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Al CES 2026 di Las Vegas il messaggio è chiaro: l’automobile resta al centro della mobilità, ma cambia profondamente la sua natura. Non è più soltanto un oggetto meccanico definito da cavalli, cilindri e telaio, ma diventa una piattaforma digitale che si aggiorna, conversa, impara e si integra con servizi e infrastrutture.
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Se l’elettrificazione rappresenta la direzione di marcia, la vera partita dei prossimi anni si gioca su software, potenza di calcolo e intelligenza artificiale a bordo. Non solo nel cockpit, con assistenti vocali sempre più naturali, ma anche fuori dall’abitacolo: fabbriche popolate da robot, logistica autonoma, mappe che diventano sensori. È l’inizio dell’era dell’intelligenza fisica, in cui l’IA prende forma nel mondo reale attraverso robot, sensori e sistemi autonomi.
A Las Vegas sono emersi con forza i veicoli software-defined, nei quali le funzioni principali sono determinate dal codice più che dall’hardware. Su questa cornice si sono mosse le strategie dei principali gruppi e fornitori: BMW, Hyundai con Boston Dynamics, Mercedes-Benz, Sony Honda Mobility, Bosch, Qualcomm, HERE, Valeo, PTC con Lamborghini e Kodiak AI.
BMW: l’iX3 e l’auto che conversa
Per BMW, il CES 2026 è il palcoscenico dell’iX3, primo modello della Neue Klasse a portare in produzione una grande novità tecnologica: il BMW Intelligent Personal Assistant potenziato da Alexa+.
L’iX3 è il primo veicolo di serie a integrare Alexa+, la versione generativa dell’assistente Amazon, capace di dialoghi naturali e contestuali ben oltre i classici comandi vocali. La tecnologia alla base è un Large Language Model, cioè un modello di intelligenza artificiale generativa in grado di comprendere il linguaggio e formulare risposte articolate.
A partire dalla seconda metà del 2026, la novità sarà introdotta gradualmente in Germania e USA su tutti i modelli della Casa con BMW Operating System 9 e X. Questo sistema operativo consentirà di usufruire di applicazioni dedicate all’intrattenimento a 360 gradi: musica, film, videogiochi ma anche app di lavoro come Zoom.
Sul fronte dell’interfaccia, le informazioni di guida principali salgono sul parabrezza grazie al Panoramic iDrive, con l’obiettivo di mantenere le mani sul volante e lo sguardo sulla strada, riducendo le distrazioni visive. BMW sottolinea che questa generazione di veicoli è progettata per evolvere nel tempo attraverso aggiornamenti over-the-air, nuove funzioni software e servizi digitali.
Hyundai e Boston Dynamics: l’era dei robot
Hyundai al CES 2026 ha definito il proprio concetto di Physical AI, ovvero tecnologie che raccolgono dati attraverso hardware e prendono decisioni autonome nel mondo reale. Un approccio che include robotica, smart factory e guida autonoma, alimentando un ciclo continuo: dati reali, apprendimento AI, applicazione su prodotti e miglioramento.
Il protagonista assoluto sul palco è stato il nuovo Atlas di Boston Dynamics, versione completamente elettrica del robot umanoide. Hyundai ha indicato l’obiettivo di avviare la produzione di massa di Atlas da impiegare nei propri stabilimenti a partire dal Metaplant in Georgia, negli Stati Uniti. La Casa punta a circa 30.000 Atlas l’anno dal 2028, inizialmente per compiti come il sequencing delle parti, per arrivare entro il 2030 ad attività più ripetitive, pesanti e complesse, inclusi compiti di assembly.
Sul piano tecnico Atlas dispone di 56 gradi di libertà, articolazioni a rotazione completa e mani in scala umana con sensori tattili, pensate per manipolare oggetti in contesti industriali reali. Boston Dynamics ha inoltre annunciato una partnership con Google DeepMind per combinare la propria athletic intelligence con sofisticati modelli di apprendimento, segno che la frontiera si sposta verso robot capaci di apprendere rapidamente nuovi compiti.
Mercedes: SUV elettrico e piattaforma digitale
Sul fronte prodotto, una delle novità più rilevanti è la GLC Electric di Mercedes. Il SUV offre fino a 483 CV con doppio motore e un’autonomia che può arrivare a oltre 700 km WLTP. L’architettura a 800 V consente le ricariche rapide. All’interno, il sistema MBUX Hyperscreen e i servizi connessi puntano forte su aggiornamenti OTA, servizi in abbonamento e funzioni di guida assistita avanzata sviluppate insieme a partner come NVIDIA.
Un’altra novità è il sistema di assistenza alla guida MB.DRIVE ASSIST PRO. Già disponibile in Cina dalla fine dell’anno scorso, arriverà anche negli Stati Uniti e costerà 3.950 dollari per tre anni. I clienti potranno anche scegliere abbonamenti mensili o annuali.
Il sistema permette all’auto di guidare da un parcheggio fino alla destinazione, attraversando incroci cittadini, effettuando svolte e rispettando i semafori. È destinato a competere con Tesla, l’unica casa automobilistica che offre un prodotto simile negli Stati Uniti, chiamato Full Self-Driving. Si avvale di circa 30 sensori, tra cui 10 telecamere, 5 sensori radar e 12 sensori a ultrasuoni. Tutti questi sensori forniscono dati grezzi a un supercomputer estremamente potente, in grado di raggiungere fino a 508 TOPS.
