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Le cose che facciamo tutti in segreto (e che continueremo a negare fino alla morte)


Le cose che facciamo tutti in segreto (e che continueremo a negare fino alla morte)
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Allora, mettiamola così.
Oggi facciamo outing collettivo.

Perché c’è una cosa che ci accomuna tutti, ma proprio tutti: facciamo cose leggermente imbarazzanti quando nessuno ci guarda.

E no, non parlo di robe gravi.
Parlo di quelle piccole abitudini che, se qualcuno ti becca, dici subito:“no no stavo facendo altro”.

Certo. Altro.

Tipo quando apri il frigo.
Non hai fame. Non cerchi niente.
È proprio un gesto automatico, quasi spirituale.

Apri. Guardi. Chiudi.
Dopo 7 minuti: riapri.

Come se nel frattempo fosse apparso un tiramisù per miracolo.
Spoiler: non succede mai.
Ma tu continui a crederci.

 

Poi c’è il capitolo social stalking.
E qui si apre un mondo.

Tu entri nelle storie di qualcuno… ma con strategia.
Non subito, eh.
Aspetti. Calcoli. Ti fai i tuoi tempi.

E quando finalmente guardi…
parte l’analisi mentale:

“Ok ha visto la mia storia alle 22:14… ma perché non ha messo like?”
“Perché guarda tutte ma non risponde?”
“Perché esiste?”

Praticamente una puntata di CSI: Instagram Edition.

E la cosa più bella è che poi fai finta di niente.
Fredda. Distaccata. Zen.

Dentro: FBI in piena attività.

 

Parliamo anche di un altro classico: rileggere le chat vecchie.

Ma non quelle di ieri.
No no. Quelle di anni fa.

Ti ritrovi lì, alle 23:47, a leggere conversazioni del 2019
come se fosse una serie Netflix.

E inizi a pensare:

“Ma perché ho scritto questa cosa?”
“Ma ero io?”
“Ma che disagio avevo?”

E la risposta è: sì, eri tu.
E sì, probabilmente lo rifaresti.

 

Altro momento top: quando ti fai discorsi da sola.

Ma non il classico “oddio dove sono le chiavi”.
Parlo proprio di dialoghi completi.

Con tanto di:
– tono di voce
– facce
– gesti
– e a volte… pure litigio immaginario

Tipo:
“no perché io gli direi così…”
“no aspetta meglio così…”
“anzi no, gli chiudo proprio in faccia”

Oscar alla miglior interpretazione in solitaria.

 

E vogliamo parlare di quando ti guardi allo specchio e improvvisamente diventi:

– psicologa
– coach motivazionale
– protagonista di un film drammatico

Tutto insieme.

“Ce la puoi fare”
“sei forte”
“non hai bisogno di nessuno”

Poi dopo 10 minuti:
“ok però magari un messaggino lo mando”

Equilibrio totale.

 

Altro comportamento universale: controllare se qualcuno ti ha scritto… anche quando sai che non l’ha fatto.

Apri WhatsApp.
Chiudi.
Riapri.
Aggiorni.

Come se nel frattempo il telefono avesse deciso di nasconderti i messaggi per sport.

Spoiler: no.
Ma tu ci speri comunque.

 

E poi c’è quella cosa che nessuno ammette MA TUTTI FANNO: immaginare scenari che non succederanno mai.

Tipo:
– conversazioni perfette
– incontri casuali super cinematografici
– vendette epiche con discorsi impeccabili

Nella tua testa sei:
regista, sceneggiatrice e protagonista.

Nella realtà… magari manco rispondi al messaggio.

 

E non dimentichiamoci del livello finale: ridere da sola guardando il telefono.

Ma proprio ridere forte.
E se qualcuno ti guarda dici:
“no niente, una cosa stupida”

Certo.
Talmente stupida che stai piangendo dal ridere.

 

E la verità qual è?

La verità è che siamo tutti un po’ strani.
Un po’ teatrali.
Un po’ ossessivi su cose inutili.

Ma è anche quello che ci rende umani.

Perché tra una paranoia e una risata da soli,
tra un controllo inutile e un film mentale assurdo…

ci stiamo semplicemente vivendo.

Male? Forse.
Divertente? Assolutamente sì.

 



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