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Per noi di B&V Transport, la catena del freddo non è un optional: è il cuore del servizio che offriamo a chi produce, distribuisce e vende alimenti e bevande. Ogni grado in più o in meno rispetto alla temperatura prevista può fare la differenza tra un prodotto sicuro e uno da scartare, tra un cliente soddisfatto e un reclamo, tra un trasporto a norma e una sanzione.
Cosa significa “mantenere la catena del freddo”
La catena del freddo è il sistema continuo di controllo della temperatura che accompagna un alimento deperibile dal produttore fino al punto vendita o al consumatore finale. Non è responsabilità di un solo operatore: produttori, magazzini, trasportatori e punti vendita devono collaborare perché la temperatura non subisca interruzioni critiche durante carico, viaggio, sosta e scarico.
Nel trasporto, questo si traduce in mezzi idonei, procedure chiare e monitoraggio costante. I veicoli devono essere in grado di mantenere e far controllare la temperatura interna, come previsto dal Regolamento (CE) 852/2004, e, per le merci deperibili, devono rispettare le temperature massime indicate dalla normativa e dalle schede prodotto.
Le temperature che fanno la differenza
Ogni categoria di alimento ha una temperatura di trasporto precisa, definita per legge e/o dal produttore:
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Prodotti surgelati e congelati (pesce, verdure, piatti pronti, gelati): temperatura di trasporto non superiore a -18 °C. Per alcuni prodotti congelati è ammesso un limite di -12 °C, ma la regola generale per i surgelati resta -18 °C. Durante il trasporto è tollerata una variazione massima di 3 °C, quindi fino a -15 °C, purché temporanea e documentata.
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Carni fresche: generalmente non oltre +7 °C per bovini, ovini, caprini, equini e suini; non oltre +4 °C per pollame, coniglio e selvaggina; non oltre +2 °C per carne macinata e carne separata meccanicamente; non oltre +3 °C per le frattaglie.
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Prodotti lattiero-caseari freschi (latte pastorizzato, ricotta, yogurt, formaggi freschi, panna): di norma non oltre +4 °C.
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Prodotti ittici freschi e molluschi: spesso tra 0 °C e +4 °C, con specifiche più stringenti per alcune categorie (es. molluschi bivalvi vivi).
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Altri prodotti refrigerati: in linea generale, non oltre +6 °C, salvo indicazioni più restrittive in etichetta o in documentazione di trasporto.
Queste temperature non sono “consigli”: sono requisiti igienico-sanitari che, se non rispettati, espongono a rischi per la salute del consumatore, a perdite economiche e a sanzioni amministrative.
Cosa succede quando la temperatura “sballa”
Una rottura della catena del freddo può avere conseguenze su tre livelli:
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Sicurezza alimentare: temperature troppo alte favoriscono la proliferazione di batteri come Listeria, Salmonella e altri patogeni, anche senza che il prodotto mostri alterazioni evidenti di odore, colore o sapore.
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Qualità e shelf life: anche quando non c’è un rischio sanitario immediato, uno sbalzo termico può accelerare il deterioramento, ridurre la vita commerciale del prodotto e aumentare resi e reclami da parte di GDO, ristoranti e distributori.
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Conformità normativa ed economica: un prodotto che ha superato le temperature consentite deve essere valutato come non conforme e, nella maggior parte dei casi, scartato o distrutto. Questo genera spreco di merce, costi di smaltimento e possibili sanzioni in caso di controlli da parte di ASL, NAS o altre autorità competenti.
Per un’azienda di logistica come la nostra, ogni viaggio con temperatura fuori specifica significa danno per il cliente, danno per il consumatore finale e danno per la nostra reputazione.
Come garantiamo il rispetto della temperatura nei nostri trasporti
Il nostro approccio si basa su mezzi, procedure e persone:
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Mezzi idonei e certificati: utilizziamo veicoli coibentati e refrigerati conformi all’accordo ATP, in grado di mantenere le temperature richieste anche in condizioni esterne critiche (estate, traffico, lunghe percorrenze). Per i surgelati, lavoriamo con classi che garantiscono il mantenimento di temperature fino a -18 °C / -20 °C.
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Controllo e registrazione delle temperature: i nostri mezzi sono dotati di sonde di temperatura e sistemi di monitoraggio che ci permettono di verificare l’andamento termico durante tutto il viaggio. La normativa europea richiede che i veicoli siano in grado di mantenere e far controllare la temperatura; noi andiamo oltre, adottando registrazioni sistematiche laddove la valutazione del rischio lo rende opportuno per garantire la sicurezza del prodotto.
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Procedure di carico e scarico: prestiamo massima attenzione alle fasi più critiche, quando il prodotto è più esposto agli sbalzi termici. Organizziamo i carichi in modo da non interrompere la refrigerazione, limitiamo i tempi di sosta con porte aperte e coordiniamo gli orari con magazzini e punti vendita per ridurre al minimo le attese.
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Formazione degli autisti: i nostri conducenti sono formati sulle regole HACCP applicate al trasporto, sulle temperature di riferimento per le diverse merci e sulle azioni da intraprendere in caso di anomalia termica o guasto dell’impianto frigorifero. Sanno quando e come segnalarci un problema e come gestire la merce in attesa di istruzioni.
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Gestione delle non conformità: se durante un trasporto emerge una deviazione di temperatura, attiviamo una procedura interna di valutazione: raccogliamo i dati, confrontiamo con i limiti previsti per quel prodotto e, in collaborazione con il cliente, decidiamo se la merce può essere accettata, destinata a usi alternativi o scartata. La trasparenza è parte del nostro servizio.
Perché ogni grado conta, anche di poco
Può sembrare esagerato preoccuparsi per uno o due gradi di differenza, ma nella logistica alimentare non lo è. I limiti di temperatura sono studiati per controllare la crescita microbica e preservare le caratteristiche del prodotto. Superarli, anche per poche ore, significa:
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aumentare il rischio microbiologico, soprattutto per prodotti ad alta deperibilità;
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ridurre la vita residua del prodotto sugli scaffali;
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esporre il cliente a reclami, resi e potenziali richiami.
Per questo, per noi di B&V Transport, ogni grado conta. Non ragioniamo in termini di “più o meno va bene”, ma in termini di rispetto dei limiti previsti e di protezione del prodotto e del consumatore.
Catena del freddo come vantaggio competitivo
Scegliere un partner logistico che tratta la catena del freddo come una priorità assoluta significa:
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ridurre gli sprechi e le perdite di merce;
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limitare i rischi di sanzioni e non conformità nei controlli;
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proteggere la reputazione del proprio brand presso GDO, canali HoReCa e consumatori finali;
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avere un dato certo e tracciabile su come è stata trasportata la merce.
Per le aziende di food & beverage, la logistica non è solo “spostare scatole”: è parte integrante della sicurezza alimentare e della qualità percepita. E la temperatura è uno dei parametri più sensibili e decisivi.
Il nostro impegno
In B&V Transport consideriamo la catena del freddo un impegno quotidiano, non una voce di capitolato. Investiamo in mezzi adeguati, sistemi di controllo e formazione, perché sappiamo che dietro ogni cella frigo c’è un prodotto che qualcuno ha preparato con cura e che qualcuno altro si aspetta di trovare sicuro e integro.
Per noi, ogni grado conta, ogni viaggio conta e ogni cliente conta. E la temperatura è il primo indicatore che usiamo per misurare la qualità del nostro lavoro.
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