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Gestione resi e prodotti near-expiry: logistica inversa per ridurre gli sprechi nel food & beverage


Gestione resi e prodotti near-expiry: logistica inversa per ridurre gli sprechi nel food & beverage
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Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività

Nel settore food & beverage, non tutta la merce segue un percorso lineare dal produttore al consumatore. Alcuni prodotti possono essere restituiti, non ritirati, invenduti o avvicinarsi alla fine della loro durata commerciale. Per questo la logistica inversa è diventata una parte importante della gestione delle scorte e della riduzione degli sprechi.

Per noi di B&V Transport, la logistica inversa non significa semplicemente “riportare indietro la merce”. Significa organizzare il rientro, la verifica e la destinazione dei prodotti in modo sicuro, tracciabile e coerente con la normativa alimentare.

Che cos’è la logistica inversa

La logistica inversa è l’insieme delle attività che riguardano il ritorno di prodotti, imballaggi o materiali dalla destinazione verso il punto di origine o verso un altro punto della filiera.

Nel settore alimentare può riguardare:

  • prodotti invenduti;

  • prodotti con scadenza ravvicinata;

  • prodotti con imballaggio danneggiato;

  • prodotti ritirati dal mercato;

  • prodotti non conformi;

  • resi da parte di clienti;

  • contenitori riutilizzabili;

  • pallet e materiali di imballaggio.

L’obiettivo non è solo recuperare merce, ma assegnare alla merce la destinazione più corretta, tenendo conto di sicurezza, qualità, normativa e sostenibilità.

Perché i prodotti near-expiry richiedono attenzione

Un prodotto near-expiry è un alimento che si avvicina alla data di scadenza o alla fine della sua durata commerciale. Non è automaticamente un prodotto da scartare, ma richiede una valutazione più attenta.

La gestione di questi prodotti dipende da:

  • tipo di alimento;

  • data indicata sull’etichetta;

  • condizioni di conservazione;

  • temperatura di trasporto;

  • integrità dell’imballaggio;

  • tempo residuo prima della scadenza;

  • destinazione prevista;

  • responsabilità dell’operatore del settore alimentare.

La normativa europea distingue tra “da consumarsi entro” (use by) e “da consumarsi preferibilmente entro” (best before). La prima riguarda la sicurezza alimentare, la seconda riguarda principalmente la qualità del prodotto.

La differenza tra “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro”

La dicitura “da consumarsi entro” indica la data oltre la quale l’alimento non deve essere consumato, anche se appare normale, ha un buon odore o non mostra alterazioni visibili. Per questi prodotti, la data deve essere rispettata.

La dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” riguarda invece la qualità. Dopo quella data, un alimento correttamente conservato può non essere più nelle condizioni ottimali di gusto, consistenza o freschezza, ma la data non ha lo stesso significato di una scadenza legata direttamente alla sicurezza.

Questo non significa che ogni prodotto oltre la data di durata minima possa essere distribuito automaticamente. La valutazione deve considerare condizioni di conservazione, integrità della confezione, prodotto, destinazione e responsabilità dell’operatore.

La gerarchia europea per la gestione dei rifiuti

La normativa europea sulla gestione dei rifiuti stabilisce una gerarchia che privilegia, in ordine di priorità:

  • prevenzione;

  • preparazione per il riutilizzo;

  • riciclaggio;

  • altro recupero, ad esempio il recupero energetico;

  • smaltimento.

Nel caso degli alimenti, la gerarchia incoraggia anche la donazione e la ridistribuzione per il consumo umano, dando priorità all’uso alimentare rispetto ad altre destinazioni come mangimi animali o recupero non alimentare.

Per questo, la gestione dei prodotti near-expiry non dovrebbe iniziare dallo smaltimento. Prima di valutare lo scarto, occorre valutare se il prodotto può ancora essere utilizzato in modo sicuro e conforme.

La ridistribuzione degli alimenti

La normativa europea prevede che gli operatori del settore alimentare possano ridistribuire alimenti, ad esempio per donazioni, a condizioni specifiche. In particolare, devono verificare che il prodotto non sia dannoso per la salute e sia idoneo al consumo umano.

