AGGIORNATO AL: 25/06/2026 12:01:01
ISCRITTICANALIISCR.CANALIPOSTVISITE
41567046379141257218232
FRAME IN FOCUS - Racconti per Immagini
5 Iscritti al canale
3593 View

Biennale di Venezia 2026: In Minor Keys


Biennale di Venezia 2026: In Minor Keys
0
0
100


Mappa Interattiva - dove le persone incontrano le attività

La 61. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, dal titolo In Minor Keys di Koyo Kouoh, è aperta al pubblico dal 9 maggio a domenica 22 novembre 2026 ai Giardini, all'Arsenale e in vari luoghi di Venezia. Con 110 partecipanti – tra artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni – provenienti da contesti geografici differenti, questa Biennale è una mostra sintonizzata sulle frequenze delle tonalità minori, che rifiuta lo spettacolo dell'orrore per accogliere il sussurro, le frequenze basse, la poesia.

Iscriviti e fai iscrivere al canale G-channel Frame in Focus

Una Biennale jazz, simile a un jazz

In Minor Keys ("In tonalità minore") sarà una Biennale jazz, dedicata alle tonalità minori, all'ascolto, al sussurro, alla tranquillità, alle frequenze basse, alla poesia. La tonalità minore in musica allude sia alla struttura di una canzone che ai suoi effetti emotivi: è un'idea ricca che evoca gli stati d'animo, il blues, il lamento, l'allegoria, il sussurro. Le tonalità minori rifiutano la magniloquenza orchestrale e le marce militari al passo dell'oca e prendono vita in toni pacati. Richiedono un ascolto che si posa sulle emozioni e le sostiene a sua volta.

L'eredità di Koyo Kouoh, scomparsa a maggio 2025

Dopo la prematura scomparsa di Koyo Kouoh a maggio 2025, con il pieno sostegno della famiglia, La Biennale di Venezia ha deciso di realizzare la Mostra secondo il progetto da lei ideato, per preservare, valorizzare e diffondere le sue idee e il lavoro svolto con dedizione. Koyo Kouoh, nominata Direttrice artistica del Settore Arti Visive nel novembre 2024, aveva già sviluppato il progetto curatoriale, definendo testo teorico, artisti e opere, catalogo, identità grafica e architettura degli spazi, dialogando costantemente con gli artisti da invitare. Il titolo scelto è stato trasmesso alla Biennale l'8 aprile 2025.

I motivi concettuali: incantamento, fecondità, condivisione

Durante la settimana a Dakar nell'aprile 2025, il team di Koyo ha mappato pratiche e progetti. Temi come l'incantamento, la fecondità e la condivisione, nonché pratiche generative indirizzate alla collettività, sono emersi in modo naturale. Il nucleo concettuale si articola attorno a motivi non definiti in astratto, ma scelti a partire da opere capaci di coinvolgere insieme anima e intelletto:

  • "Are" (Shrines), omaggio a Issa Samb (1945–2017) e Beverly Buchanan (1940–2015)

  • Processioni, ispirate alle coreografie carnevalesche e ai raduni del mondo afroatlantico

  • Meraviglia contrapposta a cinismo verso il potenziale trasformativo dell'arte

  • Riposo spirituale e fisico delle oasi, intese come tonalità o isole interne ai universi creativi

  • "Scuole", espressione dell'impegno nella costruzione di istituzioni orientate a un fine sociale

Are: "Shrines" e la forza generativa dell'arte

La Sala Chini introduce al cuore del Padiglione Centrale e al vocabolario di "Are" ("Shrines"), immaginata da Koyo come omaggio a due creatori di mondi: Issa Samb e Beverly Buchanan. Artista, poeta, drammaturgo e cofondatore del collettivo rivoluzionario Laboratoire Agit'Art a Dakar, Samb è stato una presenza costante, un mentore e una fonte d'inspirazione per Koyo. L'opera di Buchanan consiste in letture sofisticate e provocatorie di luoghi e comunità attraverso un approccio anti-monumentale alla Land Art, collocato in luoghi segnati da memorie storiche irrisolte. Tanto Samb quanto Buchanan privilegiavano la forza generativa dell'arte anziché la sua mera oggettualità.

Le processioni: un linguaggio spaziale dinamico

Il motivo della processione, ispirato alle coreografie carnevalesche e ai raduni del mondo afroatlantico, testimonia un linguaggio spaziale dinamico che invita il pubblico a unirsi al movimento, più che a osservarlo. In questa dimensione carnevalesca, capace di sospendere e sovvertire le gerarchie, molte pratiche artistiche disturbano archivi e canoni, rielaborano simboli consolidati e demistificano narrazioni dominanti con approcci transtorici, speculativi o rigorosi.

Scuole: ecosistemi radicati nei territori e transnazionali

Le "Scuole" emergono come ecosistemi radicati nei territori e insieme transnazionali: luoghi di apprendimento e rigenerazione fondati sull'incontro, la condivisione e l'autonomia dalle leggi del mercato. Inserite nella costellazione della mostra, testimoniano un'etica comune e una pratica collaborativa che intreccia arte e responsabilità sociale.

Spazio al riposo: oasi, giardini creoli, cortili

Temi quali la piantagione, l'insediamento coloniale, il disastro ambientale e la memoria geologica attraversano opere che affrontano eventi sismici e le loro tracce con metodi radicali e liberatori. Parallelamente, il giardino creolo e il cortile — spazi di autosufficienza nati entro condizioni di costrizione — diventano luoghi reali e metaforici di riposo, riconnessione e relazione con forme di vita non umane. La Mostra si interroga sulla possibilità di sottrarsi all'impulso enciclopedico per concedere spazio al riposo, alla contemplazione e all'ascolto profondo.

