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In palestra è facile concentrarsi sul numero di ripetizioni: dieci squat, dodici curl, otto spinte. Molto meno spesso prestiamo attenzione alla velocità con cui quelle ripetizioni vengono eseguite.
Eppure il ritmo del movimento può modificare profondamente un esercizio.
Abbassare lentamente un peso, fermarsi per un breve istante in una determinata posizione oppure controllare maggiormente la fase di ritorno obbliga la persona a prestare più attenzione alla tecnica e aumenta il tempo durante il quale i muscoli lavorano.
Per questo motivo due persone possono eseguire lo stesso numero di ripetizioni con lo stesso carico e vivere comunque allenamenti piuttosto differenti.
Muoversi più lentamente non significa automaticamente allenarsi meglio. Esistono esercizi e obiettivi per i quali possono essere utilizzati ritmi differenti. Il punto è comprendere che la velocità non dovrebbe essere sempre casuale.
Il personal trainer può utilizzare il cosiddetto “tempo” dell’esercizio come una delle variabili con cui modificare una sessione senza necessariamente aumentare il peso.
Per chi è alle prime armi, rallentare può inoltre aiutare a percepire meglio le diverse fasi del movimento e a evitare di sfruttare eccessivamente lo slancio.
È uno degli aspetti meno appariscenti dell’allenamento, ma anche uno dei più interessanti.
A volte non serve fare più ripetizioni, aggiungere esercizi o utilizzare pesi maggiori. Basta cambiare il modo in cui eseguiamo ciò che già conosciamo per trasformare completamente la sensazione dell’allenamento.
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