiture possono inserirsi in questa logica attraverso prodotti più durevoli, interventi mirati e una progettazione attenta al ciclo di vita.
Ridipingere non significa necessariamente rifare
Una delle caratteristiche interessanti delle finiture è la possibilità di intervenire su un ambiente senza sostituire integralmente le superfici.
Rinnovare una parete, modificare un colore o ripristinare una finitura può trasformare la percezione di uno spazio evitando interventi più invasivi. La manutenzione diventa così uno strumento per prolungare la vita utile delle superfici.
Materiali e formulazioni più consapevoli
La ricerca sta portando sul mercato prodotti con caratteristiche sempre più attente all'impatto ambientale, dalle pitture a basse emissioni alle formulazioni che utilizzano materie prime provenienti, in parte, da fonti rinnovabili o recuperate.
Anche in questo caso è importante andare oltre le semplici definizioni commerciali e valutare le reali caratteristiche del prodotto, le certificazioni, le prestazioni e la durata.
Un materiale sostenibile deve infatti essere valutato nel suo insieme.
La durata è parte della sostenibilità
Una finitura che mantiene a lungo le proprie caratteristiche può ridurre la necessità di interventi frequenti e, di conseguenza, il consumo di materiali, imballaggi, energia e risorse legati alla manutenzione.
Per questo durabilità e sostenibilità sono strettamente collegate.
Scegliere una soluzione soltanto perché ha un minore impatto iniziale, ma deve essere sostituita molto frequentemente, non significa necessariamente ottenere il risultato più sostenibile.
Anche il colore può diventare circolare
Le finiture hanno inoltre una particolarità: permettono di rinnovare gli ambienti senza necessariamente sostituire ciò che già esiste.
Un nuovo colore può cambiare completamente la percezione di una stanza, di un negozio o di uno spazio professionale. In questo senso, il design può contribuire alla circolarità: trasformare invece di sostituire.
Un settore che guarda oltre il prodotto
L'economia circolare sta quindi modificando anche il modo di pensare le finiture. Non si tratta semplicemente di cercare la pittura "più ecologica", ma di considerare l'intero percorso: materie prime, produzione, applicazione, durata, manutenzione e fine vita.
Per l'edilizia del futuro la sostenibilità sarà sempre più una questione di sistema.
E anche ciò che vediamo ogni giorno sulle pareti può fare la sua parte: una finitura ben scelta non serve soltanto a rendere più bello uno spazio, ma può contribuire a farlo durare più a lungo e a consumare meno risorse nel tempo.
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