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Quickshifter e frizione antisaltellamento sono nati per migliorare le prestazioni, ma oggi si trovano anche su molte moto stradali. Spesso vengono confusi perché entrambi intervengono durante i cambi di marcia, ma svolgono compiti completamente diversi.
Il quickshifter facilita l’inserimento delle marce senza utilizzare la frizione. L’antisaltellamento controlla invece gli effetti delle scalate più brusche sulla ruota posteriore.
Come funziona normalmente il cambio di una moto?
Per salire di marcia, il motociclista chiude l’acceleratore, aziona la frizione, muove la leva del cambio e rilascia nuovamente la frizione.
Questa sequenza riduce la coppia che attraversa il cambio e permette agli ingranaggi di passare da una marcia all’altra.
Durante una scalata bisogna inoltre adattare il regime del motore alla marcia inferiore. Se la frizione viene rilasciata bruscamente quando i giri non sono corretti, il motore esercita un forte freno sulla ruota posteriore.
Quickshifter e frizione antisaltellamento intervengono proprio in queste due situazioni.
Che cos’è il quickshifter?
Il quickshifter è un sistema elettronico che permette di cambiare marcia senza azionare la frizione e, durante l’accelerazione, senza chiudere manualmente il gas.
Un sensore installato sull’asta o sulla leva del cambio riconosce la pressione esercitata dal piede. La centralina interrompe per pochi millisecondi la coppia trasmessa dal motore, generalmente intervenendo su accensione, iniezione o apertura dell’acceleratore elettronico.
In questo brevissimo intervallo il cambio viene scaricato e la marcia successiva può entrare.
Il motociclista deve comunque muovere la leva e scegliere quando cambiare. Il quickshifter non trasforma quindi la moto in un veicolo automatico.
Tutti i quickshifter funzionano anche in scalata?
No. I sistemi più semplici permettono soltanto di salire di marcia.
Per scalare senza frizione serve normalmente una funzione chiamata auto-blipper. Quando il pilota preme la leva verso una marcia inferiore, la centralina apre brevemente l’acceleratore per aumentare il regime del motore e avvicinarlo a quello richiesto dal nuovo rapporto.
Il Ducati Quick Shift nelle versioni “up and down”, per esempio, permette di inserire marce superiori e inferiori senza utilizzare la frizione.
La presenza della parola quickshifter nella scheda tecnica non garantisce quindi che il sistema sia bidirezionale. Bisogna cercare indicazioni come:
-
up/down;
-
bidirezionale;
-
auto-blipper;
-
shift assist pro.
Quando il quickshifter funziona meglio?
Durante le accelerazioni decise, con il motore a un regime medio o elevato, il cambio è sottoposto a un carico abbastanza stabile. In queste condizioni l’interruzione elettronica della coppia permette generalmente un passaggio rapido e fluido.
A bassi regimi, con il gas quasi chiuso o durante una guida molto lenta, il funzionamento può risultare più brusco. In queste situazioni utilizzare normalmente la frizione può offrire maggiore dolcezza.
Le condizioni corrette cambiano tra i modelli. Alcuni sistemi richiedono l’acceleratore aperto durante l’aumento di marcia e completamente chiuso durante la scalata. Altri riescono a gestire una gamma più ampia di situazioni.
Il riferimento rimane sempre il manuale della moto.
Il quickshifter sostituisce la frizione?
No. La frizione continua a essere necessaria per:
-
partire da fermi;
-
fermarsi;
-
effettuare manovre a bassissima velocità;
-
gestire partenze in salita;
-
cambiare quando il sistema non è attivo;
-
affrontare condizioni escluse dal costruttore.
La leva può inoltre essere utilizzata normalmente anche quando il quickshifter è disponibile.
Non bisogna forzare il cambio se la marcia non entra. Un comando duro, un falso folle o ripetuti innesti imprecisi possono dipendere da tecnica, regolazione della leva, catena, sensore o problemi meccanici.
Il quickshifter rovina il cambio?
Un sistema originale, correttamente regolato e utilizzato nelle condizioni previste è progettato per lavorare con quella specifica trasmissione.
Il rischio aumenta quando:
-
si forza la leva;
-
si cambia a regimi non adatti;
-
il sensore è regolato male;
-
i tempi di interruzione non sono corretti;
-
viene montato un dispositivo aftermarket non compatibile;
-
la leva o l’asta del cambio presentano giochi;
-
si ignorano innesti incompleti e falsi folli.
Il Kawasaki Quick Shifter, per esempio, comunica con la centralina per interrompere momentaneamente l’erogazione e consentire il cambio senza frizione.
Un quickshifter ben progettato non è quindi una scorciatoia meccanica, ma un sistema integrato con motore e cambio.
Che cos’è la frizione antisaltellamento?
La frizione antisaltellamento, chiamata anche slipper clutch, limita la coppia di ritorno che dalla ruota posteriore raggiunge il motore durante una scalata aggressiva.
Quando viene inserita una marcia troppo bassa o la frizione viene rilasciata rapidamente, il regime richiesto al motore può aumentare bruscamente. La ruota posteriore viene rallentata dal freno motore e può iniziare a saltellare, scivolare o perdere stabilità.
