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Malattie ambientali e salute integrata: da Prato il nuovo impulso di Rete ARIL per andare “Oltre l’Invisibilità”


Malattie ambientali e salute integrata: da Prato il nuovo impulso di Rete ARIL per andare “Oltre l’Invisibilità”
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Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività -

Medici, docenti, esperti e pazienti si sono confrontati sabato 17 ottobre 2026 a Prato nell’ambito del percorso “Oltre l’Invisibilità”, promosso da Rete Informazione e Legalità APS. Una giornata dedicata all’approfondimento scientifico e sociale su Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Elettrosensibilità (EHS) e Fibromialgia, con l’obiettivo di superare il silenzio informativo e chiedere il pieno riconoscimento di queste patologie da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

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L’incontro è stato possibile grazie alla LILT di Prato e al suo presidente, il dottor Roberto Benelli, che hanno messo gratuitamente a disposizione i locali di via Giuseppe Catani 26, e al sostegno dei partner Calvo Cosmetics, Eos Secondo Natura e Ital Shield.

Nell’introduzione, come presidente di Rete ARIL, ho ribadito gli obiettivi dell’organizzazione e l’importanza di fare rete per dare voce e dignità ai pazienti. Il confronto ha seguito un approccio multidisciplinare, unendo ricerca, esperienze professionali e testimonianze per rispondere a bisogni ancora troppo spesso invisibili.

Ambiente, etica e qualità dell’aria

Ad aprire gli interventi è stato don Pietro Lorenzo Maggioni, docente di Teologia delle Religioni a Venegono, in Università Cattolica e all’ISSR di Milano, membro della Commissione Ambiente del Forum delle Religioni di Milano e promotore di Rete Ambiente Lombardia.

La sua riflessione ha posto al centro la tutela della salute e dell’ambiente come dovere etico, sociale e comunitario, richiamando le criticità dell’inquinamento atmosferico e della qualità dell’aria nei contesti regionali e locali. Accanto alla necessità di offrire un sostegno immediato attraverso le Aree Bianche, ha rivolto ai medici un invito preciso: “Ci vuole un surplus di scienza ma con coscienza”.

Ricerca, medicina ambientale e nutrizione

La dottoressa Annunziata Patrizia Difonte, specialista in Medicina del Lavoro, esperta in malattie ambientali, referente scientifico per AIE e Comitato Umbria MCS ODV e referente del Comitato Tecnico Scientifico di Rete ARIL, ha approfondito le connessioni tra esposizioni ambientali e salute. Il suo intervento si è concentrato sui campi elettromagnetici e sui fattori tossici, illustrando le linee di ricerca sul microbiota e sulle patologie delle piccole fibre nervose per la comprensione dei meccanismi della MCS e dell’EHS.

Il dottor Antonio Maria Pasciuto, medico internista, esperto di Medicina Ambientale Clinica con formazione in Germania, fondatore e già presidente ASSIMAS, ha presentato il modello biochimico delle patologie multisistemiche legate alla silent inflammation e all’impatto di agenti chimici, biologici e fisici, tra cui muffe, radon, elettrosmog, PFAS e VOC.

Ha inoltre approfondito la Sindrome dell’Edificio Malato, illustrandone i sintomi respiratori, cutanei, neurologici e sensoriali e la complessità multifattoriale. Da qui la richiesta di integrare specifici percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali di Medicina Ambientale nei centri sanitari pubblici.

La dottoressa Stefania Capecchi, biologa nutrizionista e farmacista, specialista in nutrizione clinica e nutrigenetica, ha affrontato il ruolo della dieta antinfiammatoria e del supporto metabolico-nutrizionale personalizzato nei pazienti con patologie complesse e infiammatorie, soffermandosi sull’asse intestino-cervello nella gestione della salute sistemica.

Prevenzione dei rischi e confronto internazionale

Heike Krüger, presidente del consiglio direttivo della fondazione tedesca nano-Control, ha portato una testimonianza internazionale sulla tutela della qualità dell’aria negli ambienti chiusi.

Nata dall’esperienza di persone ammalatesi dopo l’esposizione alle polveri ultrafini rilasciate dai dispositivi di stampa, la fondazione considera la salubrità dell’aria indoor un diritto umano. Krüger ha presentato le attività strategiche, le partnership globali, comprese le collaborazioni con le Nazioni Unite e con università, e le evidenze scientifiche richiamate nel suo intervento sul legame tra esposizione a toner, micro e nanoplastiche e patologie sistemiche, respiratorie e allergiche.

Sistema nervoso, qualità della vita e informazione

La dottoressa Alessia Manfredini, tecnica della riabilitazione psichiatrica, counselor e coautrice del libro “Autismo, quale dieta?”, ha unito il racconto della propria esperienza professionale a quello personale di una diagnosi di patologia ambientale.

