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Colonnine di ricarica aziendali: come progettare un impianto per flotte elettriche


Colonnine di ricarica aziendali: come progettare un impianto per flotte elettriche
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Progettare un impianto di ricarica aziendale per flotte elettriche richiede di partire da un’analisi preliminare dettagliata delle esigenze reali, prima di scegliere il numero di colonnine, la potenza e la tecnologia.
L’obiettivo è evitare di sovrastimare o sottostimare l’infrastruttura, garantendo tempi di ricarica efficienti e costi di installazione sostenibili.

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Prima di tutto: quante auto elettriche e quanti punti di ricarica?
Per dimensionare correttamente l’impianto, bisogna conoscere:

  • il numero di auto elettriche in flotta che avranno bisogno di essere ricaricate presso il parcheggio aziendale;

  • la frequenza e gli orari in cui le vetture elettriche saranno collegate all’infrastruttura di ricarica;

  • la potenza massima di ricarica delle vetture, in corrente alternata (AC) e in corrente continua (DC): in base al modello, la potenza varia (11 kW, 22 kW, ecc.).

Sulla base delle esigenze dei dipendenti e dell’uso della flotta, è importante conoscere quanto tempo le auto restano ferme presso il parcheggio aziendale e per quanti giorni della settimana sono necessarie ricariche, per evitare di installare troppe colonnine inutilizzate o troppo poche con tempi di attesa eccessivi.

Potenza di ricarica: AC vs DC e costi
Investire in punti di ricarica con una potenza più elevata può essere da un lato un grande vantaggio in termini di tempi di ricarica, ma dall’altro rappresenta costi più alti che non sempre sono necessari.
Per le flotte aziendali, la scelta deve quindi bilanciare velocità, costi e utilizzo reale: non tutte le auto richiedono ricarica rapida in DC, molte possono essere ricaricate in AC con potenze di 11 kW o 22 kW.

Connessione elettrica aziendale: bassa tensione o media tensione
Un elemento tecnico fondamentale è la connessione attualmente disponibile dell’azienda, in bassa o media tensione.
In base alla norma CEI 0-21, per potenze inferiori a 100 kW è sufficiente la connessione in bassa tensione, mentre per richieste di potenza superiori a 100 kW potrebbe essere richiesta una soluzione in media tensione, a seconda della decisione del Distributore.

Normativa e obblighi per le colonnine di ricarica aziendali
La legge quadro è la Direttiva 2014/94/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi.
Nel Decreto Semplificazioni del 2020 sono specificate le disposizioni per disciplinare la realizzazione di punti e stazioni di ricarica di veicoli elettrici, sia per uso pubblico che privato, prevedendo misure di semplificazione documentale.

Per installare le colonnine di ricarica in un edificio di nuova costruzione o già esistente è necessario prima la SCIA, l’autorizzazione a costruire.
Gli altri documenti obbligatori sono:

  • la descrizione del progetto;

  • il numero delle infrastrutture di ricarica previste dal progetto;

  • l’indicazione dei costi complessivi: investimento, gestione e manutenzione successive;

  • l’indicazione del soggetto che provvederà alla gestione e manutenzione delle infrastrutture di ricarica.

Il progetto tecnico dovrà contenere:

  • inquadramento territoriale ed estratti dei principali strumenti urbanistici vigenti;

  • documentazione fotografica ante operam;

  • particolari costruttivi/installativi;

  • segnaletica orizzontale e verticale;

  • cronoprogramma dei lavori.

Per la realizzazione dell’impianto di ricarica dei veicoli elettrici negli spazi aziendali non sono necessari permessi comunali.

Tipologie di colonnine e conformità normativa
Le colonnine di ricarica nelle aziende possono essere installate nel parcheggio o nel garage aziendale; in entrambi i casi, la norma che ne regolamenta la realizzazione è la stessa in vigore per le “aree private aperte a terzi”, cioè luoghi di proprietà aziendale (aree private) dove accedono i dipendenti (terzi).
In Italia, le colonnine devono essere conformi al Modo 3 della normativa internazionale IEC 6185, con un collegamento tra veicolo e colonnina che abbia funzioni di: inserimento dei connettori, continuità del conduttore di protezione, funzione di controllo attiva.

Differenze tra ricarica AC e DC
In Italia esiste una chiara distinzione tra:

  • ricarica AC (alternata), più diffusa e adatta a tempi di ricarica medio‑lunghi;

  • ricarica DC (continua), tipica delle stazioni autostradali e dei punti rapidi, con tempi di ricarica più brevi.

Per le flotte aziendali, la scelta dipende dall’utilizzo: se le auto ricaricano prevalentemente in sede per tutto il giorno, l’AC è spesso sufficiente; se devono essere ricaricate rapidamente in tempi brevi, la DC può essere necessaria.

Ottimizzazione dei costi e gestione delle ricariche
Oltre all’installazione, un progetto di ricarica aziendale efficace deve considerare:

  • il software di gestione delle ricariche, per monitorare consumi, tempi e costi;

  • la possibilità di integrare l’impianto con fotovoltaico in sede, per ridurre il costo dell’energia;

  • la scelta di un noleggio operativo per le colonnine, che può semplificare la gestione e trasformare il costo in una spesa operativa periodica.

In sintesi, progettare un impianto di ricarica aziendale per flotte elettriche richiede di partire da un’analisi del numero di auto, della frequenza e degli orari di ricarica, delle potenze necessarie e della connessione elettrica disponibile, per poi scegliere il tipo di colonnine (AC/DC), rispettare la normativa (SCIA, conformità IEC 6185, CEI 0-21) e ottimizzare costi con software, fotovoltaico e gestione operativa.

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