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Guardare il timer tra una serie e l’altra può sembrare una perdita di tempo. In realtà, il recupero è una parte integrante del programma, esattamente come il numero delle ripetizioni e il carico utilizzato.
Durante una serie i muscoli producono forza e accumulano fatica. La pausa permette di recuperare almeno in parte prima di ripetere il movimento. Se si riparte troppo presto, il carico può sembrare improvvisamente più pesante, la tecnica può peggiorare e le ripetizioni successive perdere qualità.
Non esiste però un tempo di recupero valido per tutti. Una serie impegnativa di un esercizio complesso richiede esigenze diverse rispetto a un movimento più leggero o a un circuito. Anche l’obiettivo della seduta, l’esperienza e la condizione della persona influenzano la durata della pausa.
Per questo copiare il recupero di chi si allena accanto a noi non ha molto senso.
Il personal trainer può osservare respirazione, controllo del movimento e qualità delle ripetizioni, stabilendo quando è utile ripartire. Può anche modificare le pause nel tempo, seguendo i miglioramenti e le finalità del programma.
Allenarsi bene non significa restare continuamente in movimento. A volte la scelta più produttiva è aspettare qualche secondo in più per eseguire la serie successiva con maggiore precisione.
Il recupero non interrompe l’allenamento: permette all’allenamento di funzionare.
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