La verifica deve considerare:

  • data di durata minima o data di scadenza;

  • tempo residuo prima del consumo;

  • condizioni di conservazione;

  • integrità dell’imballaggio;

  • assenza di contaminazioni;

  • idoneità del prodotto alla destinazione prevista.

Per gli alimenti con dicitura “da consumarsi entro”, la ridistribuzione deve avvenire prima della scadenza. Per gli alimenti con dicitura “da consumarsi preferibilmente entro”, la normativa europea indica che possono essere commercializzati anche dopo tale data, purché siano ancora sicuri e la loro presentazione non sia ingannevole.

Il ruolo della logistica inversa nella riduzione degli sprechi

Una logistica inversa ben organizzata può contribuire a ridurre gli sprechi perché permette di:

  • identificare tempestivamente i prodotti prossimi alla scadenza;

  • anticipare le consegne;

  • riorientare la merce verso canali alternativi;

  • gestire i resi in modo controllato;

  • evitare che prodotti ancora utilizzabili restino dimenticati;

  • ridurre il rischio che la merce diventi non conforme;

  • migliorare la pianificazione delle scorte.

La logistica inversa non è un’attività di emergenza. Funziona meglio quando è prevista in anticipo, con procedure chiare e responsabilità definite.

Le principali cause dei resi nel food & beverage

I resi possono derivare da diverse situazioni:

  • errore nell’ordine;

  • quantità non corrispondenti;

  • prodotto non conforme alle aspettative;

  • imballaggio danneggiato;

  • prodotto vicino alla scadenza;

  • mancata consegna;

  • variazione della domanda;

  • promozioni non andate a buon fine;

  • prodotti ritirati per motivi di sicurezza;

  • errori di etichettatura o identificazione.

Ogni causa richiede una gestione diversa. Non tutti i resi hanno lo stesso significato e non tutti possono essere trattati allo stesso modo.

Come organizzare il rientro della merce

Il rientro di un prodotto deve essere pianificato come un vero e proprio trasporto, con attenzione a:

  • identificazione della merce;

  • quantità e lotto;

  • data di scadenza o durata minima;

  • condizioni di temperatura;

  • integrità dell’imballaggio;

  • motivo del reso;

  • destinazione finale;

  • documentazione di accompagnamento;

  • responsabilità lungo la filiera.

Un reso non deve essere gestito in modo improvvisato. Ogni prodotto che rientra deve essere identificato, registrato e valutato prima di essere reimmesso in qualsiasi flusso.

La valutazione del prodotto al rientro

Quando la merce torna, non basta verificare la quantità. Occorre valutare anche le condizioni del prodotto.

I controlli possono riguardare:

  • integrità dell’imballaggio;

  • presenza di perdite;

  • temperatura, quando prevista;

  • data di scadenza o durata minima;

  • lotto;

  • aspetto del prodotto;

  • presenza di odori anomali;

  • condizioni del mezzo di trasporto;

  • corrispondenza con la documentazione.

Se il prodotto presenta anomalie, deve essere separato dalla merce integra e gestito secondo una procedura definita.

Le possibili destinazioni dei prodotti near-expiry

La destinazione di un prodotto near-expiry dipende dal tipo di alimento, dalla data, dalle condizioni di conservazione e dalle responsabilità nella filiera.

Le principali opzioni includono:

  • consegna anticipata al cliente o al punto vendita;

  • riorientamento verso un altro canale di distribuzione;

  • promozione o sconto, secondo le politiche commerciali del committente;

  • donazione, quando il prodotto è ancora sicuro e idoneo;

  • utilizzo come materia prima in altri processi, quando previsto;

  • destinazione a mangimi animali, quando applicabile e conforme;

  • recupero non alimentare, quando previsto;

  • smaltimento, come ultima opzione.

La priorità deve sempre essere l’uso sicuro per il consumo umano, quando il prodotto lo consente. Lo smaltimento dovrebbe essere l’ultima scelta, non la prima.

La donazione degli alimenti

La donazione può essere una soluzione importante per ridurre gli sprechi, ma richiede attenzione alla sicurezza alimentare. Gli operatori coinvolti nella ridistribuzione devono applicare buone pratiche igieniche e un sistema di autocontrollo basato sui principi HACCP.

