A Firenze Stefania Ippoliti racconta “Dio ride” e una Toscana protagonista a Venezia, tra cinema, territorio, talento e memoria: una storia da scoprire.
Segui su G-Channel e iscriviti e fai iscrivere al canale G-channel Carla Cavicchini Giornalista per non perdere interviste, storie e protagonisti del cinema, della cultura e del territorio raccontati dalla voce del giornalismo.
“Dio ride”, quando la Toscana diventa cinema
Siamo a Palazzo Strozzi Sacrati, nel cuore di Firenze. È qui che Carla Cavicchini incontra Stefania Ippoliti, responsabile di Toscana Film Commission, per parlare di un film che porta sul grande schermo una Toscana capace di trasformarsi, ancora una volta, in un luogo senza tempo.
Il film è “Dio ride”, diretto dal regista toscano Giovanni Veronesi e sostenuto dalla Regione Toscana. Un'opera che affonda lo sguardo in un'epoca difficile, segnata dalla sofferenza del popolo, ma che sceglie di raccontarla attraverso una figura capace di portare conforto e speranza: un frate predicatore che parla agli ultimi attraverso un linguaggio semplice, umano e accessibile a tutti.
Una Toscana antica che diventa protagonista
Per Stefania Ippoliti, il valore del film passa innanzitutto dal territorio. Le location sono state infatti realizzate interamente in Toscana, restituendo allo spettatore l'immagine di una Toscana antica, conservata nel tempo con cura e amore.
È una Toscana che il cinema riesce a riportare indietro di secoli, fino al Seicento, senza che paesaggi, architetture e atmosfere vengano spezzati da elementi estranei. La forza delle immagini nasce proprio da questa autenticità: il territorio non è soltanto uno sfondo, ma diventa parte integrante della narrazione.
E proprio qui emerge uno degli aspetti più interessanti del progetto. Il film racconta un periodo di sofferenza, ma attraverso la predicazione e la figura del frate riesce a lasciare spazio alla consolazione, alla speranza e persino alla gioia.
Una dimensione che, secondo Ippoliti, può parlare anche a chi non possiede il dono della fede, perché il racconto non impone una risposta, ma apre una parentesi profondamente umana.
“Dio ride”: il cinema incontra la spiritualità
Raccontare la Chiesa sul grande schermo non è sempre semplice. Il rischio di cadere nella retorica, nella provocazione o, al contrario, in una rappresentazione eccessivamente celebrativa è sempre presente.
In “Dio ride”, invece, la scelta sembra essere quella della misura.
Stefania Ippoliti sottolinea proprio la delicatezza con cui il film affronta il tema religioso. Giovanni Veronesi, pur dichiarandosi non credente, ha scelto di avvicinarsi alla spiritualità con rispetto.
Ed è forse proprio questa distanza, accompagnata dalla curiosità e dall'attenzione, a rendere ancora più interessante il risultato.
Anche il titolo racchiude questa prospettiva: Dio ride. Un'espressione che invita a guardare alla fede e all'umanità attraverso una dimensione di leggerezza, senza mai trasformare il sorriso in mancanza di rispetto.
Secondo Ippoliti, questa attenzione si percepisce lungo tutto il film, senza mai venire meno, nemmeno per un fotogramma.
La Regione Toscana e il cinema: una presenza che cresce
Il progetto rappresenta anche il risultato concreto del sostegno della Regione Toscana attraverso il proprio bando dedicato al cinema.
La soddisfazione della Toscana Film Commission nasce da una combinazione particolarmente significativa: un regista toscano, un film sostenuto dalla Regione, location del territorio e una filiera produttiva che coinvolge anche le competenze locali.
Un esempio importante arriva dai costumi, realizzati presso le Manifatture Digitali Cinema di Prato, altro tassello di un sistema che mette in relazione cinema, professionalità e territorio.
Il risultato è quindi più ampio della sola produzione cinematografica: significa creare opportunità, valorizzare competenze e dimostrare come la cultura possa diventare anche uno strumento di promozione del territorio.
Venezia 2026, i talenti toscani sotto i riflettori
Il racconto si sposta poi alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 2026, dove la Toscana è stata protagonista attraverso diversi talenti.
Ippoliti ricorda la presenza di Samuele Rossi, autore di un lungometraggio di finzione dedicato a una storia partigiana. Un lavoro che ha portato al festival lo sguardo di un giovane regista toscano impegnato su una pagina importante della memoria italiana.
Nel frattempo, Venezia ha accolto anche Tommaso Landucci con I figli della scimmia. Un film non girato in Toscana, ma espressione di un talento nato e cresciuto nel territorio.
È un dettaglio significativo, perché racconta una dimensione più ampia della Toscana Film Commission: non soltanto sostenere le produzioni realizzate in Toscana, ma valorizzare anche i professionisti toscani che costruiscono il proprio percorso nel mondo del cinema.
Infine, la chiusura della presenza toscana a Venezia è arrivata con Giovanni Veronesi e con “Dio ride”, riportando ancora una volta il territorio al centro della scena.
Il rapporto con Alberto Barbera
Nel corso dell'intervista non poteva mancare uno sguardo al rapporto con la direzione della Mostra del Cinema di Venezia.
Il giudizio di Stefania Ippoliti è quello di un rapporto fondato sul rispetto nei confronti di Alberto Barbera, direttore della Mostra.
Una figura chiamata ogni anno ad affrontare scelte complesse, in un festival che deve tenere insieme cinema, autori, pubblico, ricerca e attenzione internazionale.
Ippoliti ne sottolinea la capacità di affrontare questo compito con saggezza, competenza e una visione che definisce illuminata.
E così, tra Firenze e Venezia, il filo conduttore torna ancora una volta al territorio.
La Toscana si racconta attraverso i suoi paesaggi, i suoi autori, le sue professionalità e le storie che il cinema riesce a trasformare in immagini. “Dio ride” diventa allora qualcosa di più di un film sostenuto dalla Regione: è un incontro tra memoria, spiritualità, talento e identità toscana.
Un racconto che parte da una terra antica e arriva al grande schermo, dimostrando ancora una volta quanto il cinema possa essere uno straordinario strumento per custodire il passato e, nello stesso tempo, guardare al futuro.
Segui G-Channel e continua a seguire le nostre storie
Se vuoi conoscere altri protagonisti, eventi e racconti dal mondo del cinema, della cultura e del territorio, segui su G-Channel e iscriviti e fai iscrivere al canale G-channel Carla Cavicchini Giornalista.
Per informazioni, approfondimenti o per entrare direttamente in contatto con l'autore, puoi utilizzare il pulsante blu “Contatta Autore”: è il modo più semplice e diretto per inviare la tua richiesta.
"Inserisci e fai inserire la tua Azienda o l'azienda di prossimità a costo zero".
"Siamo noi il tuo alleato digitale e con un semplice clic il tuo articolo puoi condividerlo su tutte le piattaforme

I commenti degli utenti:
Non sono presenti commenti di altri utenti