Il suo intervento ha approfondito l’asse intestino-cervello, il sistema nervoso autonomo, l’asse dello stress e il microbiota, distinguendo il sintomo reale dai meccanismi neurofisiologici che possono amplificarne l’intensità e la persistenza. Ha illustrato come esperienze corporee intense e ripetute possano attivare circuiti di allerta e protezione, proponendo una lettura neurobiologica e non meramente psicologica. La prospettiva riabilitativa delineata si fonda sulla regolazione del sistema nervoso, sulla neuroplasticità e sul recupero della qualità della vita.

Il dottor Paolo Brambilla, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, è intervenuto sul tema “Il Silenzio dei Media sulle Malattie Ambientali Emergenti”. Ha denunciato la carenza di informazione nei grandi mezzi di comunicazione e la tendenza a separare salute e ambiente. Nel suo intervento, l’assenza di giornalismo specializzato e le pressioni economiche sono state indicate tra i fattori che contribuiscono all’invisibilità e allo stigma dei pazienti.

Assistenza sanitaria, associazioni e Aree Bianche

La dottoressa Rossana Metelli ha portato la propria esperienza quarantennale nella sanità umbra, maturata nella prevenzione del rischio infettivo, nella sicurezza degli ambienti di cura e nel coordinamento delle risposte alle emergenze sanitarie.

Avendo guidato la definizione e l’attuazione di percorsi aziendali dedicati ai pazienti con MCS, ha illustrato soluzioni operative per superare le criticità dell’ospedalizzazione, conciliando la personalizzazione dell’assistenza con la sicurezza delle cure.

Ruggero Martinelli, presidente dell’Associazione Umbria MCS e referente del Tavolo delle Associazioni di Rete ARIL, ha sottolineato la necessità di superare la frammentazione associativa. Le associazioni, ha evidenziato, devono essere non soltanto centri di ascolto, ma anche soggetti capaci di formulare proposte politiche e sanitarie, trasformando i bisogni in diritti riconosciuti.

La dottoressa Agata Rota, referente dell’Ufficio Bandi e Sociale di Rete ARIL, ha concluso la sessione di approfondimento con il tema delle Aree Bianche. Ha chiarito la definizione teorica e pratica di queste zone a basso impatto ambientale ed elettromagnetico, analizzando il percorso normativo in essere e i vantaggi che la creazione di aree protette potrebbe offrire ai pazienti con MCS ed EHS e alla collettività.

La voce dei pazienti: le testimonianze oltre l’invisibilità

Il momento più toccante della giornata è stato quello delle testimonianze dirette, che hanno restituito il volto umano delle difficoltà quotidiane raccontate dai malati.

Olimpia ha ripercorso l’insorgenza dei primi sintomi mentre lavorava vicino a un impianto di smaltimento rifiuti: tachicardia, nausea e un’improvvisa intolleranza a sostanze e farmaci. Ha raccontato gli anni segnati da svenimenti, forti dolori e difficoltà a tollerare profumi, detersivi, alimenti comuni e l’aria della propria abitazione. Dopo ricoveri infruttuosi e dopo essere stata spesso considerata “ansiosa”, è arrivata alla diagnosi attraverso la ricerca autonoma e il supporto di specialisti, tra cui il professor Genovesi.

Una successiva diagnosi di carcinoma mammario maligno ha posto una nuova sfida: affrontare un intervento oncologico in presenza della MCS e della reattività a farmaci e anestetici. Olimpia ha scelto di operarsi all’Ospedale Careggi di Firenze, portando la propria esperienza come esempio della possibilità di organizzare percorsi chirurgici tutelati. Il suo messaggio è stato netto: “Manca ancora formazione e umanità, ma le donne con MCS non devono rinunciare alla prevenzione oncologica per paura. La prevenzione salva la vita”.

Alessandra ha raccontato la crisi acuta del 2019, attribuita all’esposizione ai solventi utilizzati per restaurare un camper, il percorso di autocura e la solitudine di fronte a un sistema sanitario impreparato, fino al grave peggioramento seguito a un’anestesia inadeguata.

Francesca Candela, ex docente e musicista di 65 anni, ha descritto come una predisposizione genetica abbia compromesso la sua capacità di detossificazione, stravolgendo la vita professionale e sociale. Nel sostegno tra pari e nel Comitato Toscano MCS ha ritrovato la forza per affrontare questa condizione.

Anna Elisa Di Leo ha ripercorso la propria “via crucis” medica, iniziata negli anni Novanta con l’esposizione senza protezioni alle sostanze chimiche nelle concerie, proseguita tra gravi episodi di anafilassi e diagnosi mancate. La sua testimonianza si è conclusa con un appello alle istituzioni per l’inserimento della patologia nei Livelli Essenziali di Assistenza.

L’impegno di Rete ARIL

L’incontro di Prato ha ribadito la richiesta di una risposta scientifica, sanitaria e istituzionale coesa alle malattie ambientali. Il percorso di Rete ARIL e dei suoi partner proseguirà per spezzare il silenzio informativo e promuovere una tutela della salute che non lasci nessuno nell’invisibilità.

Giuseppe Spinelli
Rete Informazione e Legalità APS

Contatti per la stampa:
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Telefono: 327 4659001
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