Prima della donazione è necessario verificare che l’alimento sia:

  • sicuro per il consumo;

  • idoneo alla destinazione prevista;

  • correttamente etichettato;

  • conservato nelle condizioni richieste;

  • entro i limiti di sicurezza previsti dalla normativa;

  • privo di contaminazioni o danni rilevanti.

La donazione non è un modo per smaltire prodotti non conformi. È una forma di recupero che deve rispettare gli stessi principi di sicurezza applicati agli altri prodotti alimentari.

Il ruolo della temperatura nella logistica inversa

La temperatura è un elemento critico anche nel rientro della merce. Un prodotto refrigerato o surgelato che viene restituito deve essere gestito secondo le stesse condizioni di conservazione previste per il trasporto in uscita.

Se la temperatura non è stata mantenuta, il prodotto può non essere più idoneo alla ridistribuzione o alla donazione. Per questo è importante:

  • utilizzare mezzi adeguati;

  • monitorare la temperatura quando necessario;

  • ridurre i tempi di attesa;

  • evitare interruzioni della catena del freddo;

  • documentare le condizioni di trasporto;

  • valutare il prodotto al rientro.

Un reso non può essere considerato automaticamente sicuro solo perché il prodotto è ancora entro la data indicata. Le condizioni di conservazione fanno parte della valutazione.

La tracciabilità dei resi

Ogni prodotto che rientra deve poter essere collegato a un’origine, a un motivo e a una destinazione. La tracciabilità permette di ricostruire il percorso della merce e di intervenire rapidamente in caso di problemi.

Le informazioni utili da registrare includono:

  • prodotto e lotto;

  • quantità;

  • data di scadenza o durata minima;

  • motivo del reso;

  • data del rientro;

  • mezzo utilizzato;

  • condizioni di temperatura;

  • destinazione finale;

  • responsabile della decisione;

  • eventuali azioni correttive.

La tracciabilità non è un adempimento formale. È uno strumento operativo che aiuta a gestire i resi in modo sicuro e trasparente.

Il ruolo della comunicazione nella filiera

La gestione dei resi e dei prodotti near-expiry richiede collaborazione tra tutti gli attori coinvolti: produttore, distributore, punto vendita, trasportatore e, quando previsto, organizzazione di recupero o donazione.

Una comunicazione efficace permette di:

  • anticipare le decisioni;

  • ridurre i tempi di attesa;

  • evitare errori di destinazione;

  • gestire meglio le quantità;

  • ridurre i costi;

  • limitare gli sprechi.

La logistica inversa funziona meglio quando è condivisa, non quando viene gestita come un’attività isolata.

Come interveniamo in B&V Transport

In B&V Transport consideriamo la logistica inversa una parte importante della gestione della filiera alimentare. Il nostro approccio si basa su:

  • organizzazione del rientro della merce;

  • attenzione alle temperature e alle condizioni di conservazione;

  • identificazione corretta di prodotto, lotto e data;

  • gestione documentata delle anomalie;

  • collaborazione con clienti e destinatari;

  • rispetto delle procedure di sicurezza alimentare;

  • valutazione delle destinazioni possibili prima dello smaltimento.

Il nostro obiettivo è contribuire a ridurre gli sprechi senza compromettere la sicurezza degli alimenti.

La logistica inversa come leva di sostenibilità

Ridurre gli sprechi nel food & beverage non significa solo evitare lo scarto. Significa anche:

  • migliorare la pianificazione delle scorte;

  • ottimizzare i trasporti;

  • ridurre i costi;

  • limitare l’impatto ambientale;

  • aumentare la responsabilità sociale;

  • migliorare la reputazione del brand.

Un prodotto near-expiry non è automaticamente un rifiuto. Può essere un’opportunità per ridistribuire, donare, recuperare o riutilizzare, purché la gestione sia sicura e conforme.

Per noi di B&V Transport, la logistica inversa è uno strumento concreto per ridurre gli sprechi e valorizzare meglio le risorse della filiera alimentare.

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