Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività
Per curvare con una moto non basta girare il manubrio nella direzione desiderata come si farebbe con un’automobile. A una normale velocità di marcia, il motociclista avvia la piega attraverso un’azione apparentemente contraria: il controsterzo.
Per andare a destra si esercita una breve pressione in avanti sulla manopola destra; per andare a sinistra si preme su quella sinistra. È un gesto fondamentale, ma spesso viene eseguito in modo istintivo senza conoscerne il funzionamento.
Che cos’è il controsterzo?
Il controsterzo è l’azione utilizzata per far inclinare una moto nella direzione della curva.
Se il motociclista vuole curvare a destra, applica una pressione in avanti sulla manopola destra. Questa azione orienta inizialmente la ruota anteriore di pochi gradi verso sinistra. Il punto di contatto dello pneumatico si sposta lateralmente e la moto comincia a inclinarsi verso destra.
Una volta raggiunta l’inclinazione necessaria, la ruota assume l’angolo richiesto per seguire la traiettoria. Il motociclista continua a controllare la curva attraverso piccoli interventi sul manubrio, sulla velocità e sulla posizione del corpo.
Il movimento iniziale della ruota è minimo e molto rapido. Per questo, osservando un motociclista in azione, è quasi impossibile notarlo.
Premere a destra per andare a destra
Il principio può essere riassunto con una formula semplice:
-
pressione sulla manopola destra, inclinazione e curva a destra;
-
pressione sulla manopola sinistra, inclinazione e curva a sinistra.
Anche i manuali ufficiali per motociclisti utilizzano questa spiegazione. Il Motorcycle Operator Manual del Washington State Department of Licensing, per esempio, indica di premere sulla manopola nella direzione in cui si vuole curvare.
“Premere” non significa ruotare il manubrio in maniera ampia o spingerlo con forza. È sufficiente applicare una pressione progressiva sulla manopola interna alla curva. La quantità di pressione necessaria varia in base a velocità, geometria della moto, pneumatici, raggio della curva e rapidità con cui si vuole cambiare direzione.
Perché la moto si inclina dalla parte opposta?
Quando la ruota anteriore viene orientata momentaneamente verso sinistra, il punto di appoggio della moto si sposta in quella direzione mentre la massa del veicolo tende a proseguire lungo la traiettoria iniziale. Si genera così un movimento di inclinazione verso destra.
L’effetto giroscopico della ruota anteriore contribuisce alla risposta, ma non è l’unica spiegazione. Entrano in gioco anche le forze sviluppate dagli pneumatici, l’inerzia della moto, la geometria dello sterzo, l’avancorsa e la distribuzione delle masse.
Attribuire il controsterzo esclusivamente all’effetto giroscopico sarebbe quindi una semplificazione eccessiva. Il comportamento nasce dall’interazione di più fenomeni dinamici.
Cosa accade durante la curva?
Una moto deve inclinarsi per seguire una traiettoria curva senza cadere verso l’esterno o chiudere eccessivamente la traiettoria verso l’interno.
L’angolo di piega necessario dipende soprattutto dalla velocità e dal raggio della curva. A parità di raggio, una velocità maggiore richiede più inclinazione. A parità di velocità, una curva più stretta richiede anch’essa un angolo di piega superiore.
Il controsterzo serve a raggiungere e controllare questa inclinazione. Una pressione più decisa sulla manopola interna rende generalmente più rapido l’ingresso in piega. Alleggerendo o modificando la pressione, il motociclista può stabilizzare la traiettoria o riportare gradualmente la moto in posizione verticale.
Questo non significa che il manubrio rimanga girato dalla parte opposta per tutta la curva. L’orientamento iniziale contrario serve ad avviare la piega; durante la percorrenza, l’angolo effettivo dello sterzo è molto piccolo e viene continuamente corretto.
Il controsterzo si usa anche senza saperlo
Chiunque sappia guidare una moto a velocità normale utilizza già il controsterzo, anche se non ne conosce il nome. Senza questo meccanismo sarebbe estremamente difficile inclinare il veicolo in modo rapido e controllato.
