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Negli ultimi anni la luce blu è diventata uno degli argomenti più discussi quando si parla di salute degli occhi e utilizzo dei dispositivi digitali. Smartphone, computer, tablet e schermi sono spesso indicati come responsabili di affaticamento visivo e disturbi del sonno, ma non sempre le informazioni che circolano sono corrette.
Facciamo chiarezza tra ciò che è supportato dalle evidenze scientifiche e alcuni dei miti più diffusi.
Mito 1: la luce blu degli schermi danneggia la retina
Ad oggi non esistono prove scientifiche solide che dimostrino come la normale esposizione alla luce blu emessa da smartphone, tablet e computer provochi danni permanenti alla retina nelle persone sane.
La quantità di luce blu emessa da questi dispositivi è infatti molto inferiore rispetto a quella della luce naturale del sole.
Realtà: gli schermi possono affaticare gli occhi
Molte persone, dopo diverse ore davanti a un monitor, avvertono bruciore, secchezza oculare, vista annebbiata o mal di testa. Questi disturbi fanno parte della cosiddetta sindrome da visione al computer (Digital Eye Strain).
Il problema, però, non dipende esclusivamente dalla luce blu, ma soprattutto dal tempo trascorso davanti allo schermo, dalla riduzione dell'ammiccamento e da postazioni di lavoro non sempre ergonomiche.
Mito 2: gli occhiali con filtro luce blu eliminano ogni problema
Le lenti con filtro selettivo per la luce blu possono risultare utili in alcune situazioni, ma non rappresentano una soluzione universale per tutti i disturbi legati all'uso dei dispositivi digitali.
Gli studi disponibili mostrano risultati non sempre concordi sul loro effetto nella riduzione dell'affaticamento visivo. Per questo motivo è importante valutare ogni caso individualmente insieme a un professionista della visione.
Realtà: la luce blu può influenzare il sonno
Esiste invece un aspetto ben documentato. L'esposizione alla luce, compresa quella emessa dagli schermi, nelle ore serali può interferire con il ritmo circadiano, contribuendo a ritardare l'addormentamento in alcune persone.
Ridurre l'utilizzo di smartphone e tablet prima di andare a dormire o attivare le modalità notturne dei dispositivi può essere una buona abitudine, soprattutto per chi ha difficoltà ad addormentarsi.
Come ridurre l'affaticamento visivo
Al di là della luce blu, esistono semplici accorgimenti che possono aiutare a proteggere il comfort visivo durante la giornata:
- fare pause regolari seguendo, ad esempio, la regola del 20-20-20 (ogni 20 minuti guardare per almeno 20 secondi un punto distante circa 6 metri);
- mantenere una corretta distanza dal monitor;
- regolare luminosità e contrasto dello schermo in base all'ambiente;
- ricordarsi di ammiccare più frequentemente per mantenere l'occhio ben idratato;
- sottoporsi periodicamente a controlli della vista, soprattutto in presenza di sintomi persistenti.
Informazione corretta e prevenzione
La luce blu non deve essere demonizzata, ma compresa. Gli schermi fanno ormai parte della nostra vita quotidiana e il vero obiettivo è imparare a utilizzarli in modo consapevole.
Affidarsi a informazioni basate sulle evidenze scientifiche, adottare buone abitudini visive e rivolgersi a professionisti qualificati quando necessario permette di prendersi cura dei propri occhi senza lasciarsi influenzare da falsi miti o allarmismi. Perché la prevenzione nasce prima di tutto da una corretta informazione.
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