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Per una piccola impresa, la flotta aziendale deve essere proporzionata alle attività svolte, al numero di persone che utilizzano i veicoli e agli spostamenti necessari. Progettare una flotta significa organizzare mezzi, costi, manutenzione, documenti e conducenti in un unico sistema di gestione.
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Una flotta ben strutturata non dipende soltanto dal numero di veicoli presenti, ma dalla loro effettiva utilità per l’attività aziendale. Auto, furgoni e veicoli tecnici devono essere considerati in relazione alle mansioni svolte, alle distanze percorse e alla frequenza degli spostamenti.
Il primo elemento: conoscere le esigenze dell’impresa
La progettazione parte dall’analisi dell’attività aziendale. Una piccola impresa può avere necessità molto diverse a seconda del settore: una società di servizi può utilizzare autovetture per raggiungere i clienti, mentre un’impresa artigiana può avere bisogno di veicoli commerciali per trasportare attrezzature e materiali.
Gli elementi da rilevare riguardano:
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il numero di veicoli necessari;
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il numero di conducenti;
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la distribuzione degli spostamenti;
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il chilometraggio annuale;
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la durata media dei tragitti;
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la presenza di percorsi urbani, extraurbani o autostradali;
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il carico da trasportare;
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la frequenza degli interventi presso clienti o cantieri;
-
i periodi in cui i veicoli rimangono fermi.
Il numero di veicoli deve essere collegato all’utilizzo reale. Una flotta sovradimensionata genera costi per mezzi poco utilizzati, mentre una flotta insufficiente può creare sovrapposizioni, ritardi e difficoltà operative.
La scelta del tipo di veicolo
La composizione della flotta deve riflettere il lavoro svolto. Le autovetture sono adatte agli spostamenti di persone e alle attività commerciali o di assistenza. I veicoli commerciali leggeri rispondono invece alle esigenze di trasporto di materiali, strumenti e attrezzature.
La scelta comprende anche:
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dimensioni e capacità di carico;
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numero di posti;
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accessibilità del vano di carico;
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consumi;
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alimentazione;
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dotazioni di sicurezza;
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possibilità di allestimento;
-
percorrenza annuale prevista.
Il veicolo più costoso non è necessariamente quello più adatto, così come il canone più basso non rappresenta sempre il costo complessivo più conveniente. La valutazione deve comprendere l’intero ciclo di utilizzo del mezzo.
Il costo totale della flotta
Per una piccola impresa, il costo della mobilità non coincide con la rata o con il canone mensile. Il Total Cost of Ownership, cioè il costo totale di possesso, comprende tutte le spese sostenute dall’introduzione del veicolo in flotta fino alla sua sostituzione o dismissione.
Nel calcolo rientrano:
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acquisto, finanziamento, leasing o noleggio;
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carburante o energia elettrica;
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manutenzione ordinaria e straordinaria;
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pneumatici;
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assicurazione;
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gestione dei sinistri;
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bollo e altri oneri amministrativi;
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pedaggi e costi operativi;
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svalutazione del veicolo;
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costi legati ai fermi macchina;
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tempo impiegato dal personale per la gestione.
Il TCO permette di confrontare veicoli e formule di acquisizione sulla base del costo reale, evitando di valutare soltanto il prezzo d’acquisto o il canone pubblicizzato.
Per rendere confrontabili i dati, il costo può essere analizzato per veicolo, per anno oppure per chilometro percorso. In questo modo è possibile individuare quali mezzi risultano più onerosi rispetto all’utilizzo effettivo.
Acquisto, leasing e noleggio a lungo termine
Una piccola impresa può acquisire i veicoli attraverso acquisto diretto, finanziamento, leasing o noleggio a lungo termine. Ogni formula produce effetti diversi sulla liquidità, sulla proprietà del mezzo, sulla gestione dei costi e sulla sostituzione del veicolo.
Con l’acquisto, l’impresa diventa proprietaria del mezzo e sostiene direttamente i costi di gestione. Il veicolo può essere utilizzato anche oltre il periodo iniziale previsto e, in seguito, può essere rivenduto.
Il leasing prevede l’utilizzo del mezzo per un periodo stabilito, secondo le condizioni del contratto. La proprietà può eventualmente essere acquisita alla scadenza attraverso il pagamento del valore di riscatto, quando previsto.
Il noleggio a lungo termine consente di utilizzare il veicolo pagando un canone periodico. Il canone può includere servizi come manutenzione, assicurazione, assistenza e gestione degli pneumatici, secondo quanto stabilito dal contratto. Al termine, il veicolo viene generalmente restituito alla società di noleggio.
La scelta della formula dipende dalla durata di utilizzo, dal chilometraggio, dalla disponibilità finanziaria e dal livello di gestione che l’impresa vuole mantenere direttamente.
La scelta dell’alimentazione
La composizione della flotta tiene conto anche del tipo di alimentazione. Benzina, diesel, ibrido ed elettrico presentano caratteristiche diverse in termini di consumi, autonomia, rifornimento o ricarica e impatto sui costi di utilizzo.
Il diesel è tradizionalmente utilizzato per percorrenze elevate e frequenti viaggi extraurbani. La benzina è presente soprattutto nelle auto destinate a percorrenze più contenute e a un utilizzo urbano o misto.
