Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività
Otto ore davanti al computer, gli spostamenti in auto, il tempo trascorso davanti alla televisione e quello passato sullo smartphone. La giornata moderna può trasformarsi facilmente in una lunga successione di ore seduti.
Non è soltanto una questione di forma fisica. La sedentarietà è oggi un tema di salute pubblica, perché un'elevata quantità di tempo trascorso seduti è associata a un maggiore rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e altre patologie.
Il problema non è solo non fare sport
Essere sedentari e fare poca attività fisica non sono esattamente la stessa cosa.
Una persona può andare in palestra due o tre volte alla settimana e trascorrere comunque gran parte della giornata seduta. Per questo oggi l'attenzione si concentra sempre più anche su quanto ci muoviamo durante l'intera giornata, non soltanto durante l'allenamento.
L'OMS raccomanda agli adulti almeno 150-300 minuti settimanali di attività aerobica di intensità moderata, oppure 75-150 minuti di attività intensa, oltre ad attività di rafforzamento muscolare almeno due giorni alla settimana.
Il corpo ha bisogno di movimento
Camminare, salire le scale, fare una pausa attiva durante il lavoro, spostarsi a piedi o dedicarsi a un allenamento sono tutte occasioni per interrompere la sedentarietà.
Non significa necessariamente trasformare ogni momento libero in una sessione di allenamento. Anche sostituire parte del tempo sedentario con movimento di intensità leggera può avere benefici.
La palestra può diventare parte di una strategia più ampia
In questo scenario la palestra non dovrebbe essere vista soltanto come il luogo in cui allenarsi per migliorare l'aspetto fisico.
Può diventare uno spazio nel quale recuperare movimento, forza e consapevolezza del proprio corpo, soprattutto per chi trascorre molte ore lavorando alla scrivania o svolgendo attività poco dinamiche.
L'obiettivo non è compensare una giornata completamente sedentaria con un'ora di esercizio, ma costruire progressivamente uno stile di vita più attivo.
Anche la tecnologia ci invita a muoverci di meno
Computer, smartphone, piattaforme di streaming e lavoro digitale hanno reso molte attività più comode, ma hanno anche aumentato le occasioni in cui rimaniamo immobili.
Secondo l'OMS, proprio l'aumento dell'uso della tecnologia per lavoro e tempo libero è tra i fattori che contribuiscono alla crescita dei comportamenti sedentari.
Non serve aspettare il momento perfetto
Uno degli aspetti più importanti è che fare un po' di attività è meglio che non farne affatto. Per chi parte da livelli molto bassi di movimento, l'indicazione è iniziare gradualmente e aumentare nel tempo frequenza, durata e intensità.
Una passeggiata, qualche esercizio guidato o un allenamento personalizzato possono rappresentare l'inizio di un cambiamento più ampio.
Dalla palestra alla vita quotidiana
Contrastare la sedentarietà significa quindi cambiare prospettiva: non pensare all'attività fisica come a qualcosa da fare soltanto quando si entra in palestra, ma come a una componente della vita quotidiana.
Muoversi di più non significa necessariamente fare di più. Significa interrompere l'immobilità e restituire al corpo una parte del movimento di cui ha bisogno.
Ed è proprio qui che una palestra può assumere un ruolo importante: non soltanto come luogo dell'allenamento, ma come punto di partenza per costruire abitudini più attive e consapevoli.
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