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Carla Cavicchini
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Venezia, quando l’intelligenza artificiale incontra il futuro


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A Venezia, nel cuore di Piazza San Marco, Carla Cavicchini incontra Enzo Di Taranto per parlare di intelligenza artificiale, cinema e futuro.

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Alle Procuratie di Piazza San Marco si parla di AI e sostenibilità

Essere a Venezia durante il Festival del Cinema significa lasciarsi sorprendere continuamente. Tra il fascino della Mostra, le storie che arrivano da ogni angolo del mondo e una Piazza San Marco che sembra appartenere al tempo e, allo stesso tempo, al futuro, ho incontrato Enzo Di Taranto, protagonista e conduttore di una Masterclass dedicata a uno dei temi più importanti della nostra epoca: l’intelligenza artificiale.

Questa volta, però, l’AI non viene raccontata soltanto come una tecnologia capace di trasformare il nostro modo di lavorare, comunicare o creare. La domanda è molto più ambiziosa: può l'intelligenza artificiale contribuire a costruire un mondo migliore?

È proprio da questa domanda che prende forma l’incontro ospitato alle Procuratie di Piazza San Marco, luogo straordinario della storia veneziana e oggi sede di importanti attività contemporanee.

Intelligenza artificiale, persone e pianeta: una nuova convivenza

Enzo Di Taranto mi racconta che la Masterclass nasce con un obiettivo preciso: immaginare una nuova era dell’umanità nella quale persone, pianeta e tecnologia possano convivere in armonia e prosperità.

Robot, macchine intelligenti e sistemi di intelligenza artificiale stanno entrando sempre più profondamente nella nostra quotidianità. Tuttavia, la vera sfida non sembra essere soltanto quella di sviluppare tecnologie sempre più potenti, ma di capire come utilizzarle per migliorare concretamente la società.

Il concetto di AI for Good diventa così centrale. L’intelligenza artificiale può essere uno strumento per affrontare problemi complessi, creare nuove opportunità e contribuire alla costruzione di un futuro più rispettoso dell’ambiente e più inclusivo.

E mentre ascolto le parole di Di Taranto, mi rendo conto che Venezia è forse uno dei luoghi più simbolici nei quali affrontare una riflessione di questo tipo: una città antichissima, fragile e straordinariamente innovativa, sospesa tra acqua, storia e futuro.

Il cinema come strumento per raccontare idee che cambiano il mondo

Ma la tecnologia non è l’unico linguaggio protagonista dell’incontro.

L’altro appuntamento della giornata è dedicato alla cinematografia e alla sua capacità di divulgare idee, progetti e visioni positive.

Il cinema, del resto, non è soltanto intrattenimento. È racconto, memoria, emozione. Può mettere davanti agli occhi delle persone ciò che ancora non esiste e permettere a una visione di diventare condivisa.

È questo il legame che Di Taranto individua tra cinema e futuro: utilizzare la forza delle immagini per raccontare una possibile nuova società, nella quale esseri umani, macchine e natura possano convivere in equilibrio.

Un concetto che trova spazio anche nel suo libro Planetologia, dove viene prospettata una nuova era dell’umanità fondata proprio sulla possibilità di creare una relazione più armoniosa tra tecnologia, persone e ambiente.

Dall’idea alla comunità internazionale

Il progetto non si ferma a Venezia.

Di Taranto sostiene infatti il BET Award Fund, una piattaforma internazionale presieduta da Manuel Coyas de la Roche, con l’obiettivo di sviluppare una comunità capace di mettere in relazione competenze, idee e sensibilità diverse.

Il suo ruolo è quello di organizzare e condurre conferenze nelle quali incontrare, come racconta lui stesso, “le menti più brillanti e i cuori più caldi”.

Una definizione che racconta bene lo spirito di questi appuntamenti: non soltanto tecnologia e innovazione, ma anche responsabilità, visione e attenzione alle persone.

Dal Cipriani alle Procuratie: Venezia cambia scenario

Durante la nostra conversazione ritorna anche un ricordo dell’edizione precedente del BET Award Fund, ospitata all’Hotel Cipriani di Venezia.

Una location straordinaria, ma caratterizzata da una logistica particolare, essendo raggiungibile via acqua.

Quest’anno la scelta è caduta invece sulle Procuratie, proprio nel cuore di Piazza San Marco. Una posizione più accessibile e, nello stesso tempo, capace di regalare un contesto unico.

Mentre registro l’intervista, penso a quanto sia difficile immaginare uno sfondo più potente: da una parte la storia millenaria di Venezia, dall’altra le tecnologie che stanno ridisegnando il nostro futuro.

È proprio in questo contrasto che l’incontro acquista un significato particolare.

Un progetto che attraversa il mondo

Venezia è soltanto una delle tappe di un percorso internazionale.

Attraverso la sua società di produzione Circle X e il Green Trillion Club, Di Taranto racconta di una comunità internazionale composta da scienziati, investitori e personalità del mondo dello spettacolo e della cultura.

Gli incontri si svolgono in diverse città del mondo: da Miami a New York, da Dubai ad Abu Dhabi, passando per Tokyo, Venezia, Monaco, Milano e Cannes.

Luoghi molto diversi tra loro, ma uniti dalla stessa necessità: mettere in dialogo innovazione, capitale umano e nuove idee per affrontare le grandi trasformazioni del nostro tempo.

Il futuro non è soltanto tecnologia

Alla fine della nostra intervista rimane una riflessione che considero particolarmente importante.

Parlare di intelligenza artificiale significa parlare di futuro. Ma il futuro non può essere costruito soltanto dalle macchine.

Deve essere costruito dalle persone che decidono come utilizzarle.

La vera sfida, dunque, non è semplicemente creare una tecnologia più intelligente. È riuscire a immaginare una società più consapevole, sostenibile e capace di offrire opportunità.

E forse non è un caso che una riflessione così contemporanea sia arrivata proprio qui, a Venezia, una città che da secoli dimostra quanto l'essere umano sia capace di costruire l'impossibile.

Da Venezia, durante il Festival del Cinema, il messaggio di Enzo Di Taranto è quindi anche un invito a guardare oltre il presente: tecnologia, cinema e intelligenza artificiale possono diventare strumenti per raccontare e costruire il mondo che ancora non vediamo.

Io sono Carla Cavicchini e, da Venezia, continuerò a raccontarvi le persone, le idee e le storie che meritano di essere ascoltate.

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