Le alimentazioni ibride combinano un motore termico con un sistema elettrico. Le versioni plug-in possono essere ricaricate dall’esterno e utilizzate in modalità elettrica per una parte degli spostamenti, quando le condizioni di utilizzo lo consentono.
I veicoli elettrici non producono emissioni allo scarico e richiedono un’organizzazione della ricarica. La loro integrazione in flotta è legata alla percorrenza quotidiana, alla disponibilità di punti di ricarica e ai tempi di sosta presso la sede aziendale o altri luoghi di lavoro.
L’alimentazione deve essere valutata insieme ai percorsi realmente effettuati, non soltanto sulla base del prezzo del veicolo o della tecnologia disponibile.
La gestione delle manutenzioni
La manutenzione è una componente essenziale della gestione della flotta. Tagliandi, revisioni, controlli, sostituzione degli pneumatici e interventi straordinari incidono sul costo totale e sulla disponibilità dei veicoli.
Un sistema organizzato registra per ogni mezzo:
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chilometri percorsi;
-
data dell’ultimo intervento;
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prossima manutenzione;
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scadenza della revisione;
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stato degli pneumatici;
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interventi effettuati;
-
costi sostenuti;
-
eventuali fermi tecnici.
La manutenzione programmata riduce il rischio di guasti improvvisi e permette di pianificare gli interventi senza interrompere l’attività più del necessario.
Nel noleggio a lungo termine, la manutenzione può essere affidata alla società di noleggio quando il servizio è incluso nel contratto. Nell’acquisto diretto o nel leasing, la gestione viene normalmente organizzata dall’impresa secondo le proprie procedure.
Documenti, scadenze e responsabilità
Anche una flotta composta da pochi veicoli produce una quantità significativa di documenti e scadenze. Assicurazioni, bolli, revisioni, contratti, verbali di manutenzione e documentazione dei veicoli devono essere collegati in modo ordinato alla relativa targa.
Per ogni mezzo è utile disporre di un’anagrafica contenente:
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targa;
-
marca e modello;
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alimentazione;
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data di immatricolazione;
-
conducente o reparto assegnatario;
-
chilometraggio;
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scadenze;
-
coperture assicurative;
-
contratto di acquisizione;
-
costi di gestione.
La centralizzazione delle informazioni riduce il rischio di dimenticare scadenze e facilita il controllo dei costi. La gestione può essere effettuata tramite un software dedicato oppure attraverso strumenti aziendali organizzati, purché i dati siano aggiornati e accessibili alle persone responsabili.
Il ruolo del responsabile della flotta
Nelle piccole imprese, la gestione della flotta viene spesso affidata al titolare, all’amministrazione o a un responsabile operativo. Anche quando il numero di veicoli è ridotto, è importante definire con chiarezza chi si occupa di:
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assegnazione dei mezzi;
-
controllo delle scadenze;
-
manutenzione;
-
gestione dei sinistri;
-
raccolta delle fatture;
-
monitoraggio dei chilometri;
-
rapporti con fornitori e società di noleggio;
-
aggiornamento dei documenti.
Una responsabilità chiaramente identificata evita sovrapposizioni e rende più rapida la gestione delle attività.
La sicurezza dei conducenti
La progettazione della flotta comprende anche la sicurezza delle persone che utilizzano i veicoli. La scelta dei mezzi deve considerare le dotazioni di sicurezza, la destinazione d’uso e le condizioni dei percorsi.
La gestione può includere il monitoraggio degli incidenti, dei danni, dei fermi e delle anomalie riscontrate durante l’utilizzo. I dati raccolti consentono di collegare la sicurezza alla gestione economica della flotta, perché sinistri e fermi incidono sia sui costi sia sulla continuità del lavoro.
Un veicolo adeguato all’attività e correttamente mantenuto contribuisce alla sicurezza e alla continuità operativa dell’impresa.
La digitalizzazione della flotta
I software di gestione flotte consentono di raccogliere in un unico ambiente dati relativi a veicoli, costi, scadenze, manutenzioni e conducenti.
Le funzionalità possono comprendere:
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anagrafica digitale dei veicoli;
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calendario delle scadenze;
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registrazione dei rifornimenti;
-
gestione delle manutenzioni;
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archiviazione dei documenti;
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analisi dei chilometri;
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report sui costi;
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calcolo del costo per chilometro;
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controllo dei tempi di fermo;
-
monitoraggio del TCO.
La digitalizzazione rende più semplice il controllo della flotta e trasforma le informazioni operative in dati utili per la gestione aziendale.
Una flotta proporzionata alla piccola impresa
Per una piccola impresa, progettare la flotta significa creare un equilibrio tra esigenze operative, costi e disponibilità dei mezzi. La struttura della flotta deve tenere conto del lavoro svolto, dei chilometri percorsi, del tipo di veicolo necessario, dell’alimentazione e della formula di acquisizione.
Il controllo del costo totale di possesso, la gestione delle scadenze, la manutenzione programmata e la raccolta dei dati permettono di avere una visione completa della mobilità aziendale.
Una flotta progettata in modo coerente con le dimensioni dell’impresa consente di coordinare meglio veicoli, persone e costi, mantenendo sotto controllo il ciclo di vita di ogni mezzo.
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