La frizione antisaltellamento permette ai dischi di slittare in modo controllato per una frazione di tempo, riducendo questa reazione.
Come riesce a limitare il freno motore?
Il sistema utilizza normalmente rampe, camme o profili inclinati all’interno del gruppo frizione.
Durante l’accelerazione, i dischi vengono mantenuti saldamente uniti per trasmettere la coppia alla ruota. Quando la coppia arriva nella direzione opposta e supera una determinata soglia, il meccanismo riduce parzialmente la pressione sui dischi.
La frizione non si apre completamente: consente soltanto lo slittamento necessario a limitare la reazione della ruota posteriore.
La tecnologia Assist & Slipper Clutch di Kawasaki combina questa funzione con un meccanismo servoassistito che può anche ridurre lo sforzo necessario sulla leva.
Assistita e antisaltellamento significano la stessa cosa?
Non esattamente.
La funzione “slipper” limita la coppia di ritorno durante le scalate.
La funzione “assist” utilizza invece la coppia del motore per aumentare la pressione sui dischi durante l’accelerazione. Questo permette di utilizzare molle meno rigide e può rendere la leva della frizione più leggera.
Molte moto possiedono entrambe le funzioni nello stesso gruppo, indicato come frizione assistita e antisaltellamento.
Una leva morbida non dimostra però da sola la presenza del sistema slipper.
Quando serve davvero l’antisaltellamento?
Il vantaggio è più evidente durante:
-
frenate intense;
-
scalate rapide;
-
ingresso in curva;
-
guida sportiva;
-
utilizzo in pista;
-
condizioni con poca aderenza.
La ruota posteriore rimane più stabile e la moto tende a scomporsi meno quando il freno motore diventa elevato.
La funzione può essere utile anche su strada durante una scalata sbagliata o troppo brusca, offrendo un margine di controllo aggiuntivo.
Impedisce qualsiasi bloccaggio della ruota?
No. L’antisaltellamento limita gli effetti della coppia generata dal motore, ma non controlla direttamente il freno posteriore e non può creare aderenza.
Una scalata effettuata a velocità eccessiva può comunque portare il motore oltre il regime previsto. Anche la stabilità può essere compromessa da asfalto scivoloso, pneumatici usurati o comandi troppo bruschi.
Il sistema non sostituisce:
-
la corretta scelta della marcia;
-
l’uso progressivo della frizione;
-
una buona tecnica di frenata;
-
l’ABS;
-
il controllo elettronico del freno motore.
Quickshifter e antisaltellamento lavorano insieme?
Sì, ma in momenti differenti.
Il quickshifter gestisce il passaggio di marcia riducendo o adattando momentaneamente la coppia del motore. La frizione antisaltellamento interviene quando la coppia di ritorno durante la decelerazione diventa eccessiva.
Durante una scalata rapida:
-
il sensore rileva il comando sulla leva;
-
l’auto-blipper aumenta brevemente il regime;
-
viene inserita la marcia inferiore;
-
l’antisaltellamento limita l’eventuale coppia residua sulla ruota.
La combinazione può rendere la moto più stabile e fluida, soprattutto nella guida sportiva.
Sono utili anche su strada?
Il quickshifter aumenta il comfort perché riduce l’uso della frizione durante accelerazioni, sorpassi e percorsi ricchi di curve. Nella guida tranquilla rimane comunque una comodità, non una necessità.
La frizione antisaltellamento offre invece un beneficio di sicurezza e controllo nelle scalate brusche, anche quando il motociclista non sta cercando la prestazione.
Per un principiante, questi sistemi possono rendere alcuni errori meno evidenti, ma non devono impedire di imparare a utilizzare correttamente cambio, frizione e acceleratore.
Conviene montarli aftermarket?
Un quickshifter aftermarket deve essere compatibile con motore, cambio, centralina e schema della leva. Tempi di taglio e sensibilità devono essere regolati correttamente.
Un’installazione approssimativa può provocare cambi bruschi, mancate cambiate o sollecitazioni inutili sulla trasmissione.
Montare una frizione antisaltellamento richiede invece la sostituzione di componenti interni e un intervento meccanico più complesso.
Prima di qualsiasi modifica bisogna valutare:
-
compatibilità certificata;
-
qualità del componente;
-
corretta installazione;
-
eventuali effetti sulla garanzia;
-
reale utilità rispetto al tipo di guida.
Quando servono davvero?
Il quickshifter è particolarmente utile a chi cerca cambi rapidi, accelerazioni continue e maggiore comodità. Offre il meglio nella guida sportiva, ma può essere piacevole anche nei normali percorsi stradali.
La frizione antisaltellamento diventa importante quando le scalate e il freno motore possono destabilizzare il posteriore. Il suo intervento è meno evidente, ma contribuisce al controllo della moto.
Nessuno dei due sistemi rende il motociclista più esperto. Sono strumenti che migliorano fluidità e stabilità, ma funzionano correttamente soltanto se vengono utilizzati rispettando i limiti della moto e le indicazioni del costruttore.
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