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Due persone possono eseguire lo stesso esercizio con lo stesso peso e ottenere sensazioni completamente diverse. A cambiare il lavoro non è soltanto il numero delle ripetizioni, ma anche la velocità con cui vengono eseguite.
Scendere lentamente durante uno squat, fermarsi per un secondo nella posizione più difficile o controllare il ritorno di un manubrio aumenta il tempo durante il quale i muscoli restano sotto tensione.
Questo può rendere impegnativo anche un carico moderato e aiutare a percepire meglio il movimento. Le pause eliminano inoltre parte dello slancio e obbligano il corpo a ripartire da una posizione controllata.
Allenarsi lentamente non significa però trasformare ogni ripetizione in una prova infinita. Un tempo troppo esasperato può modificare la tecnica, limitare inutilmente il peso utilizzabile e aumentare la fatica senza un obiettivo preciso.
La velocità deve quindi essere scelta in base al risultato desiderato. In alcuni programmi è utile controllare soprattutto la fase di discesa. In altri si cerca un movimento più rapido e potente, mantenendo sempre una buona esecuzione.
Il personal trainer può indicare il ritmo attraverso semplici tempi: tre secondi per scendere, una breve pausa e una risalita controllata.
Cambiare il tempo di esecuzione è un modo efficace per rendere diverso un esercizio senza sostituirlo continuamente o aggiungere peso a ogni allenamento.
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