Performance: il corpo come luogo di conoscenza e guarigione

Il programma di performance pone al centro il corpo come luogo di conoscenza, memoria e veicolo politico di resistenza collettiva e guarigione. Nei Giardini della Biennale si terrà una processione di poeti ispirata al Poetry Caravan, il viaggio intrapreso da Koyo Kouoh con nove poeti africani da Dakar a Timbuktu nel 1999. La performance rende omaggio alla memoria di Koyo e ai griot, custodi delle storie del popolo e portatori di sapere e potere. I poeti formeranno un coro collettivo, esprimendo il potere della parola e favorendo una dimensione di guarigione spirituale.

L'architettura di Wolff Architects: il potenziale trasformativo della soglia

All'inizio del 2025, Koyo ha affidato a Wolff Architects (Città del Capo) il progetto di allestimento, invitando lo studio a lavorare sul potenziale trasformativo della soglia come apertura verso forme alternative di conoscenza ed esperienza. Ne è scaturita un'architettura generosa verso l'universo di ciascun artista, attenta alla dimensione sensoriale del passaggio tra costellazioni di pratiche: nel Padiglione Centrale ai Giardini e all'Arsenale, grandi banner color indaco sospesi dalle travi fino a sfiorare il pavimento segnano le soglie, preparando i sensi al disvelamento di un ambiente e al transito verso il successivo.

Progetti speciali: Polveriera austriaca, Forte Marghera, Mestre

A Forte Marghera, Temitayo Ogunbiyi, Uriel Orlow e Fabrice Aragno portano in terraferma i motivi concettuali di In Minor Keys attraverso progetti che invitano al movimento libero, al gioco, all'interazione, al riposo. La scultura ondulante di Ogunbiyi adagiata sul prato antistante la Polveriera offre la possibilità di sdraiarsi e riflettere; le mappe botaniche di Orlow guardano alla mostra attraverso il prisma delle piante; all'interno dell'edificio, Aragno presenta una reinterpretazione radicale del film The Image Book di Jean-Luc Godard.

Il Padiglione delle Arti Applicate: Gala Porras-Kim

Gala Porras-Kim è l'artista scelta da Koyo Kouoh per il Padiglione Arti delle Applicate all'Arsenale, realizzato in collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra. L'artista, partecipante fuori concorso, esplora il rapporto complesso tra artefatti culturali, pratiche museali e convenzioni istituzionali che ne classificano e narrano il ruolo nella storia. Il progetto include disegni, sculture e video che restituiscono un interesse per le pratiche di conservazione e le procedure usate da conservatori e curatori per definire il significato e la funzione degli artefatti culturali.

Riferimenti letterari: Toni Morrison e Gabriel García Márquez

Nel corso del lavoro curatoriale, molte suggestioni hanno trovato eco nei riferimenti letterari condivisi da Koyo come fonti d'ispirazione, tra cui Beloved di Toni Morrison e Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquezaccomunati dall'attraversamento di mondi e soglie temporali e da un realismo magico che intensifica il registro emotivo.

La gioia di un'arte autentica

Come ha commentato il Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco: "La gioia di un'arte autentica, che tanto somiglia alla vita vera". Le pagine di In Minor Keys rappresentano un saggio fulminante della pratica curatoriale di Koyo, che distilla, parola per parola, l'idea precisa e cristallina della sua mostra. È una Mostra permeata di spirito, di una sacralità che rimette al centro la persona, che ritrova il senso dello stare al mondo riprendendo le misure rispetto agli elementi della terra e guardando di nuovo il cielo.

La radicalità della gioia

Koyo Kouoh ha scritto nel 2022: "Sono stanca. La gente è stanca. Siamo tutti stanchi. Il mondo è stanca. Persino l'arte stessa è stanca. Forse è giunto il momento. Abbiamo bisogno di qualcos'altro. Abbiamo bisogno di guarire. Abbiamo bisogno di ridere. Abbiamo bisogno di stare con la bellezza, e in abbondanza. Abbiamo bisogno di giocare. Abbiamo bisogno di stare con la poesia. Abbiamo bisogno di stare di nuovo con l'amore. Abbiamo bisogno di ballare. Abbiamo bisogno di creare e donare cibo. Abbiamo bisogno di riposare e rigenerarci. Abbiamo bisogno di respirare. Abbiamo bisogno della radicalità della gioia. È giunto il momento".

In Minor Keys non è una litania di commenti sugli eventi mondiali, né una disattenzione o fuga da crisi complesse. Propone piuttosto una radicale riconnessione con l'habitat naturale dell'arte e il suo ruolo nella società: l'emotivo, il visivo, il sensoriale, l'affettivo, il soggettivo. La mostra si presenta come una partitura collettiva composta insieme ad artisti che hanno costruito universi di immaginazione, artisti le cui pratiche si insinuano perfettamente nella società, artistas che sono estremamente generosi e ospitali nei confronti della vita.

"Inserisci e fai inserire la tua Azienda o l'azienda di prossimità a costo zero".

"Siamo noi il tuo alleato digitale e con un semplice clic il tuo articolo puoi condividerlo su tutte le piattaforme"

Banner G-Channel



Condividi


I commenti degli utenti:

Non sono presenti commenti di altri utenti