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La scelta dell’alimentazione per una flotta aziendale oggi non è più una questione solo di consumi o di prezzo del carburante, ma riguarda fiscalità, limitazioni d’uso nelle città, sostenibilità e obiettivi ESG. In Italia, ancora oggi la maggior parte delle auto aziendali è alimentata a diesel, ma l’ibrido e l’elettrico stanno guadagnando spazio grazie a norme più favorevoli e all’evoluzione delle infrastrutture di ricarica.
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Benzina: ancora diffusa, ma con un futuro incerto
Le motorizzazioni a benzina restano molto diffuse nelle auto aziendali, soprattutto dove il chilometraggio annuo è basso e l’uso è prevalentemente urbano. Il costo di acquisto è generalmente più contenuto rispetto a diesel e ibridi avanzati, ma i consumi sono più alti in città e i veicoli benzina Euro 6 si trovano già sotto pressione per l’arrivo del nuovo standard Euro 7.
Per le flotte, il benzina rimane una scelta praticabile per veicoli con uso limitato, ma con un rischio crescente di obsolescenza di mercato e di restrizioni future in ambito ZTL e parcheggi “verdi” che premiano motori più puliti.
Diesel: efficienza su lunghe distanze, ma sempre più penalizzato
Il diesel resta la motorizzazione più utilizzata nelle flotte aziendali italiane, con studi che indicano una quota nettamente superiore all’80% rispetto ad altre alimentazioni. La ragione è legata a bassi consumi su tragitti extraurbani e autostradali, rendendo il diesel molto efficiente per società che macinano molti chilometri fuori dalle città.
Allo stesso tempo, i nuovi veicoli diesel sono più complessi (FAP, sistemi anti‑NOx) e più costosi da gestire, mentre normative ambientali sempre più stringenti, blocchi alla circolazione e ZTL penalizzano diesel più vecchi o comunque ad alte emissioni. Questo aumenta il rischio di svalutazione del parco auto diesel e di limitazioni operative in molte aree urbane.
Ibrido (mild e full) e ibrido plug‑in: la transizione “sicura”
I motori ibridi, sia mild hybrid che full hybrid, stanno diventando sempre più popolari nelle flotte aziendali, soprattutto tra i fleet manager, che li vedono come soluzione di transizione verso l’elettrico. I modelli ibridi offrono riduzioni significative dei consumi rispetto ai motori termici puri, con un risparmio che può arrivare fino al 50% in ciclo urbano per i full hybrid, senza necessità di ricarica esterna.
Gli ibridi plug‑in risultano invece particolarmente interessanti per aziende che possono gestire colonnine in sede e ricariche quotidiane: usati in modalità elettrica per la maggior parte dei tragitti urbani, permettono di ridurre quasi a zero emissioni locali e costi di carburante, mantenendo però il motore termico per viaggi più lunghi senza ansia da autonomia.
Elettrico puro: ancora limitato ma in crescita nelle flotte
L’elettrico puro rappresenta ancora una quota ridotta delle flotte italiane, ma i dati recenti mostrano una crescita costante, con un numero crescente di aziende che introducono prima qualche BEV “pilota” e poi ampliano progressivamente il parco.
I principali ostacoli restano il costo di acquisto/leasing, il prezzo dell’infrastruttura di ricarica e la gestione dei tempi di ricarica, anche se molte aziende che hanno già installato colonnine in sede dichiarano di voler ampliare ulteriormente la rete di ricarica nei prossimi due anni.
Fiscalità e fringe benefit: il vantaggio dell’ibrido e dell’elettrico
Dal punto di vista fiscale, dal 2026 auto ibride plug‑in ed elettriche beneficiano di fringe benefit più bassi rispetto a benzina e diesel, perché le tabelle ACI applicano aliquote più favorevoli a veicoli con emissioni CO₂ più contenute.
Per le aziende, questo significa che scegliere ibrido plug‑in o elettrico non solo riduce l’impatto ambientale, ma diminuisce anche la tassazione associata all’uso promiscuo dei veicoli da parte dei dipendenti, rendendo queste alimentazioni ancora più interessanti per una car policy “green” e più efficiente.
Impatto di ZTL e politiche urbane sulla scelta dell’alimentazione
Le politiche di mobilità urbana stanno progressivamente discriminando i veicoli diesel e, in alcuni casi, anche i benzina meno recenti, con divieti di accesso in determinate zone, orari ristretti o costi di pass prioritari più elevati.
Al contrario, ibridi e soprattutto veicoli elettrici spesso hanno accesso agevolato alle ZTL, con permessi o esenzioni che facilitano la presenza dei veicoli aziendali nei centri città, riducendo tempi di percorrenza e costi operativi legati a divieti o multe.
In sintesi, la scelta dell’alimentazione per una flotta aziendale deve oggi tenere in conto chilometraggio medio, tipo di percorsi, infrastrutture di ricarica disponibili, norme di accesso alle città e regole fiscali sul fringe benefit. Il diesel resta ancora dominante, ma cresce il ruolo di ibrido e ibrido plug‑in come soluzione di transizione, mentre l’elettrico puro avanza, soprattutto dove aziende hanno già investito in colonnine e ricarica in sede.
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