Sony Honda Mobility: Afeela, l’auto come dispositivo
Sony Honda Mobility, la joint venture tra le due Case giapponesi, torna al CES con la Afeela 1, la versione pre-produzione dell’elettrica che dovrebbe arrivare in Nord America entro l’anno. Una vettura ricca di sensori, 45 tra telecamere, radar e LiDAR, e una piattaforma di calcolo basata su Qualcomm Snapdragon Digital Chassis, con potenza nell’ordine delle centinaia di TOPS per supportare funzioni di guida assistita e intrattenimento avanzato.
Sony punta molto sull’integrazione con Unreal Engine 5 per grafiche in tempo reale e ambienti immersivi, portando nel cockpit un linguaggio visivo da videogame e cinema, mentre Honda fornisce piattaforma veicolo e competenze ingegneristiche.
Durante l’evento è stato presentato in anteprima mondiale un nuovo prototipo, la Afeela Prototype 2026. Si tratta di una vettura con carrozzeria rialzata che sfrutta l’ossatura della berlina. L’arrivo negli USA è previsto nel 2028. La Afeela si posiziona come auto-dispositivo: un oggetto a metà fra console, sala cinema personale e veicolo di lusso con funzionalità di assistenza avanzata.
Bosch e il cockpit AI
Bosch porta al CES una nuova generazione di cockpit intelligenti basati su AI, costruiti attorno a piattaforme di calcolo come NVIDIA DRIVE Orin e pensati per essere integrati sia su nuovi modelli sia su architetture esistenti.
La piattaforma è pensata per combinare riconoscimento vocale basato su LLM, computer vision per analisi di abitacolo e strada e integrazione con servizi cloud, incluso l’ecosistema Microsoft 365 per funzioni di produttività in mobilità. Il salto concettuale è da interfaccia reattiva a copilota proattivo: suggerisce azioni, anticipa esigenze e adatta l’interfaccia allo stato del guidatore.
Tra le altre innovazioni Bosch ha citato il radar Gen7 Premium, con capacità di rilevare oggetti fino a 200 metri e in grado di migliorare i sistemi ADAS. La società ha inoltre annunciato una partnership con Kodiak AI per lo sviluppo di piattaforme ridondanti per camion a guida autonoma.
Qualcomm: il cervello dei veicoli autonomi
Qualcomm ha usato il CES 2026 per mettere in vetrina i progressi delle piattaforme Snapdragon Ride e Snapdragon Cockpit, ormai adottate in numerosi programmi ADAS e di guida automatizzata. L’azienda ha annunciato nuove partnership con ZF, Leapmotor e LG, con soluzioni che vanno dalle centraline ADAS Level 2/3 alle architetture che gestiscono infotainment, assistenza alla guida e connettività su un’unica piattaforma hardware.
Le piattaforme combinano CPU Oryon, GPU Adreno e NPU Hexagon per processare in parallelo i flussi di dati di camere, radar, LiDAR e mappe ad alta definizione, abilitando funzioni come la guida senza mani sul volante su tratti autostradali e parcheggi automatizzati avanzati.
Qualcomm ha inoltre indicato una nuova fase della collaborazione con Google per semplificare l’integrazione dell’AI nei veicoli, combinando Snapdragon Digital Chassis con soluzioni software Automotive dell’ecosistema Google.
HERE, Valeo, PTC e Lamborghini
HERE Technologies mostra le mappe AI-powered usate come sensore aggiuntivo per l’automazione di livello 2+ e oltre. Con Hyundai AutoEver, HERE porterà servizi di navigazione cloud-based e aggiornamenti mensili a oltre 1 milione di veicoli Hyundai, Kia e Genesis, con funzioni come routing predittivo, informazioni corsia per corsia e better EV-routing. Con Lucid Motors, le mappe HERE alimentano la pianificazione di viaggi elettrici: calcolo dell’autonomia reale, suggerimento di soste di ricarica e gestione intelligente delle colonnine lungo il percorso.
Valeo arriva al CES con un focus forte sulla sicurezza, presentando una serie di sistemi di monitoraggio sviluppati insieme a Seeing Machines. Tra i temi: tracciamento dello sguardo del conducente, rilevazione dell’attenzione effettiva rispetto ai pericoli segnalati dal sistema e verifica della presenza del casco per i veicoli a due ruote.
PTC presenta con Lamborghini una visione di Intelligent Product Lifecycle, cioè di gestione digitale completa del ciclo di vita del veicolo. Strumenti come Windchill e Codebeamer consentono di collegare requisiti software, progettazione meccanica e processi di produzione in un unico thread digitale, riducendo errori e tempi di sviluppo.
Kodiak AI e Bosch: camion autonomi
Nel trasporto pesante, Kodiak AI e Bosch annunciano un accordo strategico per scalare l’hardware e la sensoristica dei camion autonomi. Previsto un pacchetto di sensori Bosch che Kodiak potrà integrare su camion di classe 8, sia in uscita dalla fabbrica sia tramite retrofit, con l’obiettivo di portare la propria tecnologia driverless su flotte più ampie.
Kodiak afferma di aver già percorso milioni di miglia in modalità autonoma e di aver consegnato migliaia di carichi, posizionandosi tra i player più avanzati nel segmento dei truck autonomi. Un segnale chiaro: l’automazione non riguarda soltanto l’auto privata, ma, soprattutto, la logistica a lungo raggio.
In sintesi
Il CES 2026 racconta un’industria che non misura più il progresso soltanto con cavalli e chilometri di autonomia, ma con TOPS di calcolo, qualità delle mappe, capacità degli assistenti AI e integrazione della robotica lungo l’intera catena del valore: dalla fabbrica alla strada.
In altre parole, l’auto del futuro non sarà solo elettrica. Sarà intelligente, connessa e, sempre di più, fisica nel modo in cui l’AI si traduce in azioni concrete, nel mondo reale.
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