La differenza tra un gesto istintivo e uno consapevole emerge soprattutto quando è necessario modificare velocemente la traiettoria, affrontare una curva con maggiore precisione o evitare un ostacolo.
Conoscere il principio aiuta a comprendere che irrigidire le braccia o tentare di spostare la moto soltanto con il corpo può rendere la manovra lenta e imprecisa. Il manubrio rimane il comando principale attraverso cui viene controllata l’inclinazione.
Il corpo influenza comunque il comportamento della moto, perché modifica la posizione del baricentro complessivo. Non sostituisce però l’azione sullo sterzo quando serve un cambio di direzione rapido.
Cosa cambia a bassa velocità?
Durante una manovra molto lenta, come un’inversione stretta o l’ingresso in un parcheggio, la ruota anteriore viene orientata in modo evidente verso la direzione della curva.
In queste situazioni il motociclista può mantenere il busto più verticale o spostarlo leggermente verso l’esterno, mentre la moto si inclina verso l’interno. Questa tecnica viene chiamata controbilanciamento e aiuta a gestire il mezzo negli spazi ridotti.
Non esiste però una velocità precisa oltre la quale il controsterzo compare improvvisamente. Il passaggio tra sterzata visibile a bassa velocità e controsterzo più evidente alle normali andature è progressivo. Anche nell’avvio di una curva lenta possono verificarsi piccoli movimenti contrari necessari a creare l’inclinazione.
Gli errori più comuni
Uno degli errori più diffusi consiste nel confondere il controsterzo con una grande rotazione del manubrio. In realtà, alle normali velocità stradali sono sufficienti movimenti minimi.
Un altro errore è fissare il bordo della strada o l’ostacolo che si teme di colpire. Lo sguardo dovrebbe essere rivolto verso l’uscita della curva e lungo la traiettoria che si vuole seguire. Guardare nella direzione corretta facilita il coordinamento dei movimenti, ma non fa curvare magicamente la moto: l’azione sul manubrio rimane necessaria.
Anche entrare in curva a una velocità eccessiva complica la manovra. Il controsterzo non può annullare i limiti di aderenza degli pneumatici né correggere qualsiasi errore. Velocità, inclinazione e grip disponibile rimangono strettamente collegati.
Infine, è sbagliato pensare che questa sia una tecnica riservata alla pista. Il controsterzo fa parte del normale funzionamento di ogni moto e scooter a due ruote.
Pneumatici e assetto influenzano la risposta
La precisione del controsterzo dipende anche dalle condizioni del veicolo. Pneumatici sgonfi, usurati o deformati possono rendere la discesa in piega più lenta o irregolare.
Anche cuscinetti di sterzo usurati, sospensioni regolate male, ruote non allineate e bagagli distribuiti in modo scorretto possono modificare la risposta della moto. Se il mezzo tende a chiudere la traiettoria, oppone resistenza alla piega o reagisce in maniera anomala, il problema non deve essere compensato semplicemente aumentando la forza sul manubrio.
Pressione degli pneumatici e condizioni di sterzo, ruote e sospensioni devono essere controllate seguendo le indicazioni del costruttore.
Come acquisire maggiore consapevolezza
Il controsterzo dovrebbe essere approfondito in un corso di guida sicura e sperimentato in un ambiente chiuso e controllato, con istruttori qualificati. Provare manovre improvvise su una strada aperta al traffico espone a rischi inutili.
L’obiettivo non è applicare forza, ma sviluppare sensibilità. Una pressione dolce e progressiva permette di percepire come la moto reagisce, si inclina e modifica la traiettoria.
Il controsterzo sembra contrario alla logica soltanto quando viene descritto a parole. In sella è il gesto naturale che permette a ogni motociclista di trasformare una piccola pressione sul manubrio in una curva precisa e controllata.
Iscriviti e fai iscrivere al canale G-channel Motoline e non perderti le prossime novità
"Inserisci e fai inserire la tua Azienda o l'azienda di prossimità a costo zero".
"Siamo noi il tuo alleato digitale e con un semplice clic il tuo articolo puoi condividerlo su tutte le piattaforme"

I commenti degli utenti:
Non sono presenti commenti di altri utenti