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A volte nella mente compare un pensiero con una forza sorprendente.
“Non sono abbastanza.”
“Farò male anche questa volta.”
“Non dovrei nemmeno provarci.”
“Gli altri sapranno sicuramente fare meglio.”
Queste frasi sembrano intime. Personali. Nostre.
E proprio per questo finiscono per sembrarci vere.
Ma non sempre un pensiero nasce davvero da noi.
Molti dei pensieri che abitano la nostra mente si formano nel tempo, attraverso ciò che abbiamo ascoltato, vissuto e assorbito.
Una frase ripetuta spesso durante l’infanzia.
Uno sguardo che ci ha fatto sentire sbagliati.
Un ambiente in cui essere se stessi non sembrava abbastanza sicuro.
Un giudizio ricevuto tante volte, fino a diventare voce interiore.
Con il tempo tutto questo può trasformarsi in linguaggio mentale abituale.
E così iniziamo a chiamare “mia” una voce che, in realtà, è stata appresa.
Non perché qualcuno ce l’abbia imposta in modo esplicito.
Ma perché la mente umana impara continuamente.
Assorbe toni, paure, aspettative, modi di interpretare il mondo.
E poi li ripete da dentro, come se fossero sempre esistiti.
Questo non significa che siamo soltanto il risultato di ciò che abbiamo vissuto.
Significa però che non tutti i pensieri che ci attraversano parlano davvero della nostra verità.
Alcuni parlano delle nostre ferite.
Alcuni delle nostre paure.
Alcuni delle vecchie regole interiori che abbiamo imparato per adattarci.
Il problema è che, quando un pensiero si ripete abbastanza a lungo, smette di sembrarci una possibilità.
Diventa un fatto.
E da quel momento iniziamo a vivere come se fosse vero.
Ci blocchiamo.
Ci ridimensioniamo.
Ci giudichiamo in anticipo.
Rinunciamo prima ancora di capire cosa desideriamo davvero.
Comprendere questo meccanismo è importante.
Perché crea una piccola distanza.
Ci ricorda che un pensiero può essere presente senza essere per forza autentico.
Può essere familiare senza essere giusto.
Può sembrare nostro senza esserlo fino in fondo.
E a volte il cambiamento inizia proprio qui:
quando smettiamo di credere automaticamente a ogni voce che parla dentro di noi.
Esperimento mentale della settimana
Nei prossimi giorni, osserva uno dei pensieri che tornano più spesso quando sei in difficoltà.
Può essere una frase di giudizio, di paura o di sfiducia.
Quando compare, non limitarti a chiederti se è vero.
Chiediti prima:
“Questa voce mi appartiene davvero?”
Da dove assomiglia ad arrivare?
Ha il tuo tono… oppure ricorda quello di qualcuno, di un ambiente, di un tempo della tua vita?
Non serve trovare subito una risposta perfetta.
Serve iniziare a distinguere.
Perché a volte il pensiero che ti limita di più non nasce da ciò che sei.
Nasce da ciò che, per molto tempo, hai imparato a credere su di te.
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