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Il porto di Cattolica è molto più di un semplice approdo: è il cuore pulsante della storia marinara della città, un luogo che ha visto nascere e crescere una tradizione secolare di pesca, cantieristica e accoglienza. Oggi, accanto alla flotta peschereccia, il porto ospita anche una moderna darsena turistica, diventando un vero e proprio hub che coniuga tradizione e innovazione, mare e turismo.
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Le origini: un approdo naturale sfruttato fin dal Medioevo
La posizione geografica di Cattolica, con la sua rada naturale alla foce del torrente Tavollo, è stata sfruttata fin dal Medioevo e nell’età moderna come punto di riferimento per l’imbarco delle derrate e delle granaglie provenienti dal retroterra e dal Montefeltro, e per lo scarico di mercanzie provenienti da altre località. Tuttavia, per secoli, la città non ebbe un vero e proprio porto: sottostando all’egida del barigellato di Rimini, non le era consentito costruirne uno, nonostante la sua vocazione strettamente marittima e marinara.
La nascita del porto: il 1825 e Maurizio Brighenti
Bisognerà aspettare il 1825 e l’impegno di Maurizio Brighenti per vedere finalmente la nascita del porto di Cattolica. Alla fine del XVIII secolo, infatti, la pesca di Cattolica stava perdendo la sua connotazione di sussistenza e si stava trasformando in risorsa del vivere quotidiano: dal piccolo cabotaggio si stava passando a imbarcazioni di altro genere come tartanoni, bragozzi e trabaccoli. Dal 1825 la città ha un porto e una flotta peschereccia di tutto rispetto, poco meno numerosa di quella di Rimini e di Chioggia: già da allora Cattolica è uno dei porti pescherecci più importanti dell’Adriatico.
Lo sviluppo nell’Ottocento: il porto canale e i moli
Il funzionamento del porto canale di Cattolica dall’anno 1853 si inserisce dal punto di vista funzionale per due importanti interventi che hanno determinato di per sé la crescita e lo sviluppo del borgo marinaro: la deviazione nel 1836 della strada così detta postale, in virtù della quale il corso del fiume veniva reso libero, e la costruzione definitiva con la realizzazione del molo di Ponente, che ha notevolmente migliorato l’approdo marittimo. Nel 1857 fu costruito in legno sulla testata del molo di Levante anche un fanale. Il porto di Cattolica, prevalentemente peschereccio, è situato alla foce del torrente Tavollo ed è protetto da due moli banchinati: il Molo di Levante ed il Molo di Ponente; su quest’ultimo si trova una darsena turistica.
Il Novecento: la crescita della flotta e la cooperazione tra pescatori
Alla fine del XX secolo la flotta peschereccia di Cattolica contava 107 imbarcazioni. Il porto rappresenta il simbolo che caratterizza ed esprime la mentalità e la cultura del borgo marinaro. Fin dall’inizio ha segnato l’impronta culturale e della tradizione, anche nel lessico e nei modi di dire. Nel 1920, grazie anche alla spinta del ceto dei pescatori, viene sancito per decreto il passaggio di classe del porto di Cattolica con conseguente ammodernamento delle strutture portuali. Dalla costituzione dei primi movimenti mutualistici di inizio ‘900, si pongono le basi per la prima organizzazione cooperativa tra pescatori e marinai di Cattolica, il cui scopo era “l’esercizio dell’arte della pesca, dei trasporti marittimi e rami annessi a mezzo dei propri soci, all’intento di promuovere il benessere materiale e morale”.
La conversione turistica: la darsena e la Marina di Cattolica
Con lo sviluppo del turismo balneare dagli anni trenta al boom post bellico, Cattolica è entrata di diritto nella c.d. metropoli costiera: una densa area urbanizzata parallela al mare. Le due principali mansioni lavorative crebbero: quella marinara seguì l’attività ricettiva tanto da affiancare una nuova darsena al precedente porto canale. Oggi il porto ospita nuovi spazi pubblici e 140 posti per barche tra i 10 ed i 40 metri, con due percorsi che accompagnano l’ingresso a Cattolica dal mare. La Marina di Cattolica rappresenta un mercato in crescita, con spazi già occupati e un rilancio delle ambizioni della Regina e di tutto il comparto portuale.
Il porto oggi: un hub tra pesca e turismo
Ancora oggi Cattolica rappresenta un’eccellenza piscatoria e moltissimi suoi marinai lavorano anche per porti più grossi, come quello di Rimini. Il porto è stato oggetto di interventi di dragaggio e scavo nei fondali per scongiurare rischi e danni alle imbarcazioni, all’attività ittica e al diportismo turistico. È un luogo dove si incontrano saperi, sapori, storie e tradizioni di Romagna, un punto di partenza perfetto per esplorare la costa e godersi il mare, con la Darsena Interna che collega le due sponde e il traghetto “Caronte” che assicura il trasporto da un molo all’altro.
Un patrimonio da vivere
Per chi sceglie di soggiornare qui, il porto di Cattolica è un’opportunità per vivere la città in modo autentico: si può passare la mattina in spiaggia, il pomeriggio a scoprire la storia della marineria al Museo della Regina, e la sera gustare un piatto di pesce fresco in uno dei ristoranti del porto. Un luogo che racconta la storia di una città che ha fatto del mare la sua ragione di vita, e che oggi guarda al futuro con la stessa passione di sempre.
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