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Ci sono profumi che raccontano una storia.
E poi ci sono profumi che sono diventati storia.
Quella dell'Acqua di Colonia è una vicenda che attraversa Firenze, la corte francese, il Piemonte e la Germania. Una storia fatta di frati speziali, essenze, commercianti piemontesi emigrati e formule tramandate nel tempo.
E tutto comincia, almeno per uno dei capitoli più affascinanti della profumeria europea, con una giovane donna destinata a diventare regina.
Caterina de’ Medici e l’Acqua della Regina
Nel 1533 Caterina de' Medici lascia Firenze per sposare Enrico, duca d'Orléans e futuro Enrico II di Francia.
Con lei parte anche Renato Bianco, profumiere fiorentino cresciuto nella tradizione aromatica dei frati domenicani di Santa Maria Novella.
È proprio in occasione del matrimonio che nasce la fragranza conosciuta come Acqua della Regina, una composizione a base di agrumi italiani e piante aromatiche che Caterina porta con sé alla corte francese.
Il profumo diventa così uno dei simboli della tradizione profumiera fiorentina che dalla Toscana arriva oltre le Alpi.
Firenze e l'arte delle essenze
La storia non nasce dal nulla.
A Firenze, i frati domenicani di Santa Maria Novella avevano sviluppato nei secoli conoscenze legate alle piante, alle erbe aromatiche e alla preparazione di medicamenti.
Il convento aveva infatti un laboratorio nel quale venivano realizzati preparati destinati inizialmente alla comunità religiosa e successivamente anche alla clientela esterna. Nel 1612 l'attività fu ufficialmente riconosciuta come Antica Spezieria di Santa Maria Novella.
Quello che oggi chiamiamo profumo nasce quindi dall'incontro di conoscenze botaniche, pratiche farmaceutiche e ricerca sulle essenze.
E per molto tempo il confine tra medicina, erboristeria e profumeria è stato molto più sottile di quanto immaginiamo.
Dalla corte di Francia alla storia della profumeria
Renato Bianco porta con sé questa tradizione italiana.
Alla corte francese diventa noto come René le Florentin e, secondo la tradizione dell'Officina di Santa Maria Novella, contribuisce alla diffusione dell'arte profumiera fiorentina in Francia.
L'Acqua della Regina rimane ancora oggi nella produzione di Santa Maria Novella.
La composizione contemporanea conserva una struttura agrumata e aromatica: agrumi italiani e petitgrain in apertura, neroli, rosmarino e lavanda nel cuore, con una base muschiata.
Un profumo che, ancora oggi, porta con sé il nome della donna per la quale venne creato.
Ma l'Acqua di Colonia è un'altra storia
È qui che il racconto cambia strada.
Siamo alla fine del Seicento e dal Piemonte parte un altro protagonista destinato a lasciare un segno nella storia della profumeria europea: Giovanni Paolo Feminis, originario della Val Vigezzo.
Emigrato in Germania, si stabilisce a Colonia e sviluppa una preparazione conosciuta come Aqua Mirabilis, una profumata preparazione a base di essenze che avrebbe avuto una grande diffusione.
La sua vicenda si intreccia successivamente con quella della famiglia Farina e con la trasformazione di Colonia nella città simbolo dell'eau de Cologne.
Il Piemonte entra nella storia del profumo
È forse questo il dettaglio più sorprendente.
Quando pensiamo alla storia del profumo immaginiamo immediatamente Parigi, Firenze o le grandi corti europee.
Eppure anche il Piemonte ha avuto un ruolo importante.
La Val Vigezzo, piccola valle alpina, è legata alla figura di Feminis e a quella tradizione di emigranti che lasciavano le proprie montagne per cercare fortuna nel cuore dell'Europa.
Portavano con sé non soltanto merci e capacità commerciali.
Portavano anche saperi.
E alcuni di quei saperi sarebbero diventati parte della storia della profumeria.
Da rimedio a profumo
Le prime acque aromatiche europee non nascono necessariamente come profumi nel senso moderno del termine.
Erano spesso considerate preparazioni dalle proprietà benefiche e venivano utilizzate in modi molto diversi da quelli odierni.
L'Aqua Mirabilis appartiene a questo mondo di confine nel quale essenze, alcool, piante aromatiche e conoscenze medicinali si incontravano.
Con il passare del tempo, però, la dimensione olfattiva diventa sempre più importante.
Il profumo smette gradualmente di essere soltanto qualcosa da utilizzare e diventa anche qualcosa da indossare.
Colonia, la città che diventa profumo
Nel Settecento l'acqua di Colonia conquista progressivamente l'Europa.
La sua caratteristica freschezza agrumata rappresentava qualcosa di diverso dalle essenze più pesanti e concentrate diffuse all'epoca.
Il nome della città finisce così per diventare inseparabile dal prodotto.
Eau de Cologne non indica più soltanto una particolare preparazione.
Diventa un modo per identificare una vera e propria famiglia olfattiva.
E Colonia si trasforma nella capitale europea di questo nuovo modo di profumarsi.
Due storie italiane che attraversano l'Europa
Da una parte c'è Caterina de' Medici, che nel 1533 porta alla corte francese una tradizione profumiera fiorentina attraverso Renato Bianco.
Dall'altra c'è Giovanni Paolo Feminis, piemontese emigrato in Germania, la cui Aqua Mirabilis si inserisce nella storia che porterà alla diffusione dell'Acqua di Colonia.
Due vicende differenti.
Due epoche diverse.
Ma un elemento comune: l'Italia che esporta conoscenze, essenze e cultura del profumo oltre i propri confini.
Il profumo come viaggio nel tempo
Forse è proprio questo che rende affascinante la storia dell'Acqua di Colonia.
Oggi basta vaporizzare una fragranza sulla pelle.
Nel passato, invece, dietro quell'aroma c'erano viaggi, corti reali, conventi, laboratori, commerci e migrazioni.
C'erano persone che attraversavano l'Europa portando con sé formule e conoscenze.
E c'erano profumi capaci di trasformarsi, nel corso dei secoli, da preparazioni aromatiche a veri simboli di eleganza.
Per questo, quando sentiamo parlare di Acqua di Colonia, non stiamo parlando soltanto di una fragranza.
Stiamo aprendo una piccola finestra sulla storia europea.
Una storia nella quale anche Firenze e il Piemonte hanno lasciato il loro profumo.
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