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Light Productivity Factor: l’equilibrio tra luce, colture ed energia


Light Productivity Factor: l’equilibrio tra luce, colture ed energia
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Nei sistemi agrivoltaici avanzati l’attenzione non è più rivolta solo alla quantità di energia prodotta, ma soprattutto all’equilibrio tra tre elementi fondamentali:
ombreggiamento, resa agricola e resa energetica.

Questo equilibrio viene sintetizzato in un indicatore sempre più utilizzato: il Light Productivity Factor (LPF).

Cos’è il Light Productivity Factor

Il Light Productivity Factor misura quanto efficacemente la luce solare viene utilizzata sia per la fotosintesi delle colture sia per la produzione di energia elettrica.
In pratica, valuta se un impianto agrivoltaico riesce a:

  • mantenere o migliorare la produttività agricola

  • senza penalizzare in modo significativo la resa fotovoltaica

Un buon LPF indica che la stessa quantità di luce genera più valore complessivo rispetto a un uso separato del suolo (solo agricoltura o solo fotovoltaico).

Perché l’ombreggiamento è un fattore strategico

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, più ombra non significa necessariamente meno produzione agricola.
In molte colture, un ombreggiamento controllato può:

  • ridurre lo stress termico delle piante

  • limitare l’evaporazione dell’acqua

  • migliorare la qualità del raccolto in condizioni di caldo intenso

L’obiettivo non è “coprire” il campo, ma filtrare la luce in modo intelligente, adattandola alle esigenze specifiche delle colture.

Come la tecnologia ottimizza il rapporto luce-resa

I sistemi più evoluti utilizzano:

  • strutture rialzate e modulabili, che consentono una distribuzione uniforme della luce

  • pannelli orientabili o tracker, che variano l’inclinazione durante la giornata

  • sensori e monitoraggio agronomico, per analizzare umidità, temperatura e risposta delle colture

In questo modo l’impianto non è statico, ma si adatta alle stagioni, al clima e alle coltivazioni.

Un nuovo approccio alla progettazione agrivoltaica

Il concetto di Light Productivity Factor segna un cambio di paradigma:
l’agrivoltaico non è più visto come un impianto energetico “tollerato” dall’agricoltura, ma come un sistema integrato, progettato partendo dal terreno e dalle sue esigenze.

Per questo oggi si parla sempre più di:

  • progettazione agronomica prima di quella energetica

  • impianti su misura per il territorio

  • collaborazione tra agricoltori, tecnici e progettisti

Perché è centrale per il futuro del settore

Il LPF sarà sempre più determinante anche a livello normativo e di incentivi: dimostrare che un impianto non riduce la produttività agricola è uno dei requisiti fondamentali per accedere ai finanziamenti pubblici.

In sintesi, il Light Productivity Factor rappresenta la vera sfida dell’agrivoltaico moderno: produrre energia pulita senza sottrarre valore alla terra, ma anzi aumentandone la resilienza e l